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Quali
esigenze hanno determinato la chiusura di Aipa e la nascita di CNIPA?
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Per raggiungere gli obiettivi posti dal Governo era necessario un
organismo che fosse più proattivo nei confronti delle
amministrazioni centrali e locali. Un ruolo che AIPA non era in
grado di svolgere appieno, essendo orientata più a stilare pareri
di congruità tecnica-economica, fornire metodologie e diffondere
informazioni sui diversi standard. CNIPA continua a svolgere anche
queste funzioni, ma ora l'accento è posto sul cambiamento, da
realizzare nel minor tempo possibile, per rendere le amministrazioni
più vicine ai cittadini e alle imprese con nuovi servizi e
maggiore trasparenza ed efficacia".
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Uno
dei nodi fondamentali per il successo delle politiche di
e-government in uno scenario di devolution è il rapporto con le
Autonomie: in che modo sono rappresentate in CNIPA e come è
possibile formulare una politica condivisa?
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"Con
le amministrazioni locali abbiamo ormai raggiunto una visione
condivisa per la realizzazione cooperativa dei progetti di
e-government, formalizzata il 24 luglio scorso in un documento
approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, Città e Autonomie locali.
D'ora in avanti i rapporti tra
centro e periferia saranno regolati da questa Magna Charta che
costituisce il framework di riferimento comune per tutte le azioni
future. Sono già state avviate numerose iniziative che traggono
forza da questa rinnovata collaborazione come, ad esempio, il
Sistema pubblico di connettività: a breve saranno pubblicate le
linee guida che descriveranno il passaggio dall'attuale situazione
eterogenea basata sulla RUPA e sulle reti regionali, al nuovo
sistema che ha l'obiettivo d'interconnettere tutte le
amministrazioni centrali e locali, favorendo così lo scambio
d'informazioni necessarie per la fornitura dei servizi. E' questo il
tipo di approccio che mancava ad AIPA e sul quale CNIPA sta invece
lavorando molto intensamente".
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A
parte il Sistema di connettività, quali saranno i prossimi progetti
che riceveranno impulso da questa nuova armonia derivante
dalla"visione condivisa"? Le chiedo di stilare una specie
di Road Map dell'e-government...
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"I
punti fondamentali sono descritti in modo chiaro nel documento
"L'e-government per un federalismo efficiente".
Innanzitutto l'interconnessione delle pubbliche amministrazioni,
vista come condizione abilitante per tutte le altre iniziative e
come fattore di promozione per le politiche di sviluppo della Società
dell'informazione. Poi ci sono gli strumenti di accesso ai servizi
erogati sul canale telematico: si tratta, in sostanza, del
riconoscimento in rete con le varie carte d'identificazione, la cui
proliferazione va assolutamente evitata. Il terzo punto riguarda le
modalità di erogazione dei servizi, quindi i siti istituzionali e i
portali, che bisogna rendere omogenei affinché i cittadini possano
navigarli con maggiore facilità: non è infatti pensabile che un
utente debba di volta in volta adattarsi ai diversi criteri che oggi
ispirano i siti dell'INPS,
dell'INAIL o del Fisco. Altro tema fondamentale è la sicurezza:
siamo ogni giorno più convinti che
sia necessario mettere in piedi tutte le misure utili a garantire i
siti pubblici da intrusioni e tentativi di alterazione delle
informazioni. Il quinto punto riguarda le architetture che
garantiscono l'interoperabilità su tutto il territorio. Sistemi
come quelli del lavoro o della salute richiedono una forte
cooperazione tra le applicazioni delle amministrazioni centrali e
quelle locali: il lavoro, ad esempio, si sviluppa essenzialmente a
livello provinciale, ma poi c'è un intervento regionale necessario
per orientare il mercato nell'ambito territoriale e, ancora, una
necessità di conoscenza a livello nazionale. Quindi per realizzare
veramente la Borsa continua del lavoro c'è bisogno che le
applicazioni sviluppate localmente possano cooperare sia tra loro
sia con quelle implementate dall'amministrazione centrale".
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E
in caso di disaccordo, come si arriva ad una soluzione comune?
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"Sono
stati istituiti diversi tavoli di lavoro congiunti tra Stato e
Regioni dove vengono affrontati e discussi i problemi che possono
sorgere di volta in volta. E' un metodo che funziona, tanto che
l'intesa sul documento di visione condivisa nasce proprio in questo
ambito".
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Tutte
le parti che siedono intorno al tavolo hanno pari dignità ?
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"Certamente.
C'è un grande bisogno di condivisione e di accettazione quantomeno
del metodo con il quale si affrontano questi temi. Su questo c'è
pieno accordo con i nostri interlocutori locali".
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Torniamo
ai punti caratterizzanti il documento di luglio: quali altri temi
sono stati presi in considerazione?
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"Ne
mancano ancora tre, tutti importanti: le architetture condivise di
sistema, le strutture organizzative per l'attuazione dell'e-government
e, infine, il riuso delle soluzioni. Per conseguire risultati in
questi campi occorre un'intensa ed efficace collaborazione tra le
diverse tipologie di
enti, anche tramite le loro rappresentanze".
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Il
prossimo progetto che andrà a regime è il protocollo informatico:
le amministrazioni saranno pronte per il primo gennaio?
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"Molte
amministrazioni si sono già attrezzate e hanno adeguato le loro
procedure mentre altre sono in ritardo. Proprio per aiutare chi è
non è ancora pronto abbiamo bandito una gara per la fornitura del
servizio in modalità ASP (Application service provider) che
riteniamo possa rappresentare una soluzione innovativa, economica ed
efficiente. Infatti una volta sottoscritto il contratto le
amministrazioni non si dovranno preoccupare di altro. Sarà la
società vincitrice del bando a fornire il servizio, che sarà
pagato in base al consumo, cioè in base al numero di
registrazioni di protocollo realizzate. Non solo: sarà offerta
anche la gestione del work-flow, l'archiviazione ottica e un
supporto organizzativo per aiutare le amministrazioni a strutturarsi
nel modo migliore al fine di sfruttare i nuovi strumenti".
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Chi
ha vinto la gara?
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"La
gara è in via di aggiudicazione, ma siamo proprio in dirittura
finale visto che sono già state aperte le buste tecniche ed
economiche. Anche se c'è sempre il rischio che qualcuno presenti un
ricorso e blocchi tutto: una situazione di precarietà a cui si
dovrebbe trovare un rimedio".
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Quali
conseguenze subiranno le amministrazioni che non riusciranno a
dotarsi di un sistema di protocollo elettronico?
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"Ecco
un'altra cosa da cambiare: la legge prevede l'obbligo ma non la
sanzione per chi lo disattende. Chi non si adegua non rischia nulla,
non sono previste penalità: è questo il motivo per cui in Italia
molte leggi rimangono disapplicate, anche se il loro contenuto è
all'avanguardia. Quello che potremmo fare è pubblicare on line le
amministrazioni virtuose, sperando d'innescare una competizione
positiva".
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Qual
è il risparmio per le amministrazioni che utilizzeranno la modalità
ASP per il protocollo?
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"Enorme.
Per avere l'esatta quantificazione bisognerà aspettare
l'aggiudicazione ufficiale della gara, ma già comparando le cifre
poste a base d'asta con quelle ottenute da altre amministrazioni che
hanno provveduto per conto proprio, si riscontra un risparmio
realmente considerevole".
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A
che punto sono i progetti per la carta d'identità elettronica e la
firma digitale?
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"La
firma digitale si sta diffondendo rapidamente e credo che riceverà
un ulteriore impulso dall'adozione del sistema di protocollo e dalla
diffusione dell'utilizzo della posta elettronica tra le
amministrazioni. Per quanto riguarda la CIE, è in corso la seconda
fase di sperimentazione che prevede la diffusione, entro dicembre,
di un milione e mezzo di carte. I comuni che partecipano stanno
mettendo a punto anche dei progetti di utilizzo ma, così come per
altre iniziative e progetti, occorre fare i conti con una carenza di
risorse che crea difficoltà e rischia di allungare di molto i tempi
di realizzazione".
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