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LA FORMAZIONE COME FATTORE STRATEGICO PER LA CRESCITA DELLA QUALITA’ NELLE AZIENDE PRIVATE E PUBBLICHE

Achille Fornasini

Amministratore Delegato ISFOR 2000

I nostri imprenditori si chiedono spesso perché mai l’efficienza e la qualità si fermino ai cancelli delle loro aziende. E si chiedono sempre più spesso perché i loro concorrenti europei – francesi e tedeschi in particolare – si dimostrino più competitivi, malgrado un costo del lavoro maggiore del nostro.

Il diffuso sospetto è che la maggior competitività delle imprese europee rispetto alle nostre dipenda in larga misura dalla maggiore efficienza del loro sistema-paese, in cui il ruolo della pubblica amministrazione è oggettivamente rilevante.

Affrontare il tema della formazione come fattore strategico della qualità, sia nelle aziende private sia in quelle pubbliche, è un passaggio obbligato se si considera che gli steccati, spesso più di natura ideologica che razionale, che dividevano il sistema privato da quello pubblico sono ormai superati.

In questi ultimi anni vi è stata una positiva "contaminazione" fra i due sistemi. E l’ho vissuta personalmente come responsabile di un istituto di formazione superiore da anni impegnato a erogare conoscenze e metodologie sulla qulità totale proprio alle imprese private.

Accenerò tra breve all’intensa collaborazione e al contributo determinante degli operatori pubblici (e in particolare con l’associazione "G.B. Vighenzi") che ha consentito di realizzare nella nostra provincia interventi formativi mirati al soddisfacimento delle esigenze di cambiamento che il settore pubblico sta esprimendo.

In questi anni la pubblica amministrazione ha avviato un rilevantissimo sforzo di cambiamento, spesso sulla spinta di interventi legislativi ma anche, e soprattutto, su una motivazione interna rappresentare un nuovo modello organizzativo più efficiente nei riguardi delle attese del cittadino-cliente.

Ed è proprio perché la pubblica amministrazione ha avviato un difficile percorso di cambiamento che la formazione può svolgere un ruolo decisivo e strategico.

Ma fare formazione, quella vera, quella cioè che favorisce realmente il cambiamento delle organizzazioni e dei singoli è una questione complessa e da non sottovalutare.

Si tratta infatti non solo di erogare semplicemente la formazione, ma di erogare formazione di qualità.

La formazione di qualità deve poter contare su metodologie che analizzino la realtà e agevolino l’apprendimento dei singoli affinché l’ente pubblico possa giovarsene.

La formazione di qualità deve essere integrata con strumenti tecnologicamente innovativi volti a migliorare la didattica: si pensi per esempio alle potenzialità del cosiddetto e-learning.

La formazione di qualità deve soprattutto poter essere valutata. Qui non si tratta di valutarne il gradimento – che ha pure una sua significatività – bensì di pretendere la valutazione sull’apprendimento dei singoli e del cambiamento organizzativo effettivamente generato.

Tutto ciò è fondamentale affinché la formazione di qualità sia realmente efficace per lo sviluppo della qualità nel settore pubblico.

Alla base della formazione di qualità vi deve essere soprattutto il processo di analisi dei bisogni e delle competenze che la nuova pubblica amministrazione vuole e deve avere dentro di sé. L'analisi dei gap tra le conoscenze che il ruolo comporta e quelle possedute dalla persona e l'interpretazione di queste competenze richiede uno studio e una sistematicità di approccio molto professionale.

Ma come vincere la sfida di rendere la formazione un efficace strumento per il cambiamento e come far emergere la formazione di qualità che realmente serve alle pubbliche amministrazioni?

Rispondo a me stesso che ci sia bisogno di una efficace "certificazione-valutazione" degli operatori della formazione in modo stabile e serio. La pubblica amministrazione deve saper scegliere e premiare chi dimostra di rispondere con capacità e puntualità alle domande di cambiamento del settore pubblico. Un contesto che necessita di una formazione sempre più diffusa, sempre più profonda e sempre più certificata, che non può che essere fornita da chi ha reali competenze e necessarie capacità organizzative.

Per raggiungere questi risultati è indispensabile realizzare momenti di confronto tra rappresentanti della "domanda" di formazione del settore pubblico e il sistema della "offerta", nel mio caso rappresentato da ISFOR 2000, che ha alle sue spalle 13 anni di utile esperienza di attività formativa per le imprese private (un'attività certificata ISO 9001).

 

Profilo di ISFOR 2000

É stato proprio grazie al reciproco scambio con l'associazione "G.B. Vighenzi", ma anche con l'associazione comuni bresciani che in questi ultimi anni sono stati realizzati importanti interventi formativi:

tra giugno e ottobre 2000 è stato realizzato il corso su "valutazione del personale nell'ente locale" destinato ai dirigenti e ai responsabili di funzione;

tra novembre e dicembre 2000 è stato realizzato il corso imperniato sul "PEG come strumento di programmazione e valutazione" destinato ai segretari comunali e ai responsabili di funzione;

tra maggio e dicembre 2001 è stato realizzato un corso di 690 ore per la formazione di "esperti nei processi di innovazione delle pubbliche amministrazioni" destinato a 20 neolaureati e finanziato dal F.S.E.;

tra maggio 2002 e aprile 2003 si svolgerà l'insieme di attività formative sul filo conduttore della "diffusione della qualità, comunicazioni in rete ed e-government negli enti locali", che coinvolgerà 298 dipendenti provenienti da 22 comuni della Provincia di Brescia in 280 ore d'aula e laboratorio. Anch'esso finanziato dal F.S.E. si propone di erogare conoscenze di quadro e applicative concernenti:

le norme ISO 9001 - Vision 2000 come strumento di gestione e misurazione dell'efficienza per la soddisfazione dei cittadini;

l'office automation per l'acquisizione della patente europea;

le soluzioni intranet ed extranet per l'e-government;

la qualità dei servizi e i sistemi di controllo di gestione;

il front-office per l'erogazione di servizi integrati per il cittadino;

l'ufficio di pubblica tutela per il miglioramento delle relazioni con cittadini dai bisogni particolari.

L'opportunità di realizzare questo intervento è un grande risultato se si pensa che nell'intera Regione Lombardia, l'ente di riferimento che vagli ai progetti da finanziare, sono stati approvati solo 12 progetti di cui ben 6 presentati dalla stesso ente Regione.

Si può quindi affermare che in Provincia di Brescia, grazie all'intensa collaborazione con l'associazione "G.B. Vighenzi", si è all'avanguardia nell'affrontare e nel perfezionare interventi di qualità a supporto della qualità applicata nelle pubbliche amministrazioni.

Più intervento strategico di così!

 


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