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L’E-GOVERNMENT SEMPRE PIÙ VICINO

(pubblicato dalla newsletter Iter News (formato pdf))

Articolo sul sito originale

In intervista esclusiva (che sarà pubblicata nel numero 1/2004 di iged.it) il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca delinea i passi compiuti nella prima fase dell’e-Government e definisce gli obiettivi da raggiungere in quella caratterizzata dalla "visione condivisa".

Proponiamo un "assaggio" dei temi affrontati.

Ministro, lei ha recentemente annunciato la partenza della "fase 2" dell’e-Government, qual è il bilancio della "fase 1"?

La prima fase dell’e-Government per gli Enti Locali ha visto l’avvio di 134 progetti in tutta Italia e si è trattato del più rilevante investimento tecnologico mai realizzato nella Pubblica Amministrazione per valore economico (492 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati), per capillarità territoriale (3.697 Comuni, pari al 46% del totale) e per ampiezza di applicazioni. 

Per il coordinamento di questa vasta iniziativa sono stati creati Centri Regionali di Competenza per l’e-Government (CRC), che hanno il compito di sostenere la realizzazione dei progetti a livello territoriale. 

Oggi, mentre proseguono i lavori in quei 134 "cantieri di innovazione tecnologica", abbiamo annunciato l’avvio della seconda fase, con un finanziamento di 209 milioni di euro.

E’ forse prematuro fare un bilancio della prima fase, ma ci sono già alcuni importanti progressi di carattere generale che riguardano l’e-Government italiano, come attestato per esempio dai risultati dell’indagine campionaria "e-Regions" sui Comuni capoluoghi di Provincia presentata da Federcomin lo scorso giugno, in cui si possono cogliere segnali incoraggianti: ben l’86% dei Comuni Capoluogo di Provincia ha reso disponibili servizi per il calcolo e scarico moduli per Tasse Comunali come ICI e Tassa Rifiuti; il 60% mette a disposizione sul proprio sito gli strumenti necessari per una compilazione corretta dei principali certificati (pagine Web da compilare on line con i propri dati anagrafici e poi stampare oppure file da scaricare sul proprio computer, stampare e compilare manualmente); infine il 40% ha messo a disposizione sui propri siti moduli scaricabili necessari per l’ottenimento di contributi sociali, quali ad esempio gli assegni di maternità o le borse di studio per gli studenti.

Il 1° gennaio 2004 il Protocollo Informatico diventerà operativo. Lei ritiene che la PA italiana sia pronta e, quindi, riusciremo davvero a sconfiggere la burocrazia?

Quale ritiene siano i punti deboli sui quali occorre ancora lavorare?

Non è prevista alcuna deroga alla scadenza del gennaio 2004. Questo significa che le pubbliche amministrazioni, centrali e locali, dovranno essere pronte per quella data. 

Chiaramente esistono situazioni in cui ci si è già attrezzati e altre che ancora accusano qualche ritardo. Proprio per supportare e velocizzare questa innovazione abbiamo istituito, presso il Centro Tecnico per la RUPA, uno specifico Centro di Competenza che rappresenta il punto di riferimento per il progetto. 

Inoltre, abbiamo attivato un sito Internet in cui sono messe a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni le informazioni, le esperienze e i servizi disponibili.

Comunque tutti gli uffici si stanno preparando al meglio per adottare questo strumento fondamentale che rappresenta un cambiamento radicale per la burocrazia.

Infatti, lo scambio in formato digitale della documentazione, non solo comporterà significativi incrementi di efficienza attraverso l’eliminazione dei registri cartacei e la razionalizzazione dei flussi documentali con conseguente riduzione dei costi, ma consentirà anche a cittadini e imprese di conoscere in ogni momento e in tempo reale lo stato delle proprie pratiche, interrogando il sistema informatico della pubblica amministrazione. 

Una vera e propria rivoluzione se pensiamo ai mali storici della macchina pubblica. In sintesi il discorso è molto semplice: l'applicazione e l'utilizzo delle nuove tecnologie porta vantaggi sostanzialmente pratici in termini di velocità capillarità ed efficacia nella trasmissione delle informazioni, che tradotto significa maggiore economicità e competitività. 

Un concetto molto semplice ed intuitivo che tuttavia presuppone un cambio di mentalità verso una "cultura digitale". 

Quello che per primo stiamo cercando di realizzare.

 

 


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