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Nella due parti precedente abbiamo iniziato ad esaminare il Decreto del Presidente della Repubblica n. 428 del 20 Ottobre 1998 sul protocollo informatico, integrato con le disposizioni previste dal "regolamento tecnico" (RT). Abbiamo visto come sono strutturate le normative. Abbiamo poi introdotto il protocollo informatico analizzando i servizi che deve garantire e quali amministrazioni debbano realizzarlo ed in quali tempi. Abbiamo inoltre visto come ogni amministrazione debba individuare al proprio interno una o più Aree Organizzative Omogenee (AAO), e come in ognuna di queste dovrà istituire un "Servizio per la tenuta del Protocollo Informatico, della gestione dei Flussi documentali e degli Archivi", nominando un responsabile che disponga di determinati requisiti. Abbiamo anche visto i compiti del responsabile, ed il "Manuale di Gestione" che deve descrivere il funzionamento del servizio. In parte vedremo che cosa è il "Registro delle Amministrazioni Pubbliche e delle Aree Organizzative Omogenee" (RAP), previsto nel Titolo III del RT, e la sua importanza per realizzare un sistema unitario del protocollo. Essendo il Regolamento Tecnico non ancora approvato in via definitiva, potrebbero essere introdotte delle modifiche, che comunque non dovrebbero modificare la sostanza dei concetti espressi di seguito. 1 - Che cosa è il RAPSi tratta di un Registro Nazionale istituito sulla base dell'art. 3.1 del regolamento tecnico sul Protocollo Informatico. E' sotto la responsabilità del "Dipartimento della Funzione Pubblica", che ne definisce le regole per la tenuta e l'accesso (art. 3.1, comma 2 RT). "La gestione operativa del RAP può essere affidata a soggetti pubblici o privati scelti sulla base della normativa vigente" (art. 3.1, comma 3 RT). 2 - Cosa contiene il RAPIl RAP è " destinato alla generazione, conservazione e pubblicazione di codici identificativi e dati relativi alle amministrazioni e le Aree organizzative omogenee da queste individuate ai sensi dellart.2 comma 2 del decreto" (art. 3.1, comma 1 RT). I dati contenuti nel RAP, per ogni singola Amministrazione Pubblica, sono (art. 3.2, comma 1 RT):
Ogni Amministrazione è tenuta a comunicare "tempestivamente al Dipartimento della Funzione Pubblica" tutte le informazioni da inserire nel registro "incluso lelenco delle AOO istituite al proprio interno secondo le modalità stabilite per la tenuta del registro" (art. 3.2, comma 4 del RT). 3 - Il codice identificativo della Pubblica Amministrazione e delle AOO.Quindi il RAP contiene un "codice identificativo" (CI)di ogni Pubblica Amministrazione e di ogni AOO nelle quali questa sia eventualmente suddivisa, oltre a vari altri dati. Il CI dell'Amministrazione viene "assegnato d'ufficio dal Dipartimento della Funzione Pubblica". E' costituito da "quattro caratteri alfanumerici" e deve essere utilizzato nella "segnatura ai sensi dell'art. 6 del decreto" (art. 3.2, comma 2 RT). Il CI di ciascuna AOO è "generato ed attribuito dallamministrazione a cui larea stessa fa riferimento". E' costituito da "tre caratteri alfanumerici" e deve essere utilizzato nella segnatura ai sensi dellart. 6 del decreto" (art. 3.2, comma 3 RT). Come vedremo nella terza parte, l'art. 6 del DPR definisce la cosiddetta "Segnatura di Protocollo", i dati, cioè, che devono essere allegati a ciascun documento protocollato. Si vede come, grazie a questo meccanismo, ogni documento protocollato dalla Pubblica Amministrazione avrà un numero univoco, dal quale sarà possibile, grazie al RAP ed alla RUPA (Rete Unitaria della PA), recuperare i dati di ogni pratica protocollata da un qualunque punto della PA. 4 - Accesso e aggiornamento del RAP.L'accesso al RAP sarà garantito, per via telematica (attraverso la RUPA) L'art. 3.3, comma 1, stabilisce che il "Registro delle amministrazioni pubbliche è gestito da un sistema informatico in grado di permettere laccesso e la consultazione delle informazioni in esso contenute da parte delle amministrazioni o di tutti i soggetti pubblici o privati tramite servizio conforme al Directory Service della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione". 5 - Il servizio di directory della RUPA.Il Directory Service (Servizio di directory) è un servizio di banca dati di rete, nel quale è possibile inserire dati di ogni tipo ed il cui obiettivo principale è quello di consentire di recuperare rapidamente ogni informazione utile presente sulla rete (sui computer, sugli utenti, sulle periferiche, ecc.). La Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione include un servizio di directory che è parte dei cosiddetti "servizi di Interoperabilità" (altri servizi di interoperabilità sono quelli web, ftp, telnet, news, posta elettronica, connessione ad Internet, hosting, mirroring, e vari altri). 6 - Il protocollo LDAPEssendo la RUPA basata su tecnologie Internet, il servizio di directory sarà accessibile con l'attuale standard per i servizi di directory, il protocollo LDAP 3 (RFC 1777 (1)), che peraltro è ormai accettato in modo unanime come standard globale per i Servizi di Directory (è il protocollo dell'Active Directory di Windows 2000 e delle nuove versioni del servizio di directory NDS della Novel, ed è supportato da aziende quali Netscape, Sun, IBM, AT&T, SGI, Banyan e molte altre). Inoltre al protocollo LDAP secondo le specifiche della RFC 1777 (1) fa espresso riferimento l'art. l'art. 13 comma 1 del DPCM 8 febbraio 99 (regole tecniche documento informatico e firma digitale), specificando che tutte le autorità di certificazione riconosciute dalla PA devono consentire l'accesso al registro dei certificati "secondo una modalità compatibile con il protocollo LDAP definito nella specifica pubblica RFC 1777 (1) e successive modificazioni o integrazioni". LDAP significa "Lightweight Directory Access Protocol", in italiano "Protocollo leggero di Accesso alla Directory". La versione attuale è la 3. E' definito leggero in quanto si tratta di una versione ridotta ed adattata ad Internet del protocollo DAP (Directory Access Protocol), parte dello standard X.500 (conforme ISO (2) e ITU (3)). LDAP organizza i dati in strutture gerarchiche, ad albero (sul modello del DNS, il sistema di gestione dei nomi su Internet). Come per il DNS le gerarchie sono di tipo organizzativo oppure geografico, e, nei livelli più alti, comprendono gli oggetti inseriti nella directory (entry). Con la diffusione del protocollo LDAP come standard, ogni utente ed ogni applicazione di rete, indipendentemente dal computer utilizzato, potrà ottenere (se autorizzati) ed utilizzare le informazioni contenuti nella directory, come ad esempio di dati contenuti nel RAP. Nella parte successiva vedremo i meccanismi di segnatura e di registrazione di protocollo. Note 1) RFC: Request For Comment. Il nome dei documenti prodotti dalla Internet Engineering Task Force, l'organismo che definisce gli standard dei protocolli su Internet. - TORNA AL TESTO 2) ISO: acronimo di "International Organization for Standardization" (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione), che ha anche il significato di "uguale". E' una organizzazione presente in 75 paesi e definisce gli standard tecnici in numerosi campi. Ad esempio sono standard ISO l'ANSI (American National Standards Institute) e l'OSI (Open Systems Interconnection). - TORNA AL TESTO 3) ITU: acronimo di "International Telecommunication Union", una agenzia delle Nazioni Unite responsabile di adottare trattati, regole e standard internazionali. - TORNA AL TESTO Segue: 7 - la registrazione e la segnatura di protocollo
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