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dicembre 2003

Stanca: Protocollo informatico, nessun rinvio alla scadenza del 1/1/04.  Il Ministero fornirà un servizio informatico ASP agli enti che non si saranno attivati. Zoffoli, Presidente CNIPA (ex AIPA): servirebbero sanzioni per chi non rispetta le norme.

In una intervista che sarà pubblicata sul numero di gennaio 2004 del periodico iged.it, ed anticipata dalla newsletter iter news (formato pdf), il Ministro per le Innovazioni e Tecnologie Lucio Stanca ha dichiarato che sul Protocollo Informatico "Non è prevista alcuna deroga alla scadenza del gennaio 2004. Questo significa che le pubbliche amministrazioni, centrali e locali, dovranno essere pronte per quella data".

Per supportare le Amministrazioni che hanno affrontato in ritardo gli adempimenti previsti dalla riforma,  il Ministero ha predisposto tre strumenti fondamentali:

  1. è stato istituito, presso il Centro Tecnico per la RUPA, uno specifico Centro di Competenza che rappresenta il punto di riferimento per il progetto". 

  2. è stato attivato un sito Internet in cui sono messe a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni le informazioni, le esperienze e i servizi disponibili (www.protocollo.gov.it)

  3. è stata predisposta la fornitura di un servizio in modalità ASP (Application service provider) in grado di garantire la gestione, classificazione, protocollazione ed archiviazione del documento elettronico, oltre alla trasmissione attraverso posta elettronica certificata. Il software viene messo a disposizione a titolo di riuso gratuito da parte del Ministero, mentre gli enti pagheranno esclusivamente per la fornitura del servizio attraverso un canone mensile. La Posta certificata per la casella istituzionale sarà invece fornita gratuitamente dal Centro Tecnico all'atto dell'accreditamento presso l'Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Le Pubbliche Amministrazioni possono effettuare un test per verificare l'interoperabilità del proprio sistema di protocollo e gestione del documento elettronico, reso disponibile dal Centro di competenza del Ministero.

Dall'utilizzo del documento elettronico il Ministro si aspetta non solo "significativi incrementi di efficienza attraverso l’eliminazione dei registri cartacei e la razionalizzazione dei flussi documentali con conseguente riduzione dei costi" ma anche il miglioramento dei servizi a cittadini e imprese, che potranno "conoscere in ogni momento e in tempo reale lo stato delle proprie pratiche, interrogando il sistema informatico della pubblica amministrazione"

Si tratta quindi di "una vera e propria rivoluzione se pensiamo ai mali storici della macchina pubblica", una rivoluzione che richiede "un cambio di mentalità verso una 'cultura digitale'".

Ma cosa succederà agli enti che non attueranno la riforma nei tempi previsti, e che in tal modo non consentiranno agli utenti (cittadini ed imprese) e agli enti già pronti di utilizzare, nei rapporti con loro, il documento elettronico?

In un'intervista pubblicata su ForumPa, Livio Zoffoli, Presidente del CNIPA (Centro Nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, ex AIPA) alla domanda: "quali conseguenze subiranno le amministrazioni che non riusciranno a dotarsi di un sistema di protocollo elettronico?" ha risposto:

"Ecco un'altra cosa da cambiare: la legge prevede l'obbligo ma non la sanzione per chi lo disattende. Chi non si adegua non rischia nulla, non sono previste penalità: è questo il motivo per cui in Italia molte leggi rimangono disapplicate, anche se il loro contenuto è all'avanguardia. Quello che potremmo fare è pubblicare on line le amministrazioni virtuose, sperando d'innescare una competizione positiva".

I vantaggi più immediati dall'uso del documento elettronico deriveranno dai risparmi ottenuti con l'eliminazione del cartaceo per i documenti utilizzati e scambiati all'interno della Pubblica Amministrazione. Ma ci si attende anche un utilizzo crescente da parte degli utenti. Come ricordato Zoffoli, "fa firma digitale si sta diffondendo rapidamente e credo che riceverà un ulteriore impulso dall'adozione del sistema di protocollo e dalla diffusione dell'utilizzo della posta elettronica tra le amministrazioni. 

 

 


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