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II -Amministrare la società dell'informazione

Introduzione Sommario I - Pubblica Amministrazione: si cambia II -Amministrare la società dell'informazione III - La grande riforma IV - La nuova legislazione sul protocollo Informatico V - Il Servizio di Protocollo Informatico VI - Il Registro delle Amministrazioni Pubbliche (RAP) VII - La registrazione e la segnatura di protocollo VIII - Il Sistema di Protocollo Informatico


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2 II -Amministrare la società dell'informazione
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1) Conoscere per deliberare

"Conoscere per deliberare" è la massima che dovrebbe guidare l'agire di ogni decisore, soprattutto se questi rappresenta lo Stato e decide per conto dei cittadini.

"Uno principe prudente" deve circondarsi di "uomini savi, e solo a quelli debbe dare libero arbitrio a parlarli la verità, e di quelle cose sole che lui domanda, e non d'altro; ma debbe domandarli d'ogni cosa, e le opinioni loro udire; di poi deliberare da sé" (Niccolò Macchiavelli, Il Principe, cap. XXIII)

Il principio esposto da Macchiavelli (nella figura) è quello su cui si basa il razionale esercizio del potere e della responsabilità.

Chi ha la responsabilità di decidere col fine di raggiungere determinati obiettivi, deve assumere decisioni basate sulla "verità", cioè su una conoscenza effettiva ed il più possibile completa della realtà. Deve inoltre poter decidere in piena autonomia ("da sé"), cioè senza essere condizionato da esigenze di altri, non correlate agli scopi per i quali è responsabile.

Nei Principati di cui parla Macchiavelli, il "Principe" era il decisore e responsabile unico, e tutti gli altri dovevano ubbidienza. Nella società dell'informazione avremo invece poteri e responsabilità sempre più diffuse, che dovranno coordinarsi e cooperare, per agire però sempre con la "prudenza" raccomandata da Macchiavelli.

Il termine "prudente", nel linguaggio moderno, si assegna ad una persona che agisce cautamente e con "cognizione", in modo da prevedere le conseguenze ed evitare pericoli. Nell'uso che ne fa Macchiavelli ha un significato più generale, che potremmo tradurre con il termine "avvedutezza": agire cautamente e con cognizione non solo per evitare pericoli, ma anche per ottenere il risultato desiderato.

L'attuale processo di Riforma della Pubblica Amministrazione ha un suo punto essenziale nel "decentramento" del potere verso gli Enti Locali, ed all'interno dell'amministrazione introduce in maniera massiccia il principio di responsabilità del decisore/responsabile rispetto al raggiungimento degli obiettivi che giustificano un procedimento, ponendo in  secondo piano il mero rispetto del formalismo normativo, che non è più il fine da perseguire fiscalmente, ma un mezzo da utilizzare razionalmente.

2) Dalla cultura orale a quella telematica

L'uomo si distingue dagli animali per come tratta l'informazione.

Nel mondo animale l'informazione è principalmente legata agli istinti biologici ed all'apprendimento di semplici reazioni a stimoli ambientali piacevoli o spiacevoli. 

australopitechijpg.jpg (99072 byte)La specie Homo si è separata dagli altri animali, ed in particolare dalle specie di scimmie antropomorfe cui apparteneva, quando l'evoluzione del proprio patrimonio genetico gli ha fornito gli strumenti per imparare ad immagazzinare le informazioni raccolte dall'ambiente circostante sotto forma di concetti astratti.

I concetti venivano immagazzinati nella memoria , e da qui potevano essere trasmessi agli altri membri della propria specie, con l'emissione di suoni a questi correlati. Un concetto veniva associato ad un suono, in grado di esprimere il nome di un oggetto, una sua proprietà, un evento.

Iniziava così a svilupparsi il linguaggio umano.

Il parlare dell'uomo è diverso dai suoni di qualunque altro animale proprio perché può contenere informazioni complesse, che rappresentano la realtà esteriore e la spiegazione che ne viene fatta, che si tramuta in realtà interiore. 

Spiegare la realtà significa dare una struttura ed un ordine alle informazioni immagazzinate, in modo da costruirsi un insieme di concetti coerenti, da utilizzare per prevedere e quando possibile progettare gli eventi, ed affrontare l'esistenza attraverso decisioni. 

La spiegazione è tanto più "vera" quanto più utile a prevedere il più esattamente possibile le conseguenze delle decisioni o i rapporti tra gli accadimenti esterni. Con la memoria ed i concetti, l'Homo Sapiens poteva effettuare previsioni complesse degli effetti delle proprie azioni, inclusa la possibilità di progettare e costruire utensili, ed organizzare in maniera efficace la vita di gruppo.

Pensate che questo cambiamento è iniziato circa 5 milioni di anni fa ed ha portato alla nascita dell'Homo Sapiens solo 300.000 anni fa. 

Il definitivo affermarsi nell'Homo Sapiens della capacità di pensare e di parlare, lo hanno reso il padrone della terra, senza possibilità di rivali. 

Da allora, sul nostro pianeta, all'evoluzione biologica si è affiancata l'evoluzione culturale e tecnologica, conseguente alla capacità umana di progettare le trasformazioni dell'ambiente circostante.

All'inizio  i cambiamenti tecnologici dell'uomo hanno avuto un andamento lentissimo, principalmente perché questi era costretto a passare le giornate a cercare il cibo e proteggere la prole. L'arco della vita di un uomo e i tempi necessari a sfruttare in maniera utile le poche informazioni raccolte non  potevano certo favorire i rapidi cambiamenti.

Ma a partire da circa 10.000 anni fa, in alcuni gruppi umani succede qualcosa di particolare, che farà cambiare tutto in tempi relativamente brevi. 

L'uomo, ad un certo punto, grazie alle conoscenze accumulate e tramandate oralmente,  inizia ad utilizzare in maniera sempre più diffusa una tecnologia nuova e potente, grazie alla quale può coltivare la terra ed allevare gli animali.  

I gruppi di umani non sono più costretti a muoversi continuamente alla ricerca del cibo. Possono occupare stabilmente un unico territorio, e vivere grazie all'agricoltura e all'allevamento. 

Nasce una organizzazione sociale, ed all'interno di questa emergono i primi "uomini savi", come li chiama Macchiavelli, persone che liberate dall'incombenza della ricerca quotidiana del cibo, passano il tempo ad apprendere e sperimentare, e a trasmettere oralmente l'informazione, o a "consigliare" sulle decisioni da prendere sulla base delle loro conoscenze. Si arriva rapidamente alla suddivisione del lavoro, ed alla nascita delle grandi civiltà del passato.

Un'altro punto di svolta nella storia della nostra specie è stata l'invenzione e la diffusione della scrittura.

L'uomo può immagazzinare le informazioni in maniera permanente e riutilizzabile, e trasmetterle non solo oralmente, ma anche su supporti riproducibili e  trasportabili (manoscritti). Un bel salto tecnologico.

Macchiavelli scrisse le sue opere a mano (nella figura a fianco una foto di un suo manoscritto). Lo stesso fecero tutti i pensatori prima di lui. 

Il sistema di stampa fu inventato proprio in quel periodo (intorno al 1450) da Gutemberg (nell'immagine a destra). 

Fino ad allora la diffusione delle conoscenze scritte dipendeva da volenterosi "amanuensi", che ricopiavano i manoscritti, in modo da renderli disponibili in più di una copia. 

Con la diffusione della stampa un numero sempre crescente di persone  poté accedere all'informazione ed alla cultura. Ecco perché i Principi persero i Principati, ed iniziò il cammino verso le democrazie. 

Nel secolo che sta finendo è nato un nuovo modo di immagazzinare e trasmettere l'informazione, basato sulle nuove tecnologie informatiche e telematiche (nella foto uno dei primi modelli di "libro elettronico", con un display che consente una visione paragonabile a quella di un libro ben stampato, con capacità ipertestuali, la possibilità di incorporare materiale multimediale, funzioni di ricerca e di comunicazione telematica)

Il salto tecnologico è di gran lunga superiore a quello che segnò il passaggio dalla cultura orale a quella scritta. 

La trasmissione delle informazioni su supporto cartaceo "simula" in qualche modo la trasmissione orale. Leggere il testo scritto è un processo lineare, come ascoltare qualcuno che parla, senza poter fare domande.

Le informazioni trasmesse per via telematica su supporti informatici (computer e simili) non sono più necessariamente "lineari", formate da "un documento alla volta", ma possono essere "ipertestuali" ed "ipermediali", a più dimensioni, in quanto consentono l'immediata disponibilità di ogni riferimento presente all'interno delle informazioni. 

Ad esempio, io esprimo un parere su una certa legge che cito, voi potete verificare immediatamente la mia opinione leggendo il testo originale. Potete inoltre trovare facilmente altre opinioni, "navigando" nelle informazioni in maniera libera oppure scambiandovi opinioni con altri mentre usufruite delle informazioni.  

Le informazioni sono inoltre ipermediali in quanto io posso navigare non solo in informazioni testuali, ma anche multimediali (immagini, audio, video, programmi interattivi che elaborano le informazioni sulla base di scelte dell'utente). 

Le nuove tecnologie informatiche rappresentano dunque un'altro salto tecnologico che cambierà profondamente la storia e la vita dell'uomo. 

La differenza rispetto al passato è data dal fatto che la velocità dei cambiamenti ha raggiunto un punto tale da poter essere colta dalle generazioni nel corso della loro vita. Non è mai stato così prima, e lo sarà molto di più per le generazioni future. 

3) L'XML,  il nuovo linguaggio comune uomo-computer 

MEL-EX.GIF (25669 byte)Nel linguaggio umano l'uomo esprime concetti indicandoli con un nome. 

Se io dico "mela" mi riferisco chiaramente ad una classe di oggetti che ha proprietà, sufficienti a distinguerla da altre classi di oggetti, ad esempio da quelle chiamate "pera". 

Se poi mi riferisco ad una ben determinata mela, questa avrà delle proprietà ben precise, ad esempio colore giallo.

Abbiamo visto come una caratteristica della società dell'informazione sarà l'immediata disponibilità di ogni dato che ci serve, grazie alla connessione globale che ha preso il nome di rete Internet.

Ammettiamo che a me serva sapere, ad esempio, quanti grammi di proteine vi sono in 100 grammi di mela. Sicuramente sono pubblicati su Internet moltissimi documenti che contengono questa informazione, ma con i meccanismi attuali di ricerca può essere difficile e lungo ottenere il dato desiderato, e si è costretti a visionare risposte relative all'Hotel "Santa Lucia del Mela", alla mela di Adamo ed Eva, a vari Signor Mela, o citazioni letterarie che ne contengono il termine.

Gli esseri umani comprendono il contesto entro il quale si usa il nome "mela", ma non le macchine e i motori di ricerca. 

La diffusione dei database è dovuta principalmente al fatto che questi definiscono i dati entro determinati campi, dando loro una struttura comprensibile dalle applicazioni. 

Ma nella società dell'informazione questo non basta. Se io pubblico dei dati interessanti e inediti sulle proprietà delle mele, voglio che siano disponibili immediatamente a chiunque li cerchi. E soprattutto se io vendo un prodotto con caratteristiche che ritengo interessanti per una classe di persone, voglio che sia trovato da coloro che cercano quella data tipologia di beni economici.

Nella società connessa, l'uomo deve poter "parlare" alla rete, soprattutto quando intende inserire informazioni rilevanti. 

Per far questo deve utilizzare un linguaggio che sia universale  e comprensibile non solo dall'uomo, ma anche dalle "macchine", cioè dai programmi che sulla rete girano (motori di ricerca, ma non solo).

Questo linguaggio standard è l'XML, che vedremo meglio nei prossimi capitoli, parlando del formato della segnatura del protocollo.

Si tratta di un linguaggio per marcatori (vedi il relativo corso base), che consente di dare un significato ai dati semplicemente marcandoli con dei segni universalmente accettati.

Ad esempio in XML la nostra mela potrebbe essere marcata in questo modo:

<frutto> <nome>mela</nome> </frutto>

mentre il signor Mela sarà marcato in quest'altro:

<persona> <cognome>Mela</cognome> </persona>

Grazie alle tacche o "tag", e ad eventuali attributi che possono contenere, io posso chiedere ed ottenere i dati sul frutto chiamato mela, e non avrò il disturbo di quelli sulla persona o sull'hotel, e nemmeno dei numerosi dati ulteriori che possono coesistere nei documenti che contengono l'informazione che desidero. 

Vediamo come può essere parte di un simile documento XML:

<frutto> 
  <nome>mela</nome>
  <ComposizioneChimica>
    <Acqua Unità="g/100g">85,6</Acqua>
    <Proteine Unità="g/100g">0,2</Proteine>
    <Lipidi Unità="g/100g">0,3</Lipidi>
  </ComposizioneChimica>
</frutto>

Si capisce come "la rete" potrà facilmente trovare il frutto dal nome mela, la sua composizione chimica, ed entro questa la quantità di proteine.

Io posso utilizzare dei "tag" personali, decisi da me e non comunicati a nessun altro,  oppure posso utilizzare tag definiti entro un DTD (un documento che definisce i tag), che potrà dare all'agente (programma) che dovrà trattare le informazioni tutti i significati utili al processo di elaborazione.

L'XML è un linguaggio semplice ed intuitivo, in quanto pensato per essere compreso facilmente sia degli uomini che dalle macchine.  Potete comunque approfondirne le basi nel nostro corso base on line "introduzione ai linguaggi basati sui marcatori". Sarà inoltre pubblicato successivamente un corso specifico sull'XML (già supportato da Internet Explorer 5, ed in piena diffusione).

La triade connessione globale, applicazioni web e XML potrà realizzare il presupposto della società dell'informazione. L'immediata disponibilità di ogni dato a cui si è autorizzati ad accedere in tempo reale rispetto alla sua formazione, sia questo grezzo o il risultato di una serie di elaborazioni eseguite da applicazioni in grado di stabilire il significato delle informazioni ricevute.

4) Conoscenza, potere e responsabilità

Il possesso e l'efficace utilizzo dell'informazione è la base di ogni potere ed è anche il presupposto per ogni responsabilità, che implica la cognizione delle conseguenze legate all'utilizzo del proprio potere.

scheletro.jpg (52921 byte)Si potrebbe pensare che il potere dipenda dalla forza (fisica, militare, economica). Ma in ultima analisi il potere della forza è secondario e dipendente da quello della conoscenza. 

Per questo l'Homo Sapiens ha potuto fare estinguere la più massiccia e forte specie dell'Homo di Neandertal (nella foto) e può facilmente rinchiudere i possenti leoni in uno zoo.

Anche la forza economica e militare si costruisce grazie al  controllo dell'informazione.

Tanto più  disponibili sono le informazioni, tanto più distribuito sarà il potere. Seguendo questa regola, nella storia si passa dal potere quasi assoluto dei Faraoni ed imperatori delle antiche civiltà, alle aristocrazie nobiliari, alla borghesia produttiva, fino alla più diffusa distribuzione che si ha nelle democrazie moderne.

La disponibilità delle informazioni dipende da due fattori principali.

  1. Il primo è il "supporto" su cui sono immagazzinate. 
    Tanto più questo è duraturo e facilmente riproducibile, tanto maggiore sarà la disponibilità delle informazioni.
    Nella storia dell'umanità, si è passati dall'uso della semplice e labile memoria umana, alla più stabile e permanente scrittura su supporti via via sempre più stabili e riproducibili. Oggi si passa ai supporti di tipo informatico (magnetici e ottici), sui quali è possibile riprodurre l'intera enciclopedia Treccani nel giro di minuti o addirittura di secondi.
     

  2. Il secondo è il modo in cui le informazioni vengono trasmesse.
    Tanto più la trasmissione è rapida, diffusa e personalizzata, tanto maggiore sarà la disponibilità delle informazioni. 
    Si è passati dalla trasmissione orale, a quella attraverso manoscritti, a quella più moderna seguita all'invenzione della stampa. 
    In questo secolo abbiamo avuto la trasmissione analogica prima (onde: televisione e telefono tradizionale), rapida e diffusa, ma scarsamente personalizzabile, e quella digitale o telematica poi, che introduce un salto di qualità sia nella velocità della trasmissione (recupero di ogni informazione in tempo reale), sia nella sua capillarità (ogni individuo potrà facilmente accedervi), sia nella personalizzazione (ognuno potrà avere esattamente le informazioni di cui ha bisogno).

Con la maggiore disponibilità delle informazioni che deriva dallo sviluppo delle nuove tecnologie, aumenterà il potere e la cultura dei cittadini, che potranno esercitarlo nei modi più vari, sia come consumatori che come detentori dei diritti politici. 

Le imprese, ma anche la Pubblica Amministrazione, tenderanno in misura crescente ad adottare funzionalità cosiddette "customer-oriented", orientate al cliente (o all'utente).

Ma il passaggio dalla gestione cartacea delle informazioni a quella telematica, creerà cambiamenti strutturali in tutti gli aspetti della vita sociale.

5) Un mondo che cambia sotto i nostri occhi

Il mondo sta correndo a grandi passi verso un profondo cambiamento, che viene comunemente designato con il termine "società dell'Informazione".

Noi oggi sappiamo che nei prossimi dieci anni vi saranno cambiamenti nella struttura economica e sociale del mondo, non minori rispetto a quelli che si sono verificati nell'intero secolo che ci lasciamo alle spalle.

Può sembrare un'affermazione azzardata, ma vi sono fatti e cifre a sostenerla, e tutte le previsioni dei cosiddetti "esperti" sono concordi.

Il solo commercio elettronico cambierà "il modo in cui lavoriamo, acquistiamo, ci informiamo, facciamo affari", ha avvertito pochi mesi fa il ministro del commercio USA William Daley (nella foto) nel suo discorso alla Digital Economy Conference di Washington. 

In pochi anni negli Stati Uniti il commercio elettronico cosiddetto  "business-to-business" (tra aziende) sarà quasi del tutto trasferito sulla rete telematica mondiale Internet. 

Anche il commercio elettronico al dettaglio si diffonderà più gradualmente, ma interesserà quasi tutti i settori (a sinistra un grafico con le previsioni della Forrester Research, uno dei più autorevoli Istituti di ricerca americani su questo settore).

"Internet", ha anche detto il Ministro, "sta diventando il negozio principale dove le piccole aziende americane possono vendere in tutto il mondo, proprio come le grandissime aziende multinazionali, che dispongono di un sistema di distribuzione capillare".

Del resto basta guardare come in meno di cinque anni piccole aziende come Amazon (vendita di libri, musica e altro), Ebay (aste on line), American on Line (servizi telematici), Yahoo (cataloghi di siti internet) e molte altre hanno superato, per fatturato, molte delle multinazionali di cui parla il Ministro.

Vale la pena riportare alcuni altri brani del discorso di Daley.

"Internet non conosce gli Stati, nessuno sa se il proprietario dell'azienda punto com che vende su Internet si trovi in America o in Spagna o in Asia. Le barriere commerciali che sono esistite nel commercio nel ventesimo secolo, non esisteranno più nel prossimo"

"Il commercio elettronico non è un settore o uno strumento per effettuare servizi di settore. E' molto di più. Sta diventando un elemento basilare per molte operazioni di produzione, dal design, alla fabbricazione del prodotto fino alla distribuzione. Pertanto, per parafrasare Andy Grove, non vi saranno aziende che sono su Internet e aziende che non lo sono. Un'azienda o sarà un'azienda su Internet o cesserà di essere un'azienda". 

In quest'ottica il governo americano "ha iniziato a mobilizzare una crescente quantità di risorse per aiutare le piccole aziende ad essere parte della crescita di Internet"

6) Due esempi significativi

 Amazon era una piccola azienda che ha aperto un sito su Internet circa quattro anni fa, per vendere libri agli utenti, attraverso una specifica applicazione web che consentiva all'utente di scegliere i titoli desiderati ed inviava l'ordine insieme al numero della carta di credito (negozio elettronico).

Poi ha aggiunto i prodotti musicali, i video, i giocattoli, i videogames, gli articoli per l'elettronica ed oggi vende ogni tipo di prodotto possa essere richiesto dai propri clienti.

Infatti Amazon ha oggi quasi undici milioni di clienti registrati nel proprio database, di oltre 160 paesi diversi. 

Potendo sapere in maniera abbastanza precisa ciò che vuole ogni cliente, fornisce il prodotto giusto al momento giusto. 

Sul loro sito si può quasi sempre trovare esattamente il prodotto che si desidera, anche prima che sia disponibile. Ad esempio il Cd di Lucio Dalla (vedi la figura precedente) uscirà solo a metà settembre 99, ma si può pre-acquistarlo molto prima. Sarà spedito appena disponibile, e solo allora avverrà il trasferimento di denaro dalla carta di credito).

Per acquistare si può usare il carrello, accumulare i prodotti, e poi decidere alla fine cosa tenere, oppure acquistare subito con un click del mouse (1).

I pagamenti sono "100% sicuri" e comunque assicurati per ogni possibile "incidente" (mai verificatosi finora). Le consegne sono rapide ed efficienti. Se non si è soddisfatti si viene rimborsati, senza dover dare spiegazioni e i prezzi sono in generale molto più bassi rispetto ai canali tradizionali. 

Se questo non bastasse, l'esperienza di acquistare "on line" viene giudicata "divertente" ed "interessante" dalla maggioranza dei clienti. E' anche possibile ascoltare brani delle cassette o leggere qualche capitolo dei libri che si stanno visionando.

Risultato: 314 milioni di dollari di fatturato (quasi 600 miliardi di lire) solo nel secondo trimestre del 99 (quasi 2.400 miliardi su base annua), il triplo rispetto allo stesso periodo del 98, e previsioni da capogiro per il prossimo futuro. Non male per una piccola libreria.

Oltre alla vendita tradizionali di prodotti, nel commercio elettronico nascono anche modalità nuove di scambi commerciali. 

Il più significativo è quello che in inglese viene chiamato "auction" (asta).

I siti che forniscono servizi di "auction" hanno come obiettivo quello di organizzare l’incontro tra la domanda e l’offerta di beni o servizi tra gli utenti del sito. 

La relazione segue un particolare modello di asta, con regole tese a garantire l'affidabilità dei partecipanti, e l'ottimizzazione del prezzo sull'effettivo livello della specifica domanda del bene o del servizio (nella foto a destra, un utente italiano che vende una borsa made in Italy firmata). 

Chiunque può vendere o comprare. I partecipanti a questa nuova forma di commercio sono ormai decine di milioni in tutto il mondo.

Ovviamente anche  Amazon, fornisce servizi di Auction per i propri utenti.

Ma se volete avere le maggiori possibilità di vendere o di comprare al miglior prezzo, dovete utilizzare il servizio di Ebay l'azienda che ha avviato per primo questo tipo di iniziativa, ed è ancora il leader indiscusso. In pochi anni è diventata una multinazionale, con oltre 6 milioni di utenti nel solo sito americano, in costante aumento, che vendono l'un l'altro qualunque tipo di prodotto.

Su Ebay vi sono 2 milioni e mezzo di prodotti di ogni tipo e vengono inseriti dagli utenti una media di 300.000 nuovi prodotti ogni giorno, suddivisi in 1600 categorie.

Come funziona? Facciamo l'esempio di un prodotto Italiano. Cerco "Italy" e trovo 2.128 prodotti: violini, statue, penne, borsette, video, rara lattina di Coca Cola (venduta per ora a 200 dollari), e così via.

Prendiamone uno, ad esempio una autentica "penna a sfera d'oro di marca Aurora".

Chi volesse vendere un prodotto come questo non deve far altro che iscriversi ad Ebay (è gratuito, e si fa pochi minuti),  fotografare il prodotto che si vuol vendere (facoltativo, ma utile) , descriverlo, decidere un prezzo iniziale e pubblicare su Ebay.

Per questa penna il prezzo iniziale è stato stabilito in 50 dollari (meno di 100.000 lire). 

Un qualunque utente iscritto su Ebay interessato, per qualunque motivo, ad acquistare una penna, può trovare il nostro prodotto facilmente, con una ricerca con varie parole chiave, come "pen" oppure "Aurora" o "Italy" se cerca quella specifica marca o un prodotto italiano. Può anche sfogliare le categorie fino ad arrivare a quella denominata penne. 

Una volta individuato un prodotto che gli interessa, va alla relativa  Home Page  (figura in basso, la foto del prodotto è pubblicata nella parte inferiore, non visibile nell'immagine).

Da qui si vede che quest'asta finirà fra 19 ore e 57 minuti (è iniziata il 22 agosto alle 22 e finirà il 29 agosto alla stessa ora). Ha avuto fino a questo momento 20 offerte, e l'ultima è pari a 660 dollari. 

Se il nostro utente è interessato, può offrire di più. Può anche richiedere di ricevere per posta elettronica degli avvisi sull'andamento dell'asta, in modo da decidere subito cosa fare in caso di altre offerte. Alla scadenza chi ha offerto di più acquista il prodotto.

Iscriversi, fare offerte o inserire prodotti nelle "auction" è di solito del tutto gratuito. Solo chi vende paga una determinata percentuale sul prezzo ottenuto (su Ebay è progressivamente decrescente: 5% per vendite fino a 100 dollari, 2,5% fino a 1000 dollari, 1,25% superiori a 1000 dollari).

Molti dei nostri commercianti si accorgeranno ben presto della concorrenza di questo mercato globale. 

Queste nuove "multinazionali" americane hanno già iniziato ad espandersi in tutto il mondo, a cominciare da quei paesi dove l'utenza Internet è più alta, come in Canada e Giappone, ma anche in Europa, in paesi come l'Inghilterra e la Germania (nella foto parti dei siti tedeschi di Ebay e di  Amazon), e ben presto arriveranno in Italia, come è già successo per aziende che mirano al mercato pubblicitario, come Yahoo, lycos, Altavista.

In compenso sono già arrivati i primi negozi elettronici di aziende di altri Paesi Europei, a competere con i nascituri E-shop italiani, come ad esempio l'inglese "Internet bookshop", che ha recentemente aperto il sito "Internet bookshop Italia"  

Per rispondere ad iniziative come queste, e riuscire a competere nel mercato globale, un fattore essenziale diventa il tempo che intercorre tra decisione e attuazione della risposta. 

Se un'azienda deve modificare la sua produzione, e per questo allargare i propri stabilimenti, e di conseguenza ottenere le relative autorizzazioni dalla Pubblica Amministrazione, deve poterlo fare in settimane o meglio in giorni, non in mesi o anni. 

Per essere adeguata all'economia della società dell'informazione, la Pubblica Amministrazione deve modificare radicalmente il proprio modo di operare, e fornire servizi rapidi ed efficienti. 

7) Il recupero dell'Europa ed il ritardo dell'Italia

L'Europa ed il resto del mondo in generale sono in forte ritardo rispetto agli Stati Uniti nella diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione. 

Questo divario dovrebbe ridursi gradualmente, soprattutto se le politiche e le legislazioni degli Stati Europei saranno coerenti con questo obiettivo. 

Anche entro l'Europa vi sono paesi che sono avanti (soprattutto Inghilterra e Germania) e paesi che sono indietro (come l'Italia e la Spagna).

Secondo una ricerca della International Data Corporation (IDC), entro il 2003 la spesa per acquisti on line degli utenti al di fuori degli Stati Uniti sarà circa pari a quella dei navigatori americani. 

Nella sola Europa questa spesa passerà dai 5,6 miliardi di dollari del 1998 (circa 10.000 miliardi di lire), a 430 miliardi di dollari (circa 800.000 miliardi di lire) entro il 2003, con 350 milioni di potenziali acquirenti sparsi in tutto il mondo.

Ma a che punto è l'Italia?

Shopping24.it è il nuovo grande negozio elettronico aperto dal quotidiano Il Sole 24 ore (nella figura parte della pagina di ingresso). 

Il sito vi accoglie con un "cartello" che dice "Non è lontano il giorno in cui l'Internet shopping sarà un'attività naturale come la piccola spesa dal droghiere sotto casa..."

Vi promette "strade, vetrine, punti di presenza, scaffali, casse, ma anche bar, ristoranti, cinema, campi di gioco, aree di sosta".  Girando per il centro commerciale troverete "un'accurata selezione di vetrine virtuali che offrono prodotti e servizi "veri" e tante aree di informazione, non necessariamente legata ai prodotti". Potrete scegliere ed esaminare i prodotti, " oppure, con un semplice clic, depositare in un carrello della spesa che nessuno deve spingere, una sorta di maggiordomo cibernetico che si ricorda di tutti i pacchetti comperati e li trasporta silenziosamente alla cassa da attraversare prima dell'uscita". 

Per pagare basta inserire il vostro numero di carta di credito e "nel giro di poche ore, il partner logistico di Shopping24 si impegna a far recapitare la merce al domicilio o presso l'ufficio dell'acquirente". Non è un errore, dice proprio "nel giro di poche ore". 

Potrà sembrare strano che un grande quotidiano di informazione apra un negozio elettronico.  In realtà è una scelta di business quasi obbligata per siti, come quello del Sole 24 Ore on line, che ha un altissimo numero di utenti, quasi tutti con carta di credito e predisposti a provare l'ebbrezza del commercio elettronico.

Infatti anche in Italia il commercio elettronico sta decollando, ed avrà un vero e proprio boom nel corso dei prossimi anni. 

Per capire a che punto siamo, basta vedere le autorevoli previsioni dell'International Data Corporation (IDC), che sono riassunti in una tabella pubblicata proprio su il "Sole 24 Ore on line", che riportiamo di seguito (insieme ai dati riguardanti i principali paesi Europei).

Vola il business

Stime sul valore dell'e-commerce in Italia suddiviso nei due principali canali;

dati in miliardi di lire
 

Business to consumer

Business to business

1998 297 5
1999 852 200
2000 1895 6.500

Crescita Impetuosa
(in milioni di dollari)

  1998 1999 2000 2001 2002 Tasso % di
crescita 
medio
1998-2002
Austria 141 490 1.300 2.970 5.800 153
Belgio 92 330 890 2.130 4.400 163
Danimarca 135 450 1.180 2.660 5.190 149
Finlandia 140 410 960 2.010 3.740 127
Francia 381 1.500 4.580 12.260 28.450 194
Germania 1.696 5.620 14.480 32.350 62.810 147
Grecia 34 120 340 800 1.660 165
Irlanda 39 140 360 840 1.690 156
Italia 377 1.370 3.750 8.870 18.090 163
Paesi Bassi 364 1.190 3.010 6.600 12.620 143
Norvegia 138 450 1.140 2.490 4.740 142
Portogallo 35 130 360 860 1.770 166
Spagna 178 640 1.750 4.040 8.000 159
Svezia 261 840 2.110 4.570 8.650 140
Svizzera 194 660 1.740 3.960 7.790 152
Regno Unito 1.406 4.560 11.470 25.050 47.610 141
TOTALE 5.612 18.900 49.410 112.450 223.020 151

Fonte: Idc

 Tabelle pubblicate sullo speciale commercio elettronico de Il Sole 24 Ore on Line.

Per l'Europa si tratta di un giro d'affari di quasi 10.000 miliardi, che crescerà ad un ritmo  superiore al 150% annuo, arrivando a superare i 223 miliardi di dollari (oltre 400.000 miliardi di lire) nel 2002. 

Sono anche evidenti le più basse previsioni conseguenti al ritardo dell'Italia, rispetto a paesi come la Germania, l'Inghilterra e la Francia, che potrebbero rastrellare gran parte della torta.

Secondo una ricerca Mate-Assintel, il 79% delle imprese Italiane è collegato ad Internet, ma solo un terzo sta sviluppando progetti per gestire transazioni on line, in prima battuta con i vecchi ed i nuovi fornitori da trovare in rete, e con la propria banca per gli investimenti e i movimenti di danaro, e successivamente per vendere prodotti e servizi on line.

Eppure anche in Italia il commercio elettronico sta dando risultati positivi per molte aziende, come è riportato dall'ultimo rapporto dell'osservatorio Internet dell'Università Bocconi. "Censimento dei siti Italiani di Commercio Elettronico" (rilevazioni tra febbraio e maggio 99). 

L'osservatorio Bocconi ha cercato, utilizzando le directory ed i comuni motori di ricerca di Internet, i siti italiani dove è possibile "acquistare, ordinare, o prenotare beni e/o servizi direttamente online". Risultato: sono stati trovati 931 siti, probabilmente solo una parte di quelli esistenti.

Di questi, ben 515 (55%) fornivano prodotti legati al turismo (viaggi, prenotazioni di hotel, ecc.). 

Gli altri sono ben distribuiti in molti settori. 50 siti di vendita di prodotti per l'informatica (hardware o software), 43 di articoli di abbigliamento (ovviamente di marca), 38 di generi alimentari (soprattutto specialità tipiche di regioni e vini), 37 di libri e riviste, ecc (vedi figura seguente, tratta dalla presentazione della ricerca).

Interessanti i dati sulla sede delle aziende che hanno aperto un negozio elettronico su Internet. Circa 3 su 4 (75%) si trovano al Nord, il 12% al centro ed il 13% al sud/isole).

Ma quali sono i risultati delle aziende italiane che hanno aperto un negozio elettronico su Internet?

Qui è il dato sorprendente. Queste aziende non solo hanno risultati di solito molto positivi, ma molte di queste avranno un vantaggio che gli consentirà di prendersi una grossa fetta dell'enorme fatturato previsto per i prossimi anni. 

La RAS (assicurazioni) prevede di arrivare a fine 99 con 8 miliardi di ricavi per le polizze auto e infortuni stipulate on line e a 70 miliardi nel 2001, con vantaggi sia per i margini di utile, sia per i prezzi più bassi all'utente finale (la RAS ha uno sconto attuale del 15%), dati i costi molto minori dei meccanismi di vendita su web rispetto a quelli tradizionali (e questo vale per quasi ogni prodotto).  Un discorso simile vale per la Linear (Unipol).

Altri esempi: Dell computer Italia, 20 miliardi di ordini via Internet nei primi 3 mesi di apertura. Orizzonti (viaggi) 1,2 miliardi di fatturato via Internet nel 1998, con una previsione di 100 miliardi entro 3 anni. Olio Carli, 8000 clienti Internet, 3 miliardi di fatturato. Air one, 3 miliardi di prenotazioni aere in un anno .

8) Le dimensioni di Internet

I primi risultati del commercio elettronico in Italia non sono poi troppo sorprendenti, se si pensa al fatto che si tratta di un mercato con ancora pochi operatori agguerriti, ed un numero enorme di utenti, in continua crescita esponenziale.

Quanti sono gli utenti Internet? A questa domanda si può rispondere con delle indagini statistiche a campione.

E' anche possibile stimare le "dimensioni" di Internet contando tutti gli host (indirizzo IP attivi, con relativo nome di dominio. Per semplificare possiamo considerarli come singoli computer collegati, siano client o server). Sugli Host vengono ospitati i siti (server) e possono collegarsi uno o più utenti contemporaneamente (con un proxy) e spesso tanti utenti in tempi diversi, telefonando al loro fornitore di accesso.

E' spesso difficile paragonare i dati forniti, in quanto le ricerche sono fatte in tempi diversi, di cui bisogna tener conto, data la velocità con cui i dati si modificano.

Per quanto riguarda il numero degli Host, la Net wizard (ora Internet Software Consortium) fa un censimento il più possibile completo (ma sempre per difetto) ogni 6 mesi. Ecco il grafico dei dati raccolti fino ad oggi, con la relativa tabella:

Gli Host su Internet dal 1981 al luglio 99 (ISC)
08/81
213
10/92
1,136,000
05/82
235
01/93
1,313,000
08/83
562
04/93
1,486,000
10/84
1,024
07/93
1,776,000
10/85
1,961
10/93
2,056,000
02/86
2,308
01/94
2,217,000
11/86
5,089
07/94
3,212,000
12/87
28,174
10/94
3,864,000
07/88
33,000
01/95
5,846,000
10/88
56,000
07/95
8,200,000
01/89
80,000
01/96
14,352,000
07/89
130,000
07/96
16,729,000
10/89
159,000
01/97
21,819,000
10/90
313,000
07/97
26,053,000
01/91
376,000
01/98
29,670,000
07/91
535,000
07/98
36.739,000
10/91
617,000
01/99
43,230,000
01/92
727,000
07/99
56,218,000
04/92
890,000
07/99
56,218,000
07/92
992,000
   

Ecco la tabella dei primi 20 domini di primo livello degli oltre 56 milioni di host rilevati dalla NW a luglio.

com   Commerciali  18.773.097 11 org Associazioni senza fini di lucro (USA) 821.933
net  Network 12.432.542  12 gov Organizzazioni governative (USA)  683.363
edu  Università (USA) 5.141.774  13 fr Francia 653.686
jp  Giappone 2.072.529 14 nl Olanda 637.591
5 uk Regno Unito 1.599.497 15 fi Finlandia 577029
6 mil militari (USA) 1.561.756 16 se Svezia 515031
7 us Stati Uniti 1.555.882 17 tw Taiwan 424.209
8 de Germania 1.426.928 18 it Italia 393.627
9 ca Canada 1.294.447 19 no Norvegia 335898
10 au Australia 907.637 20 br Brasile 310138

Anche questi dati confermano il ritardo dell'Italia. Anche se aggiungiamo i 226 host della Repubblica San Marino (.sm) e i 13 host del vaticano (vt), il numero di host .it è poco più di un quarto di quelli inglesi (.uk) e tedeschi, quasi la metà di quelli francesi,  e di molto inferiore di paesi molto più piccoli di noi, come l'Olanda, la Finlandia e la Svezia.

Ormai quasi tutti i Paesi del mondo hanno host su Internet, che è diventata una rete mondiale nel senso proprio del termine. Vi sono stati come l'Afganistan, il Bangladesh, il Congo. Gli unici paesi che non hanno ancora nessun host "ufficiale" (in realtà sono comunque tutti presenti con host .com) sono l'Iraq, lo Zaire, il Chad, il Sudan, il Suriname, il Rwanda, la Guyana, la Guinea, il Burundi e pochi altri minuscoli stati.

9) Gli utenti di Internet

La NUA pubblica una stima aggiornata degli utenti Internet in tutto il mondo, elaborando ricerche effettuate nei vari paesi, e rapportandola alla popolazione totale dello Stato considerato, in modo da poter fare confronti significativi. Nei dettagli per Stato pubblica la fonte e la data della ricerca.

Secondo la NUA gli utenti Internet in tutto il mondo (dati giugno 99) sono 179 milioni. Di questi 102 milioni sono in USA e Canada (57%) e quasi 43 milioni in Europa (24%). 

Per gli Stati Uniti, il sondaggio mensile NielsenNetRatings è finalizzato a stimare i cittadini americani di età superiore a due anni che accedono "correntemente" ad Internet da casa. 

Il dato di maggio di 102 milioni è pari al 37,4% dell'intera popolazione Americana. Il dato di Luglio è di 106.370.122. Ognuno di questi utenti si collega regolarmente ad internet (in media 17 volte al mese), lo usa con una media di circa mezzora per ogni collegamento, per un totale di circa 8 ore ogni mese.

Il dato del Canada è di 7,63 milioni di utenti, pari al 25,4% dell'intera popolazione (dato *ComQUEST Research di gennaio 99).

Tra i paesi Europei l'Italia, pur avendo recuperato e pur considerando la stima ottimistica di 5 milioni di utenti (7,96% della popolazione), ha ancora un certo ritardo rispetto a paesi come l'Inghilterra (18% della popolazione, ma con dati anteriori di 6 mesi) e la Germania (10%, con dati anteriori di 3 mesi). 

Nella seguente tabella sono riassunti i dati dei principali paesi Europei. Nell'ultima colonna sono riportati il numero di host per ogni paese (dati NetWizard luglio 99).

Paese Data
rilevamento
Istituto di
Ricerca
Utenti rilevati % sulla pop. totale Host
(Net Wizard)
Regno Unito dicembre 98 NOP Research Group  10.600.000 18% 1.599.497
Svezia maggio 1999 Business Arena Stockholm 3.600.000 40,9% 515031
Spagna Marzo 99 AIMC 2.747.000 7,7% 302457
Norvegia Maggio 99 Business Arena Stockholm 1.600.000 36,6% 335898
Olanda Marzo 99 ProActive 2.300.000 13,7% 637591
Italia Giugno 99 Osservatorio Internet Italia (Università Bocconi) 5.000.000 7,96% 393627
Germania Marzo 1999
GfK
8.400.000 10% 1426928
Francia Maggio 1998 Mediangles 2.500.000 5,2% 653686
Finlandia Maggio 99 Business Arena Stockholm 1.600.000 32% 577029
Danimarca Maggio 99 Business Arena Stockholm 1.700.000 34% 287273
Belgio Febbraio 99 Initiative Media Brussels 1.400.000 16% 272867

Ecco un grafico che riassume il rapporto della popolazione Italiana sopra i 15 anni con Internet, secondo l'Osservatorio Bocconi.

Ben l'83,9% della popolazione non avrebbe mai usato Internet ("La popolazione italiana e Internet, a cura dell'osservatorio Bocconi).

Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo futuro, tutti sono concordi nel ritenere che la crescita continuerà in maniera esponenziale ancora per molto.

How Many Online Worldwide 1995 - 2005Sulla base dei dati che elabora, la Net Nielsen produce delle previsioni (grafico a fianco), secondo i quali gli utenti Internet in tutto il mondo saranno circa 200 milioni alla fine di quest'anno, 250 milioni nel 2000 e 350 milioni nel 2005 (altri istituti di ricerca danno cifre persino superiori).

 

Anche le previsioni per il commercio elettronico sono anche queste molto significative. Ecco la previsione Datamonitor su quanto spenderanno gli utenti Internet solo sui siti Europei di commercio elettronico:

European Consumer Spending:1997-2002

Queste cifre ci dicono che andiamo verso un mondo formato da cittadini ed aziende connesse in maniera permanente con un mezzo sempre più potente, in grado di simulare un numero crescente di funzioni che avvengono nei rapporti reali (non solo il dialogo e gli scambi culturali, ma anche le transazioni commerciali ed il lavoro di gruppo). 

Infatti Internet sta cambiando. Con le sempre più efficaci applicazioni web e l'utilizzo dell'XML come formato standard per i dati, le smart card con la firma elettronica e la crescente disponibilità di banda, il commercio in rete potrà diventare davvero di massa e molte funzioni della società dell'informazione saranno eseguite automaticamente da computer interoperanti in rete. 

Non ci vorrà molto, e per chi avrà gli occhi per guardare, le sorprese non mancheranno. 

In questa parte dello speciale siamo andati apparentemente fuori tema, rispetto al protocollo informatico. 

Apparentemente, perché in realtà è proprio qui che abbiamo visto il punto essenziale, lo scopo ultimo, che sta alla base della riforma della Pubblica Amministrazione e del sistema del protocollo dei documenti. 

Il sistema del protocollo non fa altro che specificare le modalità di ingresso e di uscita delle informazioni nella Pubblica Amministrazione, definendo i meccanismi con cui avvengono le transazioni tra utenti ed ente pubblico. 

Nell'era del commercio elettronico, io vorrò entrare nell'ufficio scuola virtuale, e con pochi click del mouse iscrivere mio figlio all'asilo comunale, pagando per via telematica, e poi relazionarmi anche con questo mezzo con la struttura, per discutere problemi, o acquistare servizi aggiuntivi. 

Il protocollo informatico, insieme al documento elettronico con firma digitale, è la condizione preliminare per consentire alla Pubblica Amministrazione di stare al passo con i rapidi cambiamenti che avvengono intorno ad essa.

Per approfondire

Da Internet a Gutemberg, testo della conferenza tenuta da Umberto Eco presso "The Italian Academy for Advanced Studies in America"

E-commerce, storia di un boom annunciato, speciale a cura del quotidiano on line Il Sole 24 ore

  

 


Note

1) La "1-ClickSM technology" è stata "inventata" da Amazon, e consente ai clienti registrati di acquistare qualunque cosa con un semplice click su un simbolo indicante chiaramente il servizio.- TORNA AL TESTO.

Segue: 3 - la grande riforma


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