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ANTONIO LAMBERTI Un'amministrazione provinciale orgogliosa e soddisfatta. L'occasione è l'avvio di un sistema di e-procurement, realizzato in collaborazione con BNL FST, destinato a diventare non solo il fulcro della politica di acquisti di beni e servizi, e quindi dei processi di razionalizzazione delle spese dell'ente, ma anche uno strumento di stimolo per l'innovazione e la competitività del tessuto di piccole e medie imprese del territorio. Dott. Lamberti, com'è andata la prima asta on line? "Molto bene, sia dal punto di vista dei tempi di acquisto che dei prezzi ottenuti. Confrontando la spesa sostenuta lo scorso anno per arredi e armadi di sicurezza, oggetto dell'asta, abbiamo registrato un risparmio del 47%, scendendo da costi unitari di 800 euro a circa 510 euro". Un'esperienza di successo, dunque. La estenderete ad altri settori e ad altre realtà? "Assolutamente sì, anche se l'utilizzo di questi strumenti deve essere inquadrato in un processo di rinnovamento della funzione degli acquisti nella pubblica amministrazione che coinvolga anche il piano culturale. La chiave di volta è l'inizio di una programmazione basata sulla conoscenza del fabbisogno e sulla pianificazione, scegliendo volta per volta la procedura più idonea a razionalizzare la spesa. Da questo punto di vista i sistemi telematici sono sicuramente uno strumento fondamentale perché innescano una sorta di rivoluzione nel modo di concepire la funzione degli acquisti. Di colpo spariscono le buste, la cera lacca, le procedure cartacee, guadagnando in velocità, efficienza e trasparenza. Per questi motivi stiamo valutando la possibilità di mettere a disposizione degli enti locali del territorio la piattaforma e il nostro know-how, estendendo così ad una platea più vasta i vantaggi di questa soluzione tecnologica". E' un cambiamento che ha riflessi anche nel rapporto con i fornitori e il tessuto economico del territorio? "Ci presentiamo sul mercato con un biglietto da visita completamente diverso rispetto al passato. Non siamo più un'amministrazione burocratica che intralcia l'innovazione ma, al contrario, siamo diventati uno stimolo per le aziende all'utilizzo di nuove tecnologie. Un cambiamento epocale, anche sotto l'aspetto culturale: la P.A. come traino allo sviluppo e fattore di competizione". Chi ha la gestione delle aste on line nella Provincia? "La Direzione Provveditorato e Economato, che si occupa degli acquisti di beni e servizi per conto di tutto l'ente, coprendo un ventaglio merceologico molto ampio. La prossima asta on line in programma, ad esempio, riguarderà le assicurazioni, quella successiva i camper, e poi gli arredi per l'ufficio. Visti i risultati ottenuti, pensiamo di estendere a breve l'utilizzo del nuovo strumento a tutti i settori. Naturalmente sceglieremo la procedura più opportuna a seconda dei casi: nel primo esperimento abbiamo preferito un'asta aperta al rilancio, dove i partecipanti vengono a conoscenza dell'offerta più bassa pervenuta senza conoscere chi l'ha avanzata, con possibilità di proporre un prezzo migliore. Contiamo però di servirci anche di procedure che prevedono il confronto qualità-prezzo o di altre ancora che risultassero più idonee a valutare il bene o il servizio da acquisire". Quanti fornitori hanno partecipato alla prima gara? "Abbiamo avuto sette partecipanti che hanno presentato complessivamente 20 offerte con il sistema dei rilanci. Anche sotto questo aspetto, quindi, la risposta è stata positiva. Attendiamo con molta ansia il risultato nel settore delle assicurazioni, perché crediamo che il nuovo sistema di acquisizione possa scardinare quella situazione di oligopolio che esiste in questo mercato, consentendo un'effettiva concorrenza tra le compagnie". Il sistema ha richiesto un investimento molto elevato? "La nostra sperimentazione ha avuto dei costi molto bassi, intorno ai 15 mila euro, forse perché la stessa BNL aveva interesse a testare la soluzione con noi. Infatti durante il lavoro di messa a punto del sistema, abbiamo avuto modo di suggerire alcune modifiche, piccoli aggiustamenti e personalizzazioni che renderanno la piattaforma più appetibile per le altre amministrazioni pubbliche. E' una materia molto specialistica, dove è necessario un dialogo continuo tra il tecnico informatico, l'esperto di acquisti e lo studioso giuridico". Quali sono state le principali criticità che avete dovuto affrontare nel rendere operativo il sistema? "In realtà abbiamo avuto solo qualche problema di carattere tecnico, per adattare la piattaforma ai vincoli di una normativa molto rigida. Per il resto, i fornitori hanno risposto con entusiasmo alla novità, dotandosi del kit per la firma digitale e dimostrando disponibilità e collaborazione. Uguale ottima risposta è arrivata anche dai dipendenti dell'amministrazione, ma non è stata una sorpresa: da noi la rivoluzione culturale è iniziata già da alcuni anni e questa sperimentazione rappresenta solo l'ultimo passo di un lungo processo di rinnovamento che ci ha visto realizzare un sistema di emissione degli ordini e aderire agli acquisti on line di Consip". |
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