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PERCORSO EFFETTUATO: Situazione di partenza,
lavoro svolto e risultati ottenuti
APPLICAZIONE DELLA ISO 9001 E COORDINAMENTO CON LA NORMATIVA DEGLI ENTI LOCALI:
 | Introduzione al problema
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 | Documentazione amministrativa e registrazioni della
qualità
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 | Approvvigionamenti e normativa sugli appalti
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 | Gestione attrezzature e strumenti di misura
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 | Miti, promesse e realtà dell’informatica nella Pubblica
Amministrazione
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 | Quando la tecnologia muta i paradigmi: informazioni
cartacee e digitali a confronto
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 | La rete civica "Onde" e il valore aggiunto del lavoro
cooperativo
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 | Le precondizioni minime per avviare un sistema di qualità
informatizzato
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 | La qualità su Internet e l’interattività con i
cittadini-utenti |
Il sistema dei controlli interni,
ridimensionato a suo tempo a seguito dell’evoluzione normativa concernente i
"pareri" dei Responsabili dei servizi e del Segretario, deve essere ricomposto e
potenziato anche come contraltare alla recente scomparsa dei controlli esterni
sugli atti, conseguente all’entrata in vigore della riforma della parte seconda
della Costituzione.
Il Sistema Qualità consente con la procedura
delle "non conformità" una innovativa forma di controllo interno di regolarità
amministrativa ed, imparando dagli errori, le necessarie "sterzate in corsa",
mediante azioni correttive, ma soprattutto preventive, in funzione di un
controllo strategico sugli obiettivi più rilevanti dell’Amministrazione
Comunale.

NORMA UNI EN ISO 9001: PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELLA
SUA APPLICAZIONE NEL COMUNE DI DESENZANO DEL GARDA
- PERCORSO EFFETTUATO
Il Comune di Desenzano, con circa 25.000
residenti, ma una popolazione dimorante decisamente superiore, soprattutto
in estate, data la sua vocazione turistica, è considerato la "capitale" del
Lago di Garda. Tale "titolo" sottolinea non solo l’importanza di questo
comune nel basso Garda, ma anche la complessità del territorio e la
problematicità della sua gestione, che comporta l’erogazione di una serie di
servizi indirizzati non solo ai residenti ma anche ad un bacino di utenza
molto più ampio e comprendente molte persone insediate nella città per
motivi turistici o di lavoro.
Il primo problema da affrontare, per il
raggiungimento della certificazione ISO 9001, è stato quello della
rappresentazione dell’organizzazione del Comune e dei relativi servizi, in
modo da "incasellare" tutte le attività comunali ed i servizi erogati.
La struttura comunale, nel rispetto di
quanto già previsto nell’Ordinamento dei servizi, è stata rappresentata in
cinque Settori (Amministrativo, Finanziario, Vigilanza e Commercio, Tecnico
e Socio-culturale), suddivisi a loro volta in sedici Servizi. Essendo il
servizio ancora troppo ampio per l’analisi di quanto effettivamente svolto,
la struttura è stata ulteriormente ripartita in "Uffici" (più di 30) per i
quali sono stati individuati dei referenti per la qualità.
Pur essendo alcuni uffici dislocati anche
in sedi periferiche, il Comune dispone di un sistema informatico con
collegamenti in tutte gli uffici e strutture comunali e di una rete civica,
che si è rivelata un indispensabile supporto per la trasmissione di tutta la
documentazione della qualità e per la relativa messa a disposizione di tutto
il personale.
Creata la base e collaudati gli strumenti,
si è giunti alla mappatura di tutti i procedimenti (circa 500) e alla
registrazione della modulistica (più di 700 modelli).
Per molti uffici la descrizione dei
procedimenti nelle apposite schede è stata un’occasione per mettere un po’
di ordine nelle procedure, dare evidenza alle interfacce, chiarire la
responsabilità delle singole fasi e verificare i tempi, i modi, ecc. o per
fare ordine nella modulistica, aggiornarla, renderla più chiara e
funzionale. Data la quantità elevata di procedimenti e di documentazione
questa è stata la fase più impegnativa. Un’altra tappa, non meno
significativa, è stata l’attivazione del procedura delle non-conformità e
delle azioni preventive e correttive e soprattutto la sensibilizzazione del
personale sull’utilizzo dello strumento in modo costruttivo e non "punitivo"
o "repressivo". La rilevazione delle non-conformità ha comunque consentito
di descrivere, codificare ed affrontare alcune problematiche (magari già
note ma mai affrontate in modo risolutivo) e di individuare una soluzione di
breve o lungo periodo.
L’individuazione degli obiettivi, per ogni
servizio o ufficio, è stata facilitata invece sia dall’esperienza maturata
nella redazione degli obiettivi per il Piano Esecutivo di Gestione (PEG),
che dall’individuazione di alcune carenze (tempi o modi) e dalla conseguente
volontà di colmarli.
Al momento della certificazione il Comune,
ottenuta il 24.04.2002, dopo circa un anno di lavoro, dispone di un sistema
qualità che, seppure giovane e con poca esperienza, riesce a rappresentare
tutti i procedimenti e, tramite gli obiettivi e le azioni correttive e
preventive in corso, ad illustrare un percorso di miglioramento mirato non
solo a colmare alcune carenze, ma anche all’effettivo perseguimento di un
livello più elevato nell’erogazione dei servizi e nel rapporto con l’utenza.
- APPLICAZIONE DELLA ISO 9001 E COORDINAMENTO CON LA
NORMATIVA DEGLI ENTI LOCALI
- Introduzione al problema
Durante la stesura del Manuale della
Qualità, delle procedure e delle schede dei singoli procedimenti si è
dovuto affrontare spesso il problema delle modalità con cui applicare la
norma ISO, che in alcuni punti è risultata un po’ distante dalla realtà
degli enti locali e forse più appropriata alle aziende di tipo
produttivo o comunque di stampo privatistico.
Alcuni aspetti, molto rimarcati dalla
norma risultano di secondaria importanza per il Comune e altri di
difficile applicazione, anche alla luce della normativa degli enti
locali (es. per gli appalti). Per contro alcuni aspetti che la norma non
prende troppo in considerazione sono molto rilevanti per il Comune.
In alcuni momenti è stato quindi
necessario operare delle scelte ben precise, ispirate generalmente ad
alcuni principi che si è deciso via via di adottare e precisamente:
 | Includere comunque nelle procedure e nel manuale alcuni
aspetti che, seppure non previsti dalla norma, sono comunque delle ricchezze
e dei punti di forza del Comune e come tali non possono essere ignorati;
|
 | "Approfittare" degli aspetti innovativi della norma per
migliorare alcuni aspetti organizzativi o per intraprendere nuove forme di
controllo;
|
 | Trovare un punto giusto di equilibrio e mediazione tra
quanto richiesto dalla norma ISO e quanto effettivamente realizzabile,
applicabile ed utile all’organizzazione comunale;
|
 | Utilizzare al massimo l’"esistente" per adempiere a
quanto previsto dalla norma ISO, anche se sono necessarie delle modifiche o
integrazioni, in modo da non creare duplicazioni e sfruttare al massimo le
risorse a disposizione, che alcune volte non sono pienamente utilizzate o ne
sono sottostimati i relativi potenziali;
|
 | Non volere realizzare tutto e subito, perché alcuni
cambiamenti e miglioramenti, pur se conosciuti, desiderati e in alcuni casi
necessari, non possono essere raggiunti nel breve periodo: cercare a tutti i
costi di voler raggiungere il massimo fin dall’inizio potrebbe portare a
formulare progetti troppo ambiziosi difficilmente raggiungibili o comunque
senza ritorni positivi immediati e creare quindi frustrazione nel personale
e nell’organizzazione in generale;
|
 | Sensibilizzare il personale e renderlo "protagonista" dei
cambiamenti messi in atto, perché si raggiungono meglio gli obiettivi e per
fare in modo che l’orientamento al miglioramento continuo diventi la regola
di comportamento dell’organizzazione. |
Nei prossimi paragrafi verranno illustrate
alcune problematiche con le quali ci si è dovuti confrontare nel lavoro svolto
per la certificazione.
- Documentazione amministrativa e registrazioni della
qualità
La principale obiezione mossa
inizialmente dal personale è stata la possibile sovrapposizione, totale
o parziale, rispetto alla già abbondante documentazione che il Comune
deve produrre per definizione. Ad ulteriore sostegno di questo veniva
sottolineato il fatto che comunque è molto spesso la normativa a
stabilire il contenuto dei modelli da utilizzare, nonché i tempi ed i
modi, lasciando quindi poco spazio alla creatività dei singoli uffici.
In questo senso la mera stesura di quanto già codificato da altri
(normativa, Ministeri, Prefettura, ecc.) risultava piuttosto arida se
non inutile o superflua.
In effetti poi però la stesura dei
procedimenti è stata un’occasione per:
In effetti molti uffici, dopo una
prima stesura, hanno sentito la necessità di rivedere le singole schede
e, dopo uno studio delle problematiche connesse, hanno provveduto alla
loro rielaborazione, non solo relativamente al mero contenuto e
rappresentazione, ma anche andando a modificare e ad incidere sulle fasi
dei procedimenti.
Per alcuni responsabili inoltre,
riuscire ad ottenere un quadro generale e completo delle attività,
scadenze ed adempimenti degli uffici sottoposti, è stato comunque il
raggiungimento di un obiettivo, magari pensato da tempo, ma mai
realizzato concretamente.
La rete civica ha consentito sotto
questo punto di vista di mettere a disposizione tutte le schede
procedimento a tutti i dipendenti comunali, che possono in qualsiasi
momento consultarle nella loro versione più aggiornata.
Anche la revisione della modulistica
si è rivelata particolarmente utile per:
 | Identificarla precisamente, eliminando o accorpando
quella superflua;
|
 | Aggiornarla non solo dal punto di vista normativo, ma
anche sostanziale, magari in relazione alla revisione dei procedimenti di
cui si diceva sopra;
|
 | Renderla più trasparente e più immediata, sia per gli
utenti che per i vari destinatari. |
L’aggiornamento/miglioramento dei
procedimenti e della modulistica, nonché l’uniformazione e
l’informatizzazione della stessa (molto spesso gli uffici creano i
modelli utilizzando stili o modi diversi), è un’attenzione particolare
che si dovrà tenere presente e che probabilmente costituirà uno dei
primi "perfezionamenti" da apportare al sistema qualità.
Al di là comunque della verifica,
della "sistemazione" e della trasparenza delle procedure e della
modulistica è emerso un altro aspetto molto importante che ha
sottolineato l’utilità e in certi casi la necessità di avere un sistema
di registrazioni della qualità aggiornato. Si tratta del controllo della
documentazione e della modulistica. Se infatti il Comune utilizza o deve
utilizzare molti documenti, non sempre vi è la possibilità di tenerli
sotto controllo o di sapere se il modulo che si sta utilizzando è
effettivamente aggiornato e rappresenta "l’ultima versione" realizzata.
In questo senso le registrazioni della
qualità esercitano una funzione di supporto al funzionamento di tutta la
macchina comunale e non si sovrappongono nel modo più assoluto a tutte
le altre procedure ed adempimenti burocratici che sono tipici delle
pubbliche amministrazioni. Certo la tenuta della registrazioni della
qualità comporta in certi casi, come in quello di Desenzano o dei comuni
più grandi, un impegno e una precisione notevole, tuttavia i vantaggi
che ne possono derivare superano decisamente i costi e gli svantaggi che
si possono avvertire in prima battuta.
Non si può quindi parlare di
"burocrazia nella burocrazia", perché il sistema qualità, pur essendo
indipendente dal resto, si integra perfettamente nell’organizzazione e,
se utilizzato nel modo più appropriato può fungere da supporto a tante
altre attività o adempimenti. Per esempio nella redazione del PEG del
Comune di Desenzano sono stati riportati tutti gli obiettivi già
individuati per la qualità.
Inoltre il sistema qualità, come
prescritto dalla norma, garantisce la "tenuta sotto controllo dei
documenti e delle registrazioni", aspetto fondamentale in una
organizzazione dove, tutto o quasi, passa o si traduce in documenti
(atti e provvedimenti).
- Approvvigionamenti e normativa sugli appalti
La norma ISO 9001, per quanto concerne
gli approvvigionamenti ed in particolare i fornitori, stabilisce che
"L’organizzazione deve valutare e selezionare i fornitori in base alla
loro capacità di fornire prodotti conformi ai requisiti
dell’organizzazione stessa. Devono essere stabiliti i criteri per la
selezione, valutazione e rivalutazione dei fornitori. Le registrazioni
dei risultati delle valutazioni e di tutte le azioni necessarie
scaturite dalla valutazione devono essere conservate.".
Considerato che il pubblico incanto è
la forma che, secondo la normativa vigente, dovrebbe di regola essere
applicata e che viene definita dalla stessa normativa come "la procedura
aperta in cui ogni impresa interessata può presentare un’offerta", si
comprende come le due norme siano se non in conflitto, almeno in
contraddizione.
La norma ISO potrebbe far pensare
anche che l’adozione degli Albi Fornitori, che in passato erano molto
utilizzati dai medi e grandi comuni, potrebbe risolvere il problema, nel
senso che, dopo un’adeguata selezione, tutti i fornitori che fossero
considerati idonei all’iscrizione all’albo, potrebbero essere ritenuti
automaticamente "qualificati". Tuttavia anche gli albi fornitori sono
stati considerati dalla normativa comunitaria e nazionale (vedi l’art. 8
della Legge "Merloni" 109/94), troppo restrittivi e in contrasto con il
principio della trasparenza e della "par condicio"; come si diceva
infatti in apertura tutte le imprese che lo desiderano devono poter
partecipare alla gara o quantomeno presentare la loro offerta.
D’altra parte l’esigenza di avere dei
fornitori "qualificati" è presente, in modo marcato, anche nella
Pubblica Amministrazione, dove tutto dovrebbe seguire le regole della
trasparenza, dell’efficacia e dell’efficienza.
Come conciliare dunque la trasparenza
e la regola della "par-condicio", con l’esigenza di avere fornitori
"qualificati", richiesti dalla normativa ISO ?
In effetti questa diatriba nasconde un
problema da sempre sofferto nella Pubblica Amministrazione cioè quello
di non poter escludere nessuna impresa se non per gravi motivi o
irregolarità formali prima della gara (il rischio di un eventuale
ricorso è comunque sempre molto pesante) e, anche successivamente, di
non poter recedere dal contratto in maniera agevole, nel breve periodo e
senza conseguenze troppo onerose.
Questa diatriba è superabile, secondo
l’esperienza del Comune di Desenzano, tramite una doppia
"qualificazione" ossia:
 | Qualificazione del prodotto o servizio da acquisire;
|
 | Qualificazione del fornitore. |
La prima qualificazione può essere
identificata con lo studio che precede la gara e che deve essere
finalizzato non solo nella descrizione delle modalità di gara, ma anche
ad un approfondimento di alcune tematiche quali:
Il risultato di queste indagini
dovrebbe poi essere tradotto nel Capitolato, nel Bando di gara,
nell’eventuale lettera di invito e ove possibile nella predisposizione
di moduli che le ditte dovranno utilizzare nella presentazione delle
offerte, contenenti tutte le richieste dell’Amministrazione (prezzo,
garanzia, tempi di consegna, eventuali differenze migliorative rispetto
a quanto richiesto) e le dichiarazioni necessarie.
Da questo lavoro si traggono
immediatamente diversi vantaggi:
 | Si riesce ad identificare meglio che cosa acquisire;
|
 | I fornitori riescono a capire immediatamente che cosa
devono offrire;
|
 | Si riesce ad avere il totale rispetto della
"par-condicio";
|
 | Le offerte sono meglio paragonabili fra di loro e quindi
risulta facilitato il compito della commissione di gara. |
Nel bando/capitolato dovranno anche
essere inserite le modalità di valutazione delle offerte, tipicamente al
"prezzo più basso" o all’ "offerta economicamente più vantaggiosa" con
la fissazione dei relativi punteggi per ogni elemento di valutazione.
La seconda qualificazione coincide
invece con l’individuazione del fornitore che presenta l’offerta
"migliore" e che diventa "assegnatario" della fornitura/servizio.
Questo processo di qualificazione
risulta più preciso ed oculato se l’assegnazione avviene all’"offerta
economicamente più vantaggiosa" con l’attribuzione di un punteggio per
ogni elemento di valutazione e con una graduazione che tenga conto della
relativa importanza rispetto all’offerta vista in senso globale.
Visto quanto sopra non solo si può
affermare che il Comune applica quanto previsto dalla norma ISO, ma lo
applica in maniera molto rigorosa e in via "preventiva" rispetto alle
aziende private. Infatti l’Ente deve stabilire tutto prima e anche se
sono possibili correzioni di rotta in fase di gara, queste sono
sicuramente da considerare delle eccezioni e comunque da utilizzare in
casi davvero di estrema necessità, per non incappare in ricorsi,
lamentele o contestazioni.
Nella procedura relativa agli
approvvigionamenti e nel Manuale della qualità non si è fatto altro che
recepire quanto sopra e dare evidenza di quanto già da tempo si
sperimentava nel Comune di Desenzano, sottolineando l’importanza
soprattutto della prima parte, in quanto la seconda (svolgimento della
gara) risulta già perfettamente "proceduralizzata" dalla norma.
Il sistema qualità supporta inoltre
l’ufficio acquisti mediante le "Non conformità". Infatti queste, pur non
costituendo per il Comune, un modo per l’esclusione del fornitore
dall’elenco dei fornitori qualificati (la normativa non consente ancora
ciò), rappresenta però un metodo per il monitoraggio dei fornitori e dei
problemi che si possono generare, alcuni dei quali possono essere poi
studiati e recepiti nei capitolati per le gare successive.
Alla luce di quanto descritto si può
affermare che non solo la normativa ISO non risulta in contrasto con la
normativa sugli appalti, ma che anzi le due norme si possono integrare e
supportare a vicenda e contribuire al miglioramento continuo che
rappresenta l’obiettivo ultimo della qualità e del Comune.
- Gestione attrezzature e strumenti di misura
La gestione delle attrezzature, così
come prevista dalla norma ISO, è sembrata all’inizio un po’ troppo
prolissa e inutile, soprattutto in un Comune dove non vi sono
apparecchiature particolarmente sofisticate e dove vengono erogati
soprattutto servizi destinati alle persone.
In effetti anche in questo caso la
norma ISO e il lavoro che è stato fatto per la sua attuazione:
 | ha supportato l’implementazione di nuovi processi e
strumenti che si sono rivelati molto utili;
|
 | ha "valorizzato" alcuni strumenti che pur essendo già
presenti nel sistema erano sottoutilizzati e non esprimevano tutte le
potenzialità di cui erano portatori. |
La gestione delle apparecchiature è
stata suddivisa, sia per la loro stessa natura, che per le competenze
dei vari uffici in due grandi categorie:
 | le apparecchiature informatiche (hardware, software,
reti, ecc.);
|
 | le altre apparecchiature (macchine ufficio,
elettrodomestici, automezzi, ecc.). |
Per la gestione delle prime i Sistemi
informativi del Comune ci sono affidati ad un software che riesce a
inventariare e monitorare tutte le apparecchiature informatiche comunali
(anche quelle nelle sedi periferiche), comprese le rispettive componenti
e i software installati. Il software consente anche la registrazione
degli interventi di manutenzione, con un controllo quindi pressochè
totale delle apparecchiature informatiche.
Per la gestione delle altre
apparecchiature ed in particolare delle macchine d’ufficio si è
cominciato dal censimento di tutte le macchine basandosi sulle
risultanze dell’inventario dei beni mobili comunali, che da questo punto
di vista è diventato uno strumento di gestione molto utile. Si è
ritenuto infatti che fosse opportuno partire dall’esistente in modo da
evitare duplicazioni di lavoro e di documentazione. Per quanto riguarda
le manutenzioni sono state affinate le schede di rilevazione delle
stesse che già venivano utilizzate, per giungere alla creazione di un
database contenente tutti gli interventi di manutenzione per ogni
macchina. Anche in questo caso si è giunti quindi ad un controllo
pressochè totale di tutte le apparecchiature e dei relativi costi,
cercando di trovare un giusto equilibrio tra quanto previsto dalla norma
e le necessità del Comune, e di utilizzare al massimo strumenti già noti
ma sottoutilizzati.
Certo lo sforzo per comporre un quadro
completo e dare origine ad un sistema qualità che rispetti i requisiti
della norma è stato notevole. E questo è probabilmente solo un punto di
partenza. Tuttavia solo il fatto di essere riusciti a "mettere un po’ di
ordine", individuare tutti i procedimenti, risolvere alcuni problemi per
mezzo delle azioni correttive, valorizzare o rivedere i processi e
strumenti che non erano giustamente valorizzati, penso che sia stato già
un notevole traguardo e mi auguro che possa essere lo stimolo per
realizzare il miglioramento continuo e il perseguimento della politica
della qualità.

L’INFORMATICA AL SERVIZIO DELLA QUALITA’: L’ESPERIENZA DEL COMUNE DI DESENZANO
Una battuta che circola a proposito
dell’informatica nella Pubblica Amministrazione, e più in generale nel lavoro
d’ufficio, è che là dove sarebbe bastato un impiegato, con l’introduzione del
computer ne occorrono due: uno per fare il lavoro ed uno per far funzionare il
computer.
Naturalmente non è così, anche se è pur vero
che non tutte le promesse di produttività e semplificazione (qualcuno ricorda
"l’ufficio senza carta"?) sono state mantenute.
Ogni volta che le nuove tecnologie si sono
innestate sui vecchi procedimenti, replicandone il funzionamento in forma
automatizzata, gli effetti sono stati limitati se non addirittura negativi.
Esempi tipici di questa "digitalizzazione dell’esistente" sono i tentativi di
intervenire sulla fase terminale del procedimento, senza che lo stesso sia
rimesso in discussione a partire dalle sue premesse: basti citare i distributori
automatici di certificati (invece della loro abolizione nella forma cartacea),
oppure l’utilizzo del fax al posto della posta elettronica (con la doppia
conversione digitale-analogico-digitale dei documenti).
Non mancano, in questo campo, casi di vera e
propria contro-produttività, con la moltiplicazione di banche dati disallineate
tra loro, l’approssimazione e la disomogeneità dei criteri di archiviazione, la
perdita improvvisa e irreversibile di interi archivi. Non c’è da sorprendersi
che il caos informatizzato faccia rimpiangere quello cartaceo.
Sarebbe tuttavia miope, oltreché ingiusto,
addossarne la colpa agli informatici di professione. Ogni nuova tecnologia,
anche quando proclama il contrario, non si limita alla razionalizzazione dei
dettagli operativi ma introduce – di per sé – nuovi paradigmi. E mai come nel
caso della rivoluzione informatica la quantità è la qualità, il come è anche il
cosa.
Per questo l’innovazione dev’essere sempre
governata dai decisori, che hanno il compito di adeguare via via i flussi ed i
modelli organizzativi alle nuove possibilità. E l’adozione dell’informatica
distribuita e del lavoro in rete obbliga a rivedere alcune delle consolidate
certezze della Pubblica Amministrazione:
Nella realtà del Comune di Desenzano si è
partiti da una situazione favorevole sia dal punto tecnologico che da quello
umano e organizzativo: praticamente tutti i dipendenti in forza agli uffici
lavorano su PC connessi in rete e condividono tra loro documenti e risorse
(cartelle, stampanti, CD). Ma è stata la Rete civica "Onde" (On line Desenzano)
la chiave di successo per la comunicazione interna, che è uno dei fattori
indispensabili alla riuscita di un sistema di qualità.
La Rete, oltre a fare da gestore di posta
elettronica, si articola in cartelle e sub-cartelle tematiche (folder) in cui
ciascun utente può sia leggere che - generalmente - scrivere messaggi, in
risposta ad altri oppure di propria iniziativa. I messaggi possono essere
pubblici, cioè "affissi" su una bacheca virtuale, oppure privati in quanto
indirizzati ad uno o più precisi destinatari che soli potranno leggerli. Ogni
cartella ha un moderatore volontario che si limita a mantenere il dibattito nei
limiti della correttezza e non svolge alcuna forma di censura; ciascuno è
pienamente responsabile di ciò che scrive e per questo non è consentito
l'anonimato. Ogni utente infatti deve registrarsi inviando copia di un documento
di identità. Non solo, ogni utente è tenuto a compilare un proprio profilo
personale, che farà da presentazione per gli altri utenti della Rete.
La Rete civica Onde non è una piccola
Internet, un "non luogo" in cui la gran parte esercita un nuovo tipo di zapping,
molti leggono ma solo pochi scrivono; non è una BBS in cui appassionati di
informatica scambiano informazioni autoreferenziali sul mondo dei computer: Onde
è uno spazio di partecipazione civica fortemente legata al territorio, che
consente di sperimentare nuove forme di comunicazione orizzontale (tra utenti) e
verticale (con la P.A.).
Dal punto di vista istituzionale la Rete
consente ai cittadini di accedere ad una banca dati sui servizi comunali, di
informarsi sulle attività promosse dall’Amministrazione, di prendere visione del
testo di leggi, ordinanze e delibere relazionandosi con l'URP, di porre
richieste dirette al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri comunali.
In Rete si trova di tutto: dalle ricette di
cucina al dibattito su temi politici o religiosi. I dipendenti comunali hanno
uno spazio specifico a loro riservato, ma per il resto interagiscono nella rete
Onde mescolandosi ai normali utenti. Questa caratteristica, che può sconcertare
ad un primo approccio, è stata voluta proprio per sottolineare il carattere di
personalizzazione della comunicazione istituzionale, contrapposta alla
spersonalizzazione del linguaggio burocratico.
Si rinvia, per un approfondimento
del progetto Onde nel suo complesso, alle pagine su Desenzano contenute nel
volume "Internet per la pubblica amministrazione" (G.Fornari - M.Diodati,
Buffetti editore, 2000) e al sito internet
www.onde.net.
Nei sistemi di qualità, o che comunque si
ispirano ai principi della qualità (che non sono sistemi perfetti, ma sistemi
nei quali davanti alle inevitabili difficoltà non ci si rassegna, per così dire,
ad "abbassare l’asticella") l’informatica non è richiesta e neppure
esplicitamente prevista. L’indicazione che scaturisce dalla nostra esperienza è
che l’informatica dev’essere al servizio della qualità e non viceversa. Non
occorrono cioè costosi software dedicati, architetture delicate nelle quali solo
pochi sanno mettere le mani, sistemi estranei alla prassi operativa interna.
Nel Comune di Desenzano del Garda, nel momento
in cui il progetto qualità ha preso il via (fine 2000), la rete era avviata da
sei anni e ben radicata a tutti i livelli dell’organizzazione. In seguito ad una
formazione capillare e specifica ogni collega era in grado di leggere e inviare
messaggi, trasmettere e scaricare allegati e l’utilizzo della rete per il
progetto qualità ne è parso lo sviluppo naturale.
Ma la precondizione più significativa non è
stata quella tecnologica o formativa, bensì l’acquisita fiducia nello strumento
"Onde", che solo una consuetudine giornaliera può dare. In questo senso si è
rivelata vincente la scelta, cui si accennava sopra, di incoraggiare tra i
dipendenti l’uso della rete anche come gestore personale di posta elettronica.
Uno dei benefici più immediati e visibili dei
sistemi di qualità è quello di tenere la documentazione sotto controllo, ossia
garantire che la versione circolante di atti, elenchi, regolamenti, modulistica,
sia quella effettivamente in vigore. Anche se questo si può – anzi si deve -
ottenere con un’organizzazione adeguata, gli strumenti informatici sono in grado
di ridurre al minimo le possibilità di errore.
Nel caso di Desenzano è stato sufficiente
aprire nella rete Onde una cartella "Progetto qualità" riservata ai dipendenti
comunali, ove il RGQ inseriva via gli elenchi e le schede dei procedimenti
(circa 500 tanto per dare l’idea delle dimensioni), gli elenchi della
modulistica, la carta dei servizi, il manuale della qualità e tutte le
comunicazioni relative al progetto. È stato anche possibile, grazie alla rete,
una forma di interattività tra il RGQ ed i referenti dei vari uffici per
risolvere "al volo" dubbi e problemi.
Il vantaggio principale non è tanto quello di
essere un sistema "senza carta" (che anzi, tra una stampa e un’altra, tende ad
aumentare) ma di essere un punto di riferimento certo, affidabile e distribuito
in modo capillare: in caso di dubbi la versione corretta è sempre lì,
consultabile e riproducibile a piacere. Un altro vantaggio offerto dalla rete è
quello di permettere a ciascuno degli attori di conoscere il lavoro degli altri.
Nelle strutture complesse questa conoscenza è tutt’altro che scontata e di non
facile attuazione, anche per le residue resistenze in tale senso.
Vincere queste resistenze, o meglio
con-vincere della necessità e utilità di condividere le conoscenze, è uno dei
punti di partenza e di arrivo dei sistemi di qualità, che sono per loro
definizione sistemi collaborativi ad alta densità di comunicazione.
L’utilizzo dell’informatica nella nostra
esperienza è in realtà solo agli inizi: il passo che ci attende è quello di
mettere in rete anche la modulistica (se non tutta, almeno una parte dei circa
700modelli censiti). L’operazione, che potrebbe parere banalmente tecnica,
sottende una ricognizione che a partire dalla forma esterna, il layout del
modello, non può non coinvolgere il suo contenuto e talvolta interessare le fasi
del procedimento stesso. L’acquisizione della modulistica in forma digitale, in
molti casi, darà agli uffici l’occasione per ripensare il perché delle
informazioni richieste all’utenza ed il loro successivo iter. Spetterà poi al
RGQ proporre le modifiche tendenti a semplificare, razionalizzare,
omogeneizzare.
L’obiettivo non è solo quello di raggiungere
una completezza formale e condividere le procedure, quanto rendere possibile
forme di interattività con il cittadino-utente. A partire dal livello più
elementare, quello dell’acquisizione di modulistica senza recarsi presso gli
uffici, fino al ciclo completo di trasmissione telematica reciproca di atti con
valore legale.
Anche a prescindere dall’attivazione della
c.d. firma elettronica, dato il carattere della rete civica Onde, in cui
l’identità di ogni utente è garantita, già oggi saremmo formalmente in grado di
procedere in tal senso. Manca appunto – a parte la regolamentazione formale -
una completa e omogenea modulistica distribuibile in rete.
Il discorso riguardante Internet è del tutto
simile, con l’ovvia differenza che rivolgendosi ad una pluralità indistinta di
utenti l’applicazione della firma elettronica non è più derogabile. D’altro
canto la rete civica, che pure è cresciuta fino a coinvolgere circa 1.500
utenti, pare aver raggiunto i limiti fisiologici mentre continua a crescere il
numero degli utenti di Internet.
Quale tecnologia utilizzare in questa
conversione dalla carta stampata al web? Come rendere su uno schermo modelli
ministeriali le cui origini si perdono nelle pieghe di qualche regio decreto?
Tra la fatica di riscrivere – o l’impossibilità legale di farlo – e la
tentazione di fotografare l’esistente così com’è una possibilità interessante è
data dal formato PDF, che può riprodurre fedelmente le versioni cartacee e nello
stesso tempo essere compilabile on line, può essere protetto da modifiche,
firmato digitalmente e ben si presta alla diffusione telematica.
Se dalla nostra esperienza può venire
un’indicazione di carattere generale utile per chi nella P.A., ma non solo, sta
iniziando un percorso di avvicinamento ai principi della qualità, questa è che
occorre partire dalle risorse tecnologiche e umane effettivamente disponibili e
che garantiscono il maggior grado possibile di comunicazione interna. Se
l’introduzione dell’informatica, anziché aiutare a tutti i livelli, dovesse
divenire un ostacolo anche solo per alcuni settori, la sua applicazione dovrebbe
essere ripensata e differita.
Allo stesso modo la gestione degli strumenti
prescelti dovrebbe restare saldamente in mano al RGQ, evitando strutture di
complessità tale da rendere necessario l’intervento di personale dedicato.
Così come nei sistemi di qualità non si
dovrebbe produrre più carta del necessario, allo stesso modo nei sistemi
informatizzati non si produrranno più bit del dovuto, perché se c’è un’ecologia
che ci fa riciclare i fogli, nessuno ci darà indietro il tempo perduto davanti
ad un monitor.

L’ATTUAZIONE DEI CONTROLLI INTERNI PREVISTI
DALL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI MEDIANTE IL SISTEMA QUALITA’ OPERANTE NEL
COMUNE DI DESENZANO DEL GARDA
La legge costituzionale 18.10.2001, n. 3
"Modifica al Titolo V della parte II della Costituzione" ha revisionato
integralmente varie norme fondamentali riguardanti le Regioni, Le Province ed i
Comuni, attribuendo nuovi poteri e funzioni alle Autonomie Locali e provocando
(mediante l'eliminazione dell'art. 130) l'abrogazione di qualsiasi controllo di
legittimità sugli atti degli Enti Locali da parte di organi esterni.
Sembrano caduti anche il controllo eventuale
sulle deliberazioni della Giunta e del Consiglio comunale da parte del Difensore
Civico, previsto dall'art. 127 TUOEL 18.08.2000, n. 267 ed il controllo del
Prefetto di cui all’art. 135, secondo comma, anche se entrambe le questioni sono
opinabili e dovrebbero essere chiarite dal legislatore.
Rimangono aperte, ovviamente, contro le
possibili illegittimità di atti sia la via giurisdizionale (TAR - Consiglio di
Stato) che amministrativa (ricorsi amministrativi e straordinari al Capo dello
Stato) e l’autotutela.
Con tale incisiva riforma costituzionale viene
completato un percorso legislativo teso a valorizzare l'autonomia degli Enti
Locali, iniziato con la progressiva riduzione fino all'eliminazione dei
tradizionali controlli di merito e poi di quelli di legittimità sugli atti
mediante l'ingerenza di organi esterni nell'attività amministrativa.
Inoltre, a seguito delle riforme introdotte
con le "Bassanini" (in particolare, legge 15.5.1997 n. 127) alcuni "pareri" già
obbligatori per completare l'istruttoria degli atti emanati da organi collegiali
sono stati soppressi, mentre altri sono stati oggetto di una revisione
funzionale con un'attenuazione dell'incidenza dei medesimi (peraltro non
vincolanti) sulla fase costitutiva degli atti.
In questo contesto è necessario porsi
seriamente il problema di ricomporre e potenziare il sistema dei controlli
interni, anche come contraltare alla scomparsa di quelli esterni sugli atti,
utilizzando le opportunità e gli strumenti offerti dalla decreto legislativo 30
luglio 1999 n. 286, sostanzialmente recepito dall'articolo 147 del TUOEL 18
agosto 2000 n. 267.
Si tratta di opportunità da valutare, perché
la normativa citata traccia solo le linee fondamentali del sistema e non obbliga
i comuni ad attuare i medesimi controlli delle amministrazioni statali, ma
lascia a ciascun ente la scelta di organizzare autonomamente il sistema stesso
con il solo vincolo del rispetto del principio generale della separazione tra
funzioni di indirizzo, spettanti alla responsabilità politica e compiti di
gestione, demandati all'apparato.
Il vigente quadro normativo di riferimento
prevede, in sostanza, i seguenti controlli:
- di regolarità amministrativa e contabile, con il quale si
deve garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell'azione
amministrativa;
- di gestione, mirato a verificare l'efficacia,
l'efficienza e l’economicità dell'azione amministrativa;
- la valutazione dei risultati della gestione dirigenziale;
- la valutazione dell'adeguatezza delle scelte attuative
dei programmi e degli atti di indirizzo politico amministrativo, in forma di
verifica strategica.
Il comune di Desenzano del Garda, che ha
ottenuto la certificazione del proprio sistema qualità secondo le norme ISO
9001:VISION 2000, a seguito di un approfondito dibattito nell'ambito del
Comitato Operativo, organo gestionale comprendente i dirigenti ed i quadri
dell'ente, si è dato l'obiettivo di integrare nel sistema qualità stesso i
controlli da effettuare secondo le linee guida tracciate dall'ordinamento degli
enti locali.
La politica per qualità del comune già prevede
, fra l'altro:
Nell'ente è da tempo in funzione anche il
nucleo di valutazione dei dirigenti e dei quadri e perciò, per integrare nel
sistema qualità anche i controlli di regolarità amministrativa - contabile e
strategico, sono state utilizzate tutte le potenzialità offerte dall’attuazione
delle procedure riguardanti le "non conformità" e le "azioni correttive e
preventive", al fine di consentire l’esercizio del tradizionale controllo di
regolarità amministrativa in forma diffusa, puntando a garantire con tale
modalità la razionalità e la legittimità dell’azione amministrativa.
Le non conformità infatti debbono segnalare il
mancato soddisfacimento dei requisiti specificati da norme cogenti, perciò,
leggi nazionali e regionali, regolamenti di qualsiasi natura, norme UNI EN ISO
oltre alle indicazioni del manuale della qualità, alle procedure, ai
procedimenti ed alle istruzioni relative, contratti, disposizioni interne e
prassi consolidata.
Una volta segnalata una non conformità dalla
quale potrebbe emergere una possibile illegittimità od una irregolarità
amministrativa, il Responsabile del Servizio - Ufficio che ha la competenza per
la soluzione, ha la responsabilità, dopo aver consultato il Segretario Generale
ai sensi ed effetti dell’art. 97, secondo comma, del T.U.O.E.L. n. 267/2000, di
ricercarne le cause ed indicare la soluzione da adottare.
La Responsabile Gestione Qualità ha il compito
di verificare l’efficacia di tale soluzione e di registrare la non conformità.
La procedura operativa instaurata consente,
quindi, il controllo sull’azione amministrativa e sul singolo atto alla nascita
degli stessi ed in corsa, con eventuali interventi correttivi immediati od in
sede di autotutela per provvedimenti già efficaci.
Questa soluzione duttile non richiede
l’appesantimento della struttura con l’istituzione di uno specifico ufficio di
controllo della legittimità degli atti che potrebbe riprodurre all’interno
dell’ente i problemi già emersi con i controlli esterni dell’organo regionale
abolito.
Il controllo strategico deve valutare
l’adeguatezza delle scelte operative effettuate per l’attuazione degli indirizzi
e programmi espressi dagli organi politici di governo del comune, quindi degli
obiettivi gestionali posti, delle risorse destinate allo scopo e dei tempi di
realizzazione degli stessi.
Il progetto qualità, sviluppato in questa
ottica, prevede l’individuazione degli obiettivi da raggiungere con i relativi
indicatori, inseriti in un apposito documento redatto per ogni ufficio e
servizio operante nel comune. Tali obiettivi, recepiti integralmente nel Piano
Esecutivo di Gestione annuale, vengono costantemente monitorati e, con i dati
provenienti dal controllo di gestione, consentono di rilevare eventuali
scostamenti e di individuare possibili rimedi facendo tesoro degli errori ed, in
sostanza, dando la possibilità alla direzione (Comitato operativo) di supportare
efficacemente l’Amministrazione Comunale impostando anche eventuali azioni
preventive ed affinando continuamente la determinazione degli obiettivi stessi
in funzione di un miglioramento costante dei risultati programmati.
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