Logo ufficiale ASMTEL Home Protocollo.it Chi siamo UNI EN ISO 9000 Materiali Per contattarci
Percorso per la certificazione

Su ] Sito web comunale ] Politica per la qualità ] [ Percorso per la certificazione ] Documenti ] Convegno ]

Precedente
Home
Su
Successiva

 

NORMA UNI EN ISO 9001: PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELLA SUA APPLICAZIONE NEL COMUNE DI DESENZANO DEL GARDA
A cura della Responsabile Gestione Qualità e Servizio Economato del Comune di Desenzano del Garda - dott.ssa Loretta Bettari

PERCORSO EFFETTUATO: Situazione di partenza, lavoro svolto e risultati ottenuti
APPLICAZIONE DELLA ISO 9001 E COORDINAMENTO CON LA NORMATIVA DEGLI ENTI LOCALI:

Introduzione al problema
Documentazione amministrativa e registrazioni della qualità
Approvvigionamenti e normativa sugli appalti
Gestione attrezzature e strumenti di misura
L’INFORMATICA AL SERVIZIO DELLA QUALITA’: L’ESPERIENZA DEL COMUNE DI DESENZANO
A cura del Responsabile aggiunto Gestione Qualità e coordinatore URP del Comune di Desenzano del Garda - Stefano Benini
Miti, promesse e realtà dell’informatica nella Pubblica Amministrazione
Quando la tecnologia muta i paradigmi: informazioni cartacee e digitali a confronto
La rete civica "Onde" e il valore aggiunto del lavoro cooperativo
Le precondizioni minime per avviare un sistema di qualità informatizzato
La qualità su Internet e l’interattività con i cittadini-utenti

Il sistema dei controlli interni, ridimensionato a suo tempo a seguito dell’evoluzione normativa concernente i "pareri" dei Responsabili dei servizi e del Segretario, deve essere ricomposto e potenziato anche come contraltare alla recente scomparsa dei controlli esterni sugli atti, conseguente all’entrata in vigore della riforma della parte seconda della Costituzione.

Il Sistema Qualità consente con la procedura delle "non conformità" una innovativa forma di controllo interno di regolarità amministrativa ed, imparando dagli errori, le necessarie "sterzate in corsa", mediante azioni correttive, ma soprattutto preventive, in funzione di un controllo strategico sugli obiettivi più rilevanti dell’Amministrazione Comunale.

NORMA UNI EN ISO 9001: PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELLA SUA APPLICAZIONE NEL COMUNE DI DESENZANO DEL GARDA

  1. PERCORSO EFFETTUATO

    Il Comune di Desenzano, con circa 25.000 residenti, ma una popolazione dimorante decisamente superiore, soprattutto in estate, data la sua vocazione turistica, è considerato la "capitale" del Lago di Garda. Tale "titolo" sottolinea non solo l’importanza di questo comune nel basso Garda, ma anche la complessità del territorio e la problematicità della sua gestione, che comporta l’erogazione di una serie di servizi indirizzati non solo ai residenti ma anche ad un bacino di utenza molto più ampio e comprendente molte persone insediate nella città per motivi turistici o di lavoro.

    Il primo problema da affrontare, per il raggiungimento della certificazione ISO 9001, è stato quello della rappresentazione dell’organizzazione del Comune e dei relativi servizi, in modo da "incasellare" tutte le attività comunali ed i servizi erogati.

    La struttura comunale, nel rispetto di quanto già previsto nell’Ordinamento dei servizi, è stata rappresentata in cinque Settori (Amministrativo, Finanziario, Vigilanza e Commercio, Tecnico e Socio-culturale), suddivisi a loro volta in sedici Servizi. Essendo il servizio ancora troppo ampio per l’analisi di quanto effettivamente svolto, la struttura è stata ulteriormente ripartita in "Uffici" (più di 30) per i quali sono stati individuati dei referenti per la qualità.

    Pur essendo alcuni uffici dislocati anche in sedi periferiche, il Comune dispone di un sistema informatico con collegamenti in tutte gli uffici e strutture comunali e di una rete civica, che si è rivelata un indispensabile supporto per la trasmissione di tutta la documentazione della qualità e per la relativa messa a disposizione di tutto il personale.

    Creata la base e collaudati gli strumenti, si è giunti alla mappatura di tutti i procedimenti (circa 500) e alla registrazione della modulistica (più di 700 modelli).

    Per molti uffici la descrizione dei procedimenti nelle apposite schede è stata un’occasione per mettere un po’ di ordine nelle procedure, dare evidenza alle interfacce, chiarire la responsabilità delle singole fasi e verificare i tempi, i modi, ecc. o per fare ordine nella modulistica, aggiornarla, renderla più chiara e funzionale. Data la quantità elevata di procedimenti e di documentazione questa è stata la fase più impegnativa. Un’altra tappa, non meno significativa, è stata l’attivazione del procedura delle non-conformità e delle azioni preventive e correttive e soprattutto la sensibilizzazione del personale sull’utilizzo dello strumento in modo costruttivo e non "punitivo" o "repressivo". La rilevazione delle non-conformità ha comunque consentito di descrivere, codificare ed affrontare alcune problematiche (magari già note ma mai affrontate in modo risolutivo) e di individuare una soluzione di breve o lungo periodo.

    L’individuazione degli obiettivi, per ogni servizio o ufficio, è stata facilitata invece sia dall’esperienza maturata nella redazione degli obiettivi per il Piano Esecutivo di Gestione (PEG), che dall’individuazione di alcune carenze (tempi o modi) e dalla conseguente volontà di colmarli.

    Al momento della certificazione il Comune, ottenuta il 24.04.2002, dopo circa un anno di lavoro, dispone di un sistema qualità che, seppure giovane e con poca esperienza, riesce a rappresentare tutti i procedimenti e, tramite gli obiettivi e le azioni correttive e preventive in corso, ad illustrare un percorso di miglioramento mirato non solo a colmare alcune carenze, ma anche all’effettivo perseguimento di un livello più elevato nell’erogazione dei servizi e nel rapporto con l’utenza.

     

  2. APPLICAZIONE DELLA ISO 9001 E COORDINAMENTO CON LA NORMATIVA DEGLI ENTI LOCALI

  1. Introduzione al problema

Durante la stesura del Manuale della Qualità, delle procedure e delle schede dei singoli procedimenti si è dovuto affrontare spesso il problema delle modalità con cui applicare la norma ISO, che in alcuni punti è risultata un po’ distante dalla realtà degli enti locali e forse più appropriata alle aziende di tipo produttivo o comunque di stampo privatistico.

Alcuni aspetti, molto rimarcati dalla norma risultano di secondaria importanza per il Comune e altri di difficile applicazione, anche alla luce della normativa degli enti locali (es. per gli appalti). Per contro alcuni aspetti che la norma non prende troppo in considerazione sono molto rilevanti per il Comune.

In alcuni momenti è stato quindi necessario operare delle scelte ben precise, ispirate generalmente ad alcuni principi che si è deciso via via di adottare e precisamente:

 

Includere comunque nelle procedure e nel manuale alcuni aspetti che, seppure non previsti dalla norma, sono comunque delle ricchezze e dei punti di forza del Comune e come tali non possono essere ignorati;
"Approfittare" degli aspetti innovativi della norma per migliorare alcuni aspetti organizzativi o per intraprendere nuove forme di controllo;
Trovare un punto giusto di equilibrio e mediazione tra quanto richiesto dalla norma ISO e quanto effettivamente realizzabile, applicabile ed utile all’organizzazione comunale;
Utilizzare al massimo l’"esistente" per adempiere a quanto previsto dalla norma ISO, anche se sono necessarie delle modifiche o integrazioni, in modo da non creare duplicazioni e sfruttare al massimo le risorse a disposizione, che alcune volte non sono pienamente utilizzate o ne sono sottostimati i relativi potenziali;
Non volere realizzare tutto e subito, perché alcuni cambiamenti e miglioramenti, pur se conosciuti, desiderati e in alcuni casi necessari, non possono essere raggiunti nel breve periodo: cercare a tutti i costi di voler raggiungere il massimo fin dall’inizio potrebbe portare a formulare progetti troppo ambiziosi difficilmente raggiungibili o comunque senza ritorni positivi immediati e creare quindi frustrazione nel personale e nell’organizzazione in generale;
Sensibilizzare il personale e renderlo "protagonista" dei cambiamenti messi in atto, perché si raggiungono meglio gli obiettivi e per fare in modo che l’orientamento al miglioramento continuo diventi la regola di comportamento dell’organizzazione.

Nei prossimi paragrafi verranno illustrate alcune problematiche con le quali ci si è dovuti confrontare nel lavoro svolto per la certificazione.

  1. Documentazione amministrativa e registrazioni della qualità

La principale obiezione mossa inizialmente dal personale è stata la possibile sovrapposizione, totale o parziale, rispetto alla già abbondante documentazione che il Comune deve produrre per definizione. Ad ulteriore sostegno di questo veniva sottolineato il fatto che comunque è molto spesso la normativa a stabilire il contenuto dei modelli da utilizzare, nonché i tempi ed i modi, lasciando quindi poco spazio alla creatività dei singoli uffici. In questo senso la mera stesura di quanto già codificato da altri (normativa, Ministeri, Prefettura, ecc.) risultava piuttosto arida se non inutile o superflua.

In effetti poi però la stesura dei procedimenti è stata un’occasione per:

 

Capire cosa si fa effettivamente secondo un quadro ben chiaro e preciso;
Individuare i tempi, confrontando i tempi effettivi con quelli previsti dalla normativa o mediamente utilizzati da altri comuni;
Evidenziare le interfacce interne ed esterne al Comune, che molto spesso costituiscono dei colli di bottiglia nello svolgimento dei procedimenti o comunque ne appesantiscono l’iter, alcune volte anche inutilmente;
Stabilire "chi fa e che cosa", soprattutto nelle singole fasi dei procedimenti, in modo da responsabilizzare e sensibilizzare le persone addette e darne evidenza.

In effetti molti uffici, dopo una prima stesura, hanno sentito la necessità di rivedere le singole schede e, dopo uno studio delle problematiche connesse, hanno provveduto alla loro rielaborazione, non solo relativamente al mero contenuto e rappresentazione, ma anche andando a modificare e ad incidere sulle fasi dei procedimenti.

Per alcuni responsabili inoltre, riuscire ad ottenere un quadro generale e completo delle attività, scadenze ed adempimenti degli uffici sottoposti, è stato comunque il raggiungimento di un obiettivo, magari pensato da tempo, ma mai realizzato concretamente.

La rete civica ha consentito sotto questo punto di vista di mettere a disposizione tutte le schede procedimento a tutti i dipendenti comunali, che possono in qualsiasi momento consultarle nella loro versione più aggiornata.

Anche la revisione della modulistica si è rivelata particolarmente utile per:

Identificarla precisamente, eliminando o accorpando quella superflua;
Aggiornarla non solo dal punto di vista normativo, ma anche sostanziale, magari in relazione alla revisione dei procedimenti di cui si diceva sopra;
Renderla più trasparente e più immediata, sia per gli utenti che per i vari destinatari.

L’aggiornamento/miglioramento dei procedimenti e della modulistica, nonché l’uniformazione e l’informatizzazione della stessa (molto spesso gli uffici creano i modelli utilizzando stili o modi diversi), è un’attenzione particolare che si dovrà tenere presente e che probabilmente costituirà uno dei primi "perfezionamenti" da apportare al sistema qualità.

Al di là comunque della verifica, della "sistemazione" e della trasparenza delle procedure e della modulistica è emerso un altro aspetto molto importante che ha sottolineato l’utilità e in certi casi la necessità di avere un sistema di registrazioni della qualità aggiornato. Si tratta del controllo della documentazione e della modulistica. Se infatti il Comune utilizza o deve utilizzare molti documenti, non sempre vi è la possibilità di tenerli sotto controllo o di sapere se il modulo che si sta utilizzando è effettivamente aggiornato e rappresenta "l’ultima versione" realizzata.

In questo senso le registrazioni della qualità esercitano una funzione di supporto al funzionamento di tutta la macchina comunale e non si sovrappongono nel modo più assoluto a tutte le altre procedure ed adempimenti burocratici che sono tipici delle pubbliche amministrazioni. Certo la tenuta della registrazioni della qualità comporta in certi casi, come in quello di Desenzano o dei comuni più grandi, un impegno e una precisione notevole, tuttavia i vantaggi che ne possono derivare superano decisamente i costi e gli svantaggi che si possono avvertire in prima battuta.

Non si può quindi parlare di "burocrazia nella burocrazia", perché il sistema qualità, pur essendo indipendente dal resto, si integra perfettamente nell’organizzazione e, se utilizzato nel modo più appropriato può fungere da supporto a tante altre attività o adempimenti. Per esempio nella redazione del PEG del Comune di Desenzano sono stati riportati tutti gli obiettivi già individuati per la qualità.

Inoltre il sistema qualità, come prescritto dalla norma, garantisce la "tenuta sotto controllo dei documenti e delle registrazioni", aspetto fondamentale in una organizzazione dove, tutto o quasi, passa o si traduce in documenti (atti e provvedimenti).

  1. Approvvigionamenti e normativa sugli appalti

La norma ISO 9001, per quanto concerne gli approvvigionamenti ed in particolare i fornitori, stabilisce che "L’organizzazione deve valutare e selezionare i fornitori in base alla loro capacità di fornire prodotti conformi ai requisiti dell’organizzazione stessa. Devono essere stabiliti i criteri per la selezione, valutazione e rivalutazione dei fornitori. Le registrazioni dei risultati delle valutazioni e di tutte le azioni necessarie scaturite dalla valutazione devono essere conservate.".

Considerato che il pubblico incanto è la forma che, secondo la normativa vigente, dovrebbe di regola essere applicata e che viene definita dalla stessa normativa come "la procedura aperta in cui ogni impresa interessata può presentare un’offerta", si comprende come le due norme siano se non in conflitto, almeno in contraddizione.

La norma ISO potrebbe far pensare anche che l’adozione degli Albi Fornitori, che in passato erano molto utilizzati dai medi e grandi comuni, potrebbe risolvere il problema, nel senso che, dopo un’adeguata selezione, tutti i fornitori che fossero considerati idonei all’iscrizione all’albo, potrebbero essere ritenuti automaticamente "qualificati". Tuttavia anche gli albi fornitori sono stati considerati dalla normativa comunitaria e nazionale (vedi l’art. 8 della Legge "Merloni" 109/94), troppo restrittivi e in contrasto con il principio della trasparenza e della "par condicio"; come si diceva infatti in apertura tutte le imprese che lo desiderano devono poter partecipare alla gara o quantomeno presentare la loro offerta.

D’altra parte l’esigenza di avere dei fornitori "qualificati" è presente, in modo marcato, anche nella Pubblica Amministrazione, dove tutto dovrebbe seguire le regole della trasparenza, dell’efficacia e dell’efficienza.

Come conciliare dunque la trasparenza e la regola della "par-condicio", con l’esigenza di avere fornitori "qualificati", richiesti dalla normativa ISO ?

In effetti questa diatriba nasconde un problema da sempre sofferto nella Pubblica Amministrazione cioè quello di non poter escludere nessuna impresa se non per gravi motivi o irregolarità formali prima della gara (il rischio di un eventuale ricorso è comunque sempre molto pesante) e, anche successivamente, di non poter recedere dal contratto in maniera agevole, nel breve periodo e senza conseguenze troppo onerose.

Questa diatriba è superabile, secondo l’esperienza del Comune di Desenzano, tramite una doppia "qualificazione" ossia:

 

Qualificazione del prodotto o servizio da acquisire;
Qualificazione del fornitore.

La prima qualificazione può essere identificata con lo studio che precede la gara e che deve essere finalizzato non solo nella descrizione delle modalità di gara, ma anche ad un approfondimento di alcune tematiche quali:

 

Le necessità o circostanze che hanno portato a dover acquisire quel determinato prodotto/servizio;
Il servizio o ufficio destinatario del prodotto/servizio;
Il tipo di prodotto/servizio da acquisire e le sue caratteristiche merceologiche, tecniche o altro;
Le possibilità offerte dal mercato.

Il risultato di queste indagini dovrebbe poi essere tradotto nel Capitolato, nel Bando di gara, nell’eventuale lettera di invito e ove possibile nella predisposizione di moduli che le ditte dovranno utilizzare nella presentazione delle offerte, contenenti tutte le richieste dell’Amministrazione (prezzo, garanzia, tempi di consegna, eventuali differenze migliorative rispetto a quanto richiesto) e le dichiarazioni necessarie.

Da questo lavoro si traggono immediatamente diversi vantaggi:

Si riesce ad identificare meglio che cosa acquisire;
I fornitori riescono a capire immediatamente che cosa devono offrire;
Si riesce ad avere il totale rispetto della "par-condicio";
Le offerte sono meglio paragonabili fra di loro e quindi risulta facilitato il compito della commissione di gara.

Nel bando/capitolato dovranno anche essere inserite le modalità di valutazione delle offerte, tipicamente al "prezzo più basso" o all’ "offerta economicamente più vantaggiosa" con la fissazione dei relativi punteggi per ogni elemento di valutazione.

La seconda qualificazione coincide invece con l’individuazione del fornitore che presenta l’offerta "migliore" e che diventa "assegnatario" della fornitura/servizio.

Questo processo di qualificazione risulta più preciso ed oculato se l’assegnazione avviene all’"offerta economicamente più vantaggiosa" con l’attribuzione di un punteggio per ogni elemento di valutazione e con una graduazione che tenga conto della relativa importanza rispetto all’offerta vista in senso globale.

Visto quanto sopra non solo si può affermare che il Comune applica quanto previsto dalla norma ISO, ma lo applica in maniera molto rigorosa e in via "preventiva" rispetto alle aziende private. Infatti l’Ente deve stabilire tutto prima e anche se sono possibili correzioni di rotta in fase di gara, queste sono sicuramente da considerare delle eccezioni e comunque da utilizzare in casi davvero di estrema necessità, per non incappare in ricorsi, lamentele o contestazioni.

Nella procedura relativa agli approvvigionamenti e nel Manuale della qualità non si è fatto altro che recepire quanto sopra e dare evidenza di quanto già da tempo si sperimentava nel Comune di Desenzano, sottolineando l’importanza soprattutto della prima parte, in quanto la seconda (svolgimento della gara) risulta già perfettamente "proceduralizzata" dalla norma.

Il sistema qualità supporta inoltre l’ufficio acquisti mediante le "Non conformità". Infatti queste, pur non costituendo per il Comune, un modo per l’esclusione del fornitore dall’elenco dei fornitori qualificati (la normativa non consente ancora ciò), rappresenta però un metodo per il monitoraggio dei fornitori e dei problemi che si possono generare, alcuni dei quali possono essere poi studiati e recepiti nei capitolati per le gare successive.

Alla luce di quanto descritto si può affermare che non solo la normativa ISO non risulta in contrasto con la normativa sugli appalti, ma che anzi le due norme si possono integrare e supportare a vicenda e contribuire al miglioramento continuo che rappresenta l’obiettivo ultimo della qualità e del Comune.

  1. Gestione attrezzature e strumenti di misura

La gestione delle attrezzature, così come prevista dalla norma ISO, è sembrata all’inizio un po’ troppo prolissa e inutile, soprattutto in un Comune dove non vi sono apparecchiature particolarmente sofisticate e dove vengono erogati soprattutto servizi destinati alle persone.

In effetti anche in questo caso la norma ISO e il lavoro che è stato fatto per la sua attuazione:

 

ha supportato l’implementazione di nuovi processi e strumenti che si sono rivelati molto utili;
ha "valorizzato" alcuni strumenti che pur essendo già presenti nel sistema erano sottoutilizzati e non esprimevano tutte le potenzialità di cui erano portatori.

La gestione delle apparecchiature è stata suddivisa, sia per la loro stessa natura, che per le competenze dei vari uffici in due grandi categorie:

 

le apparecchiature informatiche (hardware, software, reti, ecc.);
le altre apparecchiature (macchine ufficio, elettrodomestici, automezzi, ecc.).

Per la gestione delle prime i Sistemi informativi del Comune ci sono affidati ad un software che riesce a inventariare e monitorare tutte le apparecchiature informatiche comunali (anche quelle nelle sedi periferiche), comprese le rispettive componenti e i software installati. Il software consente anche la registrazione degli interventi di manutenzione, con un controllo quindi pressochè totale delle apparecchiature informatiche.

Per la gestione delle altre apparecchiature ed in particolare delle macchine d’ufficio si è cominciato dal censimento di tutte le macchine basandosi sulle risultanze dell’inventario dei beni mobili comunali, che da questo punto di vista è diventato uno strumento di gestione molto utile. Si è ritenuto infatti che fosse opportuno partire dall’esistente in modo da evitare duplicazioni di lavoro e di documentazione. Per quanto riguarda le manutenzioni sono state affinate le schede di rilevazione delle stesse che già venivano utilizzate, per giungere alla creazione di un database contenente tutti gli interventi di manutenzione per ogni macchina. Anche in questo caso si è giunti quindi ad un controllo pressochè totale di tutte le apparecchiature e dei relativi costi, cercando di trovare un giusto equilibrio tra quanto previsto dalla norma e le necessità del Comune, e di utilizzare al massimo strumenti già noti ma sottoutilizzati.

Certo lo sforzo per comporre un quadro completo e dare origine ad un sistema qualità che rispetti i requisiti della norma è stato notevole. E questo è probabilmente solo un punto di partenza. Tuttavia solo il fatto di essere riusciti a "mettere un po’ di ordine", individuare tutti i procedimenti, risolvere alcuni problemi per mezzo delle azioni correttive, valorizzare o rivedere i processi e strumenti che non erano giustamente valorizzati, penso che sia stato già un notevole traguardo e mi auguro che possa essere lo stimolo per realizzare il miglioramento continuo e il perseguimento della politica della qualità.

L’INFORMATICA AL SERVIZIO DELLA QUALITA’: L’ESPERIENZA DEL COMUNE DI DESENZANO

Una battuta che circola a proposito dell’informatica nella Pubblica Amministrazione, e più in generale nel lavoro d’ufficio, è che là dove sarebbe bastato un impiegato, con l’introduzione del computer ne occorrono due: uno per fare il lavoro ed uno per far funzionare il computer.

Naturalmente non è così, anche se è pur vero che non tutte le promesse di produttività e semplificazione (qualcuno ricorda "l’ufficio senza carta"?) sono state mantenute.

Ogni volta che le nuove tecnologie si sono innestate sui vecchi procedimenti, replicandone il funzionamento in forma automatizzata, gli effetti sono stati limitati se non addirittura negativi. Esempi tipici di questa "digitalizzazione dell’esistente" sono i tentativi di intervenire sulla fase terminale del procedimento, senza che lo stesso sia rimesso in discussione a partire dalle sue premesse: basti citare i distributori automatici di certificati (invece della loro abolizione nella forma cartacea), oppure l’utilizzo del fax al posto della posta elettronica (con la doppia conversione digitale-analogico-digitale dei documenti).

Non mancano, in questo campo, casi di vera e propria contro-produttività, con la moltiplicazione di banche dati disallineate tra loro, l’approssimazione e la disomogeneità dei criteri di archiviazione, la perdita improvvisa e irreversibile di interi archivi. Non c’è da sorprendersi che il caos informatizzato faccia rimpiangere quello cartaceo.

Sarebbe tuttavia miope, oltreché ingiusto, addossarne la colpa agli informatici di professione. Ogni nuova tecnologia, anche quando proclama il contrario, non si limita alla razionalizzazione dei dettagli operativi ma introduce – di per sé – nuovi paradigmi. E mai come nel caso della rivoluzione informatica la quantità è la qualità, il come è anche il cosa.

Per questo l’innovazione dev’essere sempre governata dai decisori, che hanno il compito di adeguare via via i flussi ed i modelli organizzativi alle nuove possibilità. E l’adozione dell’informatica distribuita e del lavoro in rete obbliga a rivedere alcune delle consolidate certezze della Pubblica Amministrazione:

 

L’unicità. Un documento non è più "qui" oppure "lì", ma può essere condiviso e ubiquo.
L’originalità. L’originale è diventato di fatto - se non ancora di diritto - la versione elettronica e non quella cartacea.
La riproducibilità. Non si può più parlare di "originale" e di "copie", perché queste ultime sono riproducibili all’infinito ed essere indistinguibili dall’originale.
La dipendenza dal contesto. Diviene adesso possibile prescindere sia dalla collocazione fisica che dalle tradizionali chiavi di ricerca del documento (data, oggetto, autore, ecc.).
La proprietà. La facilità di trasmissione uno-a-molti rende possibile distribuire conoscenza non filtrata, ma interi archivi nei quali sarà il destinatario a muoversi.

Nella realtà del Comune di Desenzano si è partiti da una situazione favorevole sia dal punto tecnologico che da quello umano e organizzativo: praticamente tutti i dipendenti in forza agli uffici lavorano su PC connessi in rete e condividono tra loro documenti e risorse (cartelle, stampanti, CD). Ma è stata la Rete civica "Onde" (On line Desenzano) la chiave di successo per la comunicazione interna, che è uno dei fattori indispensabili alla riuscita di un sistema di qualità.

La Rete, oltre a fare da gestore di posta elettronica, si articola in cartelle e sub-cartelle tematiche (folder) in cui ciascun utente può sia leggere che - generalmente - scrivere messaggi, in risposta ad altri oppure di propria iniziativa. I messaggi possono essere pubblici, cioè "affissi" su una bacheca virtuale, oppure privati in quanto indirizzati ad uno o più precisi destinatari che soli potranno leggerli. Ogni cartella ha un moderatore volontario che si limita a mantenere il dibattito nei limiti della correttezza e non svolge alcuna forma di censura; ciascuno è pienamente responsabile di ciò che scrive e per questo non è consentito l'anonimato. Ogni utente infatti deve registrarsi inviando copia di un documento di identità. Non solo, ogni utente è tenuto a compilare un proprio profilo personale, che farà da presentazione per gli altri utenti della Rete.

La Rete civica Onde non è una piccola Internet, un "non luogo" in cui la gran parte esercita un nuovo tipo di zapping, molti leggono ma solo pochi scrivono; non è una BBS in cui appassionati di informatica scambiano informazioni autoreferenziali sul mondo dei computer: Onde è uno spazio di partecipazione civica fortemente legata al territorio, che consente di sperimentare nuove forme di comunicazione orizzontale (tra utenti) e verticale (con la P.A.).

Dal punto di vista istituzionale la Rete consente ai cittadini di accedere ad una banca dati sui servizi comunali, di informarsi sulle attività promosse dall’Amministrazione, di prendere visione del testo di leggi, ordinanze e delibere relazionandosi con l'URP, di porre richieste dirette al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri comunali.

In Rete si trova di tutto: dalle ricette di cucina al dibattito su temi politici o religiosi. I dipendenti comunali hanno uno spazio specifico a loro riservato, ma per il resto interagiscono nella rete Onde mescolandosi ai normali utenti. Questa caratteristica, che può sconcertare ad un primo approccio, è stata voluta proprio per sottolineare il carattere di personalizzazione della comunicazione istituzionale, contrapposta alla spersonalizzazione del linguaggio burocratico.

Si rinvia, per un approfondimento del progetto Onde nel suo complesso, alle pagine su Desenzano contenute nel volume "Internet per la pubblica amministrazione" (G.Fornari - M.Diodati, Buffetti editore, 2000) e al sito internet www.onde.net.

Nei sistemi di qualità, o che comunque si ispirano ai principi della qualità (che non sono sistemi perfetti, ma sistemi nei quali davanti alle inevitabili difficoltà non ci si rassegna, per così dire, ad "abbassare l’asticella") l’informatica non è richiesta e neppure esplicitamente prevista. L’indicazione che scaturisce dalla nostra esperienza è che l’informatica dev’essere al servizio della qualità e non viceversa. Non occorrono cioè costosi software dedicati, architetture delicate nelle quali solo pochi sanno mettere le mani, sistemi estranei alla prassi operativa interna.

Nel Comune di Desenzano del Garda, nel momento in cui il progetto qualità ha preso il via (fine 2000), la rete era avviata da sei anni e ben radicata a tutti i livelli dell’organizzazione. In seguito ad una formazione capillare e specifica ogni collega era in grado di leggere e inviare messaggi, trasmettere e scaricare allegati e l’utilizzo della rete per il progetto qualità ne è parso lo sviluppo naturale.

Ma la precondizione più significativa non è stata quella tecnologica o formativa, bensì l’acquisita fiducia nello strumento "Onde", che solo una consuetudine giornaliera può dare. In questo senso si è rivelata vincente la scelta, cui si accennava sopra, di incoraggiare tra i dipendenti l’uso della rete anche come gestore personale di posta elettronica.

Uno dei benefici più immediati e visibili dei sistemi di qualità è quello di tenere la documentazione sotto controllo, ossia garantire che la versione circolante di atti, elenchi, regolamenti, modulistica, sia quella effettivamente in vigore. Anche se questo si può – anzi si deve - ottenere con un’organizzazione adeguata, gli strumenti informatici sono in grado di ridurre al minimo le possibilità di errore.

Nel caso di Desenzano è stato sufficiente aprire nella rete Onde una cartella "Progetto qualità" riservata ai dipendenti comunali, ove il RGQ inseriva via gli elenchi e le schede dei procedimenti (circa 500 tanto per dare l’idea delle dimensioni), gli elenchi della modulistica, la carta dei servizi, il manuale della qualità e tutte le comunicazioni relative al progetto. È stato anche possibile, grazie alla rete, una forma di interattività tra il RGQ ed i referenti dei vari uffici per risolvere "al volo" dubbi e problemi.

Il vantaggio principale non è tanto quello di essere un sistema "senza carta" (che anzi, tra una stampa e un’altra, tende ad aumentare) ma di essere un punto di riferimento certo, affidabile e distribuito in modo capillare: in caso di dubbi la versione corretta è sempre lì, consultabile e riproducibile a piacere. Un altro vantaggio offerto dalla rete è quello di permettere a ciascuno degli attori di conoscere il lavoro degli altri. Nelle strutture complesse questa conoscenza è tutt’altro che scontata e di non facile attuazione, anche per le residue resistenze in tale senso.

Vincere queste resistenze, o meglio con-vincere della necessità e utilità di condividere le conoscenze, è uno dei punti di partenza e di arrivo dei sistemi di qualità, che sono per loro definizione sistemi collaborativi ad alta densità di comunicazione.

L’utilizzo dell’informatica nella nostra esperienza è in realtà solo agli inizi: il passo che ci attende è quello di mettere in rete anche la modulistica (se non tutta, almeno una parte dei circa 700modelli censiti). L’operazione, che potrebbe parere banalmente tecnica, sottende una ricognizione che a partire dalla forma esterna, il layout del modello, non può non coinvolgere il suo contenuto e talvolta interessare le fasi del procedimento stesso. L’acquisizione della modulistica in forma digitale, in molti casi, darà agli uffici l’occasione per ripensare il perché delle informazioni richieste all’utenza ed il loro successivo iter. Spetterà poi al RGQ proporre le modifiche tendenti a semplificare, razionalizzare, omogeneizzare.

L’obiettivo non è solo quello di raggiungere una completezza formale e condividere le procedure, quanto rendere possibile forme di interattività con il cittadino-utente. A partire dal livello più elementare, quello dell’acquisizione di modulistica senza recarsi presso gli uffici, fino al ciclo completo di trasmissione telematica reciproca di atti con valore legale.

Anche a prescindere dall’attivazione della c.d. firma elettronica, dato il carattere della rete civica Onde, in cui l’identità di ogni utente è garantita, già oggi saremmo formalmente in grado di procedere in tal senso. Manca appunto – a parte la regolamentazione formale - una completa e omogenea modulistica distribuibile in rete.

Il discorso riguardante Internet è del tutto simile, con l’ovvia differenza che rivolgendosi ad una pluralità indistinta di utenti l’applicazione della firma elettronica non è più derogabile. D’altro canto la rete civica, che pure è cresciuta fino a coinvolgere circa 1.500 utenti, pare aver raggiunto i limiti fisiologici mentre continua a crescere il numero degli utenti di Internet.

Quale tecnologia utilizzare in questa conversione dalla carta stampata al web? Come rendere su uno schermo modelli ministeriali le cui origini si perdono nelle pieghe di qualche regio decreto? Tra la fatica di riscrivere – o l’impossibilità legale di farlo – e la tentazione di fotografare l’esistente così com’è una possibilità interessante è data dal formato PDF, che può riprodurre fedelmente le versioni cartacee e nello stesso tempo essere compilabile on line, può essere protetto da modifiche, firmato digitalmente e ben si presta alla diffusione telematica.

Se dalla nostra esperienza può venire un’indicazione di carattere generale utile per chi nella P.A., ma non solo, sta iniziando un percorso di avvicinamento ai principi della qualità, questa è che occorre partire dalle risorse tecnologiche e umane effettivamente disponibili e che garantiscono il maggior grado possibile di comunicazione interna. Se l’introduzione dell’informatica, anziché aiutare a tutti i livelli, dovesse divenire un ostacolo anche solo per alcuni settori, la sua applicazione dovrebbe essere ripensata e differita.

Allo stesso modo la gestione degli strumenti prescelti dovrebbe restare saldamente in mano al RGQ, evitando strutture di complessità tale da rendere necessario l’intervento di personale dedicato.

Così come nei sistemi di qualità non si dovrebbe produrre più carta del necessario, allo stesso modo nei sistemi informatizzati non si produrranno più bit del dovuto, perché se c’è un’ecologia che ci fa riciclare i fogli, nessuno ci darà indietro il tempo perduto davanti ad un monitor.

L’ATTUAZIONE DEI CONTROLLI INTERNI PREVISTI DALL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI MEDIANTE IL SISTEMA QUALITA’ OPERANTE NEL COMUNE DI DESENZANO DEL GARDA

La legge costituzionale 18.10.2001, n. 3 "Modifica al Titolo V della parte II della Costituzione" ha revisionato integralmente varie norme fondamentali riguardanti le Regioni, Le Province ed i Comuni, attribuendo nuovi poteri e funzioni alle Autonomie Locali e provocando (mediante l'eliminazione dell'art. 130) l'abrogazione di qualsiasi controllo di legittimità sugli atti degli Enti Locali da parte di organi esterni.

Sembrano caduti anche il controllo eventuale sulle deliberazioni della Giunta e del Consiglio comunale da parte del Difensore Civico, previsto dall'art. 127 TUOEL 18.08.2000, n. 267 ed il controllo del Prefetto di cui all’art. 135, secondo comma, anche se entrambe le questioni sono opinabili e dovrebbero essere chiarite dal legislatore.

Rimangono aperte, ovviamente, contro le possibili illegittimità di atti sia la via giurisdizionale (TAR - Consiglio di Stato) che amministrativa (ricorsi amministrativi e straordinari al Capo dello Stato) e l’autotutela.

Con tale incisiva riforma costituzionale viene completato un percorso legislativo teso a valorizzare l'autonomia degli Enti Locali, iniziato con la progressiva riduzione fino all'eliminazione dei tradizionali controlli di merito e poi di quelli di legittimità sugli atti mediante l'ingerenza di organi esterni nell'attività amministrativa.

Inoltre, a seguito delle riforme introdotte con le "Bassanini" (in particolare, legge 15.5.1997 n. 127) alcuni "pareri" già obbligatori per completare l'istruttoria degli atti emanati da organi collegiali sono stati soppressi, mentre altri sono stati oggetto di una revisione funzionale con un'attenuazione dell'incidenza dei medesimi (peraltro non vincolanti) sulla fase costitutiva degli atti.

In questo contesto è necessario porsi seriamente il problema di ricomporre e potenziare il sistema dei controlli interni, anche come contraltare alla scomparsa di quelli esterni sugli atti, utilizzando le opportunità e gli strumenti offerti dalla decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 286, sostanzialmente recepito dall'articolo 147 del TUOEL 18 agosto 2000 n. 267.

Si tratta di opportunità da valutare, perché la normativa citata traccia solo le linee fondamentali del sistema e non obbliga i comuni ad attuare i medesimi controlli delle amministrazioni statali, ma lascia a ciascun ente la scelta di organizzare autonomamente il sistema stesso con il solo vincolo del rispetto del principio generale della separazione tra funzioni di indirizzo, spettanti alla responsabilità politica e compiti di gestione, demandati all'apparato.

Il vigente quadro normativo di riferimento prevede, in sostanza, i seguenti controlli:

     

  1. di regolarità amministrativa e contabile, con il quale si deve garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa;
  2. di gestione, mirato a verificare l'efficacia, l'efficienza e l’economicità dell'azione amministrativa;
  3. la valutazione dei risultati della gestione dirigenziale;
  4. la valutazione dell'adeguatezza delle scelte attuative dei programmi e degli atti di indirizzo politico amministrativo, in forma di verifica strategica.

Il comune di Desenzano del Garda, che ha ottenuto la certificazione del proprio sistema qualità secondo le norme ISO 9001:VISION 2000, a seguito di un approfondito dibattito nell'ambito del Comitato Operativo, organo gestionale comprendente i dirigenti ed i quadri dell'ente, si è dato l'obiettivo di integrare nel sistema qualità stesso i controlli da effettuare secondo le linee guida tracciate dall'ordinamento degli enti locali.

La politica per qualità del comune già prevede , fra l'altro:

 

di sviluppare il controllo di gestione, avviato nell'Ente come strumento di analisi di dati ed informazioni reali al servizio della dirigenza e dei quadri, al fine di ottimizzare mediante tempestivi interventi di correzione o, in via preventiva, i vari rapporti tra risorse impiegate, obiettivi e risultati.
di focalizzare dirigenza, quadri ed apparato sull'attività di verifica - rimedio, ma soprattutto su quella di prevenzione e sul miglioramento continuo per fare tesoro delle esperienze maturate ed utilizzarle in modo costruttivo;
di impegnare tutto il personale dell'ente ad operare ponendo al centro delle attività la soddisfazione dei cittadini/utenti esterni, dei servizi stessi, degli organi istituzionali e dei cittadini/clienti interni.

Nell'ente è da tempo in funzione anche il nucleo di valutazione dei dirigenti e dei quadri e perciò, per integrare nel sistema qualità anche i controlli di regolarità amministrativa - contabile e strategico, sono state utilizzate tutte le potenzialità offerte dall’attuazione delle procedure riguardanti le "non conformità" e le "azioni correttive e preventive", al fine di consentire l’esercizio del tradizionale controllo di regolarità amministrativa in forma diffusa, puntando a garantire con tale modalità la razionalità e la legittimità dell’azione amministrativa.

Le non conformità infatti debbono segnalare il mancato soddisfacimento dei requisiti specificati da norme cogenti, perciò, leggi nazionali e regionali, regolamenti di qualsiasi natura, norme UNI EN ISO oltre alle indicazioni del manuale della qualità, alle procedure, ai procedimenti ed alle istruzioni relative, contratti, disposizioni interne e prassi consolidata.

Una volta segnalata una non conformità dalla quale potrebbe emergere una possibile illegittimità od una irregolarità amministrativa, il Responsabile del Servizio - Ufficio che ha la competenza per la soluzione, ha la responsabilità, dopo aver consultato il Segretario Generale ai sensi ed effetti dell’art. 97, secondo comma, del T.U.O.E.L. n. 267/2000, di ricercarne le cause ed indicare la soluzione da adottare.

La Responsabile Gestione Qualità ha il compito di verificare l’efficacia di tale soluzione e di registrare la non conformità.

La procedura operativa instaurata consente, quindi, il controllo sull’azione amministrativa e sul singolo atto alla nascita degli stessi ed in corsa, con eventuali interventi correttivi immediati od in sede di autotutela per provvedimenti già efficaci.

Questa soluzione duttile non richiede l’appesantimento della struttura con l’istituzione di uno specifico ufficio di controllo della legittimità degli atti che potrebbe riprodurre all’interno dell’ente i problemi già emersi con i controlli esterni dell’organo regionale abolito.

Il controllo strategico deve valutare l’adeguatezza delle scelte operative effettuate per l’attuazione degli indirizzi e programmi espressi dagli organi politici di governo del comune, quindi degli obiettivi gestionali posti, delle risorse destinate allo scopo e dei tempi di realizzazione degli stessi.

Il progetto qualità, sviluppato in questa ottica, prevede l’individuazione degli obiettivi da raggiungere con i relativi indicatori, inseriti in un apposito documento redatto per ogni ufficio e servizio operante nel comune. Tali obiettivi, recepiti integralmente nel Piano Esecutivo di Gestione annuale, vengono costantemente monitorati e, con i dati provenienti dal controllo di gestione, consentono di rilevare eventuali scostamenti e di individuare possibili rimedi facendo tesoro degli errori ed, in sostanza, dando la possibilità alla direzione (Comitato operativo) di supportare efficacemente l’Amministrazione Comunale impostando anche eventuali azioni preventive ed affinando continuamente la determinazione degli obiettivi stessi in funzione di un miglioramento costante dei risultati programmati.


Precedente Home Su Successiva

Editoriali ] Notizie ] Bibliografia ] I comuni certificati ]
 

CENTRO DI COMPETENZA ASMEL SUL PROTOCOLLO INFORMATICO

Contatore visite

 Per informazioni e commenti: asm@asm-settimo.it - Note sul copyright

statistiche accessi al sito ASMTEL Qualità Vision 2000 (dall'8 ottobre 2003)

statistiche accessi al sito protocollo.it (dal 2 luglio 2003)