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Continuiamo il nostro esame del DPR 428/1998 sul protocollo informatico, integrate con le disposizioni previste dal "regolamento tecnico" (RT). Nella parte precedente abbiamo visto che cosa è e come funziona un elemento essenziale del nuovo sistema: il "Registro delle Amministrazioni Pubbliche e delle Aree Organizzative Omogenee" o RAP. In questa parte vedremo altri due punti essenziali: la registrazione e la segnatura di protocollo. Anche qui è opportuno ricordare che, essendo il Regolamento Tecnico non ancora approvato in via definitiva, potrebbe subire delle modifiche che comunque non dovrebbero modificare la sostanza della normativa. 1 - La registrazione di ProtocolloLa registrazione di protocollo è un'operazione di memorizzazione di dati in un archivio informatico (art. 4 comma 1 DPR). Per ogni documento in entrata o uscita, soggetto a registrazione di protocollo, i dati da inserire nell'archivio informatico sono:
Una dettagliata spiegazione del concetto di impronta del documento è disponibile nell'articolo "Che cos'è e come funziona la firma digitale". Tutte le informazioni devono essere inserite in un'unica sessione, con esclusione di ogni intervento intermedio, anche indiretto, da parte dell'operatore (art. 4 comma 3). Eventuali informazioni annullate "devono rimanere memorizzate nella base di dati per essere sottoposte alle elaborazioni previste dalla procedura. La procedura per indicare l'annullamento riporta, secondo i casi, una dicitura o un segno in posizione sempre visibile e tale, comunque, da consentire la lettura di tutte le informazioni originarie, poi annullate, unitamente alla data, all'identificativo dell'operatore ed agli estremi del provvedimento d'autorizzazione" (art. 5 comma 1). "Lannullamento anche di una sola delle informazioni registrate in forma non modificabile generate o assegnate automaticamente dal sistema determina lautomatico e contestuale annullamento della registrazione di protocollo" (art. 4.3 comma 1, RT). Le informazioni registrate in forma non modificabile possono essere annullate "esclusivamente per la correzione di errori intercorsi nella operazione di registrazione di protocollo che rendono incongruenti le informazioni della registrazione di protocollo con il documento originale e determina, relativamente alla medesima registrazione di protocollo, lautomatica e contestuale attivazione di una nuova sessione di attività di registrazione per la sola memorizzazione delle informazioni congruenti" (art. 4.3 comma 2 RT). 2 - La segnatura di ProtocolloLa "segnatura di protocollo" è costituita da "informazioni" associate ad ogni documento, sia cartaceo che elettronico, che sia stato sottoposto alla registrazione di protocollo. Le informazioni della segnatura di protocollo sono anche parte dei dati di registrazione, e devono essere resi disponibili per via telematica in formato standard (XML, vedi sezioni successive). L'associazione della segnatura di protocollo ad un documento deve essere " permanente e non modificabile" (art. 1, comma 1-d DPR) e deve essere effettuata "contemporaneamente all'operazione di registrazione di protocollo". Le informazioni minime (obbligatorie) da includere nella segnatura di protocollo sono (art. 6 comma 1 DPR e art. 4.4, comma 1 e art. 5.4 comma 1 RT):
Se necessario, ad esempio nel caso esistono allegati o vi siano altre informazioni essenziali, queste andranno aggiunte alla segnatura. 3 - Il linguaggio XMLL'art. 5.3, comma 1 RT specifica che "i dati relativi alla segnatura di protocollo di un documento trasmesso da una AOO sono contenuti, ununica volta nellambito dello stesso messaggio, in un file conforme alle specifiche dellExtensible Markup Language (XML) 1.0 (raccomandazione W3C 10-febbraio-1998). contenente le informazioni minime di cui al comma 1 dellart. 5.4 RT. Le ulteriori informazioni definite al comma 2 dello stesso articolo sono incluse nello stesso file" 4 - gli elementi XMLIl formato XML è il nuovo standard Internet per lo scambio di dati strutturati in rete e tra applicazioni, e si sta affermando come standard universale. E' un linguaggio cosiddetto di script, cioè non compilato in formato binario, ma mantenuto ed utilizzato in forma di semplice testo, leggibile quindi sia dalle applicazioni che dagli esseri umani) E' un linguaggio di facile comprensione (per una spiegazione più ampia, vedi il nostro tutorial "introduzione ai linguaggi basati sui marcatori"). E' un linguaggio di marcatura, cioè il testo viene marcato con informazioni contenuti entro i segni di minore < e di maggiore > (formato standard dei segni di marcatura o tag). I tag danno informazioni sul testo che contengono. Il testo è contenuto entro due tag che hanno lo stesso nome. Il nome del tag di chiusura è preceduto dal segno "/" Ad esempio, l'oggetto di un documento in linguaggio XML potrebbe apparire come: <Oggetto>Fornitura di Personal Computer</Oggetto> I due tag di inizio <Oggetto> e di fine </Oggetto> specificano appunto dove inizia e dove finisce il testo dell'oggetto. L'insieme tra tag di inizio, tag finale e contenuto viene chiamato elemento XML. Gli elementi XML possono contenere altri elementi XML. Ad esempio, l'elemento precedente potrebbe assumere la forma: <Oggetto> In XML gli spazi ed i ritorni a capo non sono considerati, e vengono usati solo per una migliore leggibilità da parte degli utenti umani. L'esempio precedente poteva essere scritto, ad esempio: <Oggetto><Operazione>Fornitura</Operazione> di <Prodotto>Personal Computer</Prodotto></Oggetto> L'importante è che ad ogni tag di apertura (es. <Oggetto>) segua il relativo tag di chiusura (</Oggetto>. Il contenuto in testo dell'elemento oggetto (ciò che sta tra il tag di apertura e di chiusura) è sempre "Fornitura di Personal Computer". Parte di questo testo è a sua volta marcato in modo opportuno, per consentire elaborazioni automatiche (ad esempio l'estrazione automatica da centinaia di documenti in XML delle informazioni sui prodotto forniti al comune, divisi per tipo di prodotto). Gli elementi sono quindi strutturati in un rapporto gerarchico o di parentela. Nell'esempio, gli elementi "Operazione" e "Prodotto" sono "figli" (child) dell'elemento oggetto, che a sua volta viene definito elemento "genitore" (parent) degli elementi "operazione" e "prodotto". Un documento XML è formato da almeno un elemento, che può essere inserito entro altri elementi. Ad esempio, se il documento ricevuto è una fattura, potrebbe avere la forma: <Fattura> Se avete Internet Explorer 5.0 o superiore (che supporta l'XML), potete vedere il file XML nel vostro browser. Vedete come viene riprodotto un file XML standard, senza nessuna informazione di formattazione. Associando ai file dati XML delle informazioni di formattazione (file XSL, Extensible Style Language), i dati potrebbero essere visualizzati entro un modello tipico di fattura. 5 - gli attributi XMLOgni elemento può avere informazioni aggiuntive chiamate "attributi" che sono inseriti nel tag di inizio. Ogni attributo ha un nome ed un valore, ed assume la forma Nome=Valore. Utilizzando gli attributi il documento di esempio potrebbe assumere una forma più semplice, come ad esempio: <Fattura Numero="33"
Data="28/08/1999"> Ecco come appare in IE5 l'esempio di file XML con attributi. Aggiungiamo un esempio di file XML formattato con un foglio di stile (XSL; Extensible Style Language). Ciò sarà utile per darvi l'idea di come può apparire a video un file XML formattato. Prendiamo ad esempio un file XML che contiene dati di varie fatture, ciascuna delle quali contiene più voci (items). Il documento prende il nome dal tag principale (genitore di tutti gli altri), chiamato fatture: Date uno sguardo ai dati. Entro il documento fatture, vi sono i documenti figli "clienti" (contengono i dati dei clienti), e varie singole fatture (fattura, singolare). Vi sono 6 fatture, rappresentati con colori alternati e separate fra loro da una linea bianca, per semplificarvi la lettura. L'attributo xmlns:dt specifica il meccanismo usato per definire il tipo di dato. <fatture xmlns:dt="urn:schemas-microsoft-com:datatypes"> <fattura id="5035"> <fattura id="5036"> <fattura id="5037"> <fattura id="5038"> <fattura id="5039"> Ecco come appare questo documento in IE 5, senza nessun foglio di stile associato: Per associare lo stile, bisogna aggiungere una direttiva nel prologo (la parte prima del tag radice del documento, nel nostro caso fatture). Il prologo contiene la direttiva facoltativa <?xml version="1.0"?> che dice si tratta di un documento XML versione 1. La direttiva che associa il foglio di stile è: <?xml-stylesheet type="text/xsl" href="esempio2.xsl"?> Ecco come appare lo stesso file XML con un dato foglio di stile associato (se non ci credete guardate il sorgente e vedrete che il file xml è lo stesso). La conclusione è che i documenti XML ed i dati in essi contenuti, possono ricevere qualunque tipo di formattazione, verso qualunque tipo di periferica (video, display di un telefonino, stampante, ecc.). 6 - La Definizione di tipo di documentoL'XML è un linguaggio "estensibile". Ognuno può creare i "tag" o marcatori che desidera, e può inserire in questi degli attributi. E' possibile specificare un'insieme di tag, attributi e tipi di dati validi per una determinata categoria di documenti. In questo modo si crea uno specifico linguaggio XML (o applicazione XML), nel quale ciascun marcatore avrà un ben preciso significato, e ammetterà dei dati ben definiti. Ciò può avvenire scrivendo un cosiddetto DTD (Document Type Definition), che utilizza una notazione particolare, descritta nelle specifiche XML. E' inoltre possibile definire un tipo di documento, inclusi i tipi di dati, utilizzando una applicazione XML, chiamata XML-data, che fornisce uno strumento molto più potente e flessibile (per ulteriori informazioni rimandiamo al corso di XML). Le regole tecniche, all'art. 5.3, comma 2, dicono che "lAutorità per lInformatica nella Pubblica Amministrazione rende disponibile anche attraverso il proprio sito Web internet il file DTD (Document Type Definition) contenente le definizioni dei tipi di informazioni minime ed accessorie comunemente scambiate tra le Pubbliche amministrazioni associate ai documenti protocollati". (art. 5.3, comma 2 RT). Ciò significa che sarà l'AIPA a definire in maniera precisa (attraverso appunto un DTD) i marcatori o tag da usare per la segnatura di protocollo, i loro attributi e i dati ammissibili. Un esempio di segnatura di protocollo in formato XML potrebbe essere la seguente: <?xml version="1.0"?> In questa ipotesi numero e codice del protocollo sono implementati come attributi (le prime tre lettere del codice rappresentano il codice dell'Amministrazione, le ultime quattro il codice dell'AOO). Se avete IE5 potete vedere l'esempio nel vostro browser (senza foglio di stile o DTD associato). Ciascuna AOO potrà estendere l'XML rispetto al DTD dell'AIPA per includere dati di interesse proprio. Infatti l'art. 5.4, comma 3 delle Regole Tecniche, stabilisce che "qualora due o più amministrazioni stabiliscano di scambiarsi informazioni non previste tra quelle definite al comma precedente queste possono estendere il file in formato XML includendo le informazioni specifiche stabilite dallamministrazione". Nella prossima sezione (l'ultima) daremo una visione d'insieme del sistema del protocollo informatico, soffermandoci sui requisiti minimi previsti dalla legge, sulle problematiche legate alla sicurezza, sull'integrazione con il resto del sistema informativo, sull'accesso ai dati dall'esterno e sui formati per l'archiviazione. Segue: 8 - il sistema del protocollo informatico
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