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Un milione di firme

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Roma, 12 giugno 2003
(Fonte: ANSA).

Entro fine anno oltre un milione di cittadini italiani avrà la firma digitale.

Lo ha affermato il Ministro Stanca all'assemblea dei presidenti degli Ordini Locali dei dottori commercialisti.

Stanca ha sottolineato l'importanza della firma digitale che 'attribuendo valore giuridico al documento informatico genera la dematerializzazione della documentazione cartacea; favorisce la velocita' dei processi; consente una riduzione dei rischi di mancata ricezione; determina minori costi per le imprese nei Rapporti con il registro delle imprese, con risparmi che Carlo Sangalli, presidente dell'Unioncamere, ha quantificato in 260 milioni di euro all'anno. 

L'Italia non solo e' all'avanguardia in Europa per diffusione, ma soprattutto raggiungerà e supererà uno dei 10 obiettivi di legislatura, ossia di avere entro la fine dell'anno un milione di dispositivi per firme digitali. Ad oggi infatti sono 800 mila quelli gia' emessi'. 

Contestualmente - ha proseguito il ministro - per la Pubblica Amministrazione la firma digitale è uno strumento di efficienza per abbattere la burocrazia e la trasmissione di documenti in forma cartacea, mentre per il settore privato è uno strumento centrale anche per lo sviluppo dell'eBusiness''. 

Stanca ha messo in evidenza come ''l'innovazione significa trasformazione e la trasformazione richiede la collaborazione fra Governo, Pubbliche Amministrazioni, imprese e degli Ordini professionali''. 

Il ministro ha inoltre rilevato che la tecnologia ''non puo' pero' essere imposta alle organizzazioni e alle persone che, invece, sono le risorse della sua affermazione. 

Proprio per permettere ai soggetti interessati di attrezzarsi, il governo ha adottato sinora la gradualità nella promozione della firma digitale''. Una gradualità - ha aggiunto Stanca - volta ad ''assicurare procedimenti uniformi su tutto il territorio nazionale''. 

Il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha precisato che ''la gradualità non deve trasformarsi in inerzia: un termine, se prorogato, deve costituire un impegno, in particolare nell'innovazione, che e' una sfida del nostro Paese per il recupero della competitivita' ''. 

In tal senso - ha concluso Stanca - ''anche i contributi degli Ordini professionali sono importanti'' ma ha ricordato che ''pure quando fu introdotto il fisco telematico delle dichiarazioni dei redditi il cambiamento generò preoccupazioni e costi di adeguamento. Ma ora e' divenuto una delle best practices europee che ha ispirato iniziative analoghe in altri Paesi, come Francia e Olanda''. 

(ANSA).

 


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