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1) Il cambiamento è iniziato
Ma non questa volta. Sarà forse la consapevolezza di un'imminente nuovo millennio, ma la Pubblica Amministrazione italiana sta cambiando davvero, almeno nelle leggi che la governano. Come cambierà nella realtà, non lo sa nessuno. Come ha scritto l'OCSE (1), i grandi cambiamenti nella pubblica amministrazione sono "un viaggio, non una destinazione". L'importante è non stare fermi, ma partire, muoversi, sperimentare. La direzione e le destinazioni si potranno stabilire lungo il percorso, se si hanno come guide principi ed obiettivi ben definiti. 2) La precedente legislazione sul protocolloMolti comparti della Pubblica Amministrazione italiana sono rimasti fermi per troppo tempo.
Da allora è cambiato tutto. Un paese agricolo si è industrializzato, e sta per entrare nella società dell'informazione. E' cambiata anche la lingua che parliamo. Ma il modo di gestire gli atti da parte della Pubblica Amministrazione è fondamentalmente rimasto lo stesso.
"I dispacci, le istanze, le lettere, i ricorsi sono bollati e trasmessi sollecitamente alla registratura. Col bollo si imprime la data dellarrivo e si designa lo spazio della successiva registrazione (art. 10).
"Le copie coi rispettivi originali sono inviati agli uffici per essere collazionate e presentate a chi le deve sottoscrivere" (art. 53). 3) La situazione attuale
Un carrozzone per lo più inutile, scarsamente rilevante ai fini della concreta gestione delle pratiche (giudizio contenuto nel documento AIPA citato nella nota 2). E questo è solo un esempio di una più generale inadeguatezza della struttura organizzativa ed operativa presente in quasi tutti i comparti della Pubblica Amministrazione. 4) L'esigenza del cambiamento
Molto presto non sarà facile spiegare perché non possono fare lo stesso per ottenere un certificato, segnalare all'anagrafe il cambio di indirizzo, pagare le imposte comunali, come è ormai possibile in vari paesi del mondo, anche tra quelli non "ricchi", come il Brasile. La società dell'informazione ridefinisce il concetto di tempo. Un'azienda che non risponde in ore alle mail dei propri clienti rischia di perderli.
Nel nuovo millennio i servizi di informazione, di certificazione e di autorizzazione saranno forniti all'interno del villaggio globale multimediale rappresentato da Internet. La Pubblica Amministrazione stessa dovrà diventare uno dei maggiori fornitori di informazioni e di servizi telematici per i cittadini, se vorrà mantenere il suo ruolo. Ecco perché deve cambiare, e presto! Questa consapevolezza ormai esiste nel mondo politico, ed infatti assistiamo ad una valanga di leggi e regolamenti che vogliono cambiare tutto in un periodo di tempo forse troppo breve.
L'introduzione massiccia dell'informatica e della telematica nella pubblica amministrazione richiede non solo nuove metodologie operative, ma anche profondi cambiamenti organizzativi, una revisione spesso radicale dei processi, nuove professionalità e competenze. Ma innanzitutto richiede nuove leggi, quale presupposto essenziale per attivare ogni cambiamento, mettendo in moto le energie migliori che sono presenti all'interno della Pubblica Amministrazione. Nuove leggi che sono in gran parte arrivate in quest'ultimo decennio. 5) La profondità del cambiamento
Le leggi di riforma definiscono una nuova struttura ed un nuovo modello di Pubblica Amministrazione, che dovrà gradualmente sostituire quello che esiste oggi, non più aderente alla realtà e non in grado di rispondere alle esigenze ed alle nuove dinamiche della società moderna. Schematizzando, possiamo dire che la riforma intende perseguire almeno quattro obiettivi generali, di grande rilevanza:
Questi obiettivi sono tra loro collegati. I diritti del cittadino e dell' impresa possono diventare centrali solo se le strutture locali hanno poteri e responsabilità primarie. A sua volta il decentramento sarà efficace se introdurrà procedure semplici, efficienti e dai costi accettabili, che si potranno ottenere con l'introduzione progressiva delle nuove tecnologie. Vedremo come il "protocollo informatico", generale e distribuito, rappresenta la struttura di base per l'avvio di una tele-amministrazione unitaria ed il centro di gestione dellintero flusso documentale della Pubblica amministrazione italiana. 6) Dalla carta da bollo alla tele-amministrazioneIl tema dell'introduzione delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione non si riduce al semplice utilizzo dei computer e delle reti telematiche per rendere più rapido ed efficiente il lavoro all'interno della Pubblica Amministrazione. Si avrà invece una modifica radicale di tutti i processi amministrativi, che abbiamo schematizzato prefigurando il passaggio da un modello di amministrazione il cui lavoro si basa sulla creazione, elaborazione, trasmissione ed archiviazione di atti e documenti cartacei, trasmessi manualmente, ad uno nuovo, basato su documenti ed atti elettronici, trasmessi per via telematica. Per la Pubblica Amministrazione Italiana il presupposto di questa svolta è dato dalla legge 59/97 (Bassanini 1), che rende validi a tutti gli effetti i documenti elettronici e la firma digitale, e dalle norme attuative (DPR 513/97 e DPCM 8/2/99), che stabiliscono che i documenti elettronici firmati digitalmente sono "fonte primaria e originale" e come tali vengono creati e scambiati per via telematica. A completare il quadro vi sono le nuove norme sul protocollo, di cui ci occuperemo a fondo in questo speciale.
I prossimi anni non preannunciano quindi una noiosa routine per gli amministratori ed i funzionari pubblici. Infatti la legge definisce spesso in maniera precisa i tempi massimi per introdurre le innovazioni previste.
Nelle sezione due vedremo i dati che indicano i cambiamenti introdotti dalle nuove tecnologie telematiche. Nella sezione tre vedremo il contesto legislativo generale di Riforma della Pubblica Amministrazione, in modo da inquadrare le leggi sul protocollo nel più generale contesto riformatore.
Anche il numero di comuni piccoli e perfino piccolissimi che forniscono servizi web per i propri cittadini sta crescendo in maniera esponenziale (3), tanto da far pensare che nel giro di pochissimi anni la maggior parte dei comuni italiani fornirà ai propri cittadini servizi su Internet (vedi la tabella seguente per il riepilogo nazionale contenuto nel rapporto di agosto dell'Osservatorio ASM "Comuni nel Web").
24 Agosto 1999 , ed incremento negli ultimi 3 mesi (quarto rapporto Osservatorio ASM "Comuni nel web", agosto 99). Le esperienze in atto sono molte, e variegate, caratterizzate da sperimentazione a 180 gradi. Non stupitevi se presto vi saranno Amministrazioni Comunali che organizzeranno riunioni e assemblee su IRC (4) o per tele-conferenza, in aggiunta ai newsgroup ed alle mailing list, mentre altre avranno l'anagrafe che distribuirà certificati telematici con firma digitale o consentiranno ai propri cittadini di pagare le imposte comunali con un semplice click del mouse (acquista con un click è una tecnica di commercio elettronico). Le tecnologie (standard e a basso costo) e le leggi per farlo ormai ci sono. Occorre solo provare e sperimentare, per poi arrivare a servizi stabili. La gara è aperta. 7) Mutamenti globaliOvviamente i cambiamenti conseguenti all'espandersi della società dell'informazione non investiranno solo la Pubblica Amministrazione.
I tempi di queste trasformazioni non saranno certo brevissimi, ma sicuramente saranno molto più veloci di quanto possiamo immaginare, come vedremo nella prossima sezione. Nel frattempo procuratevi una bussola! Il viaggio verso la società dell'informazione è già cominciato.
Note 1) OCSE: Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico - TORNA AL TESTO 2) dati del Ministero delle Finanze, vedi "studio di prefattibilità sul sistema di gestione dei flussi documentali, sistema GEDOC, febbraio 1997". - TORNA AL TESTO 3) in proposito è possibile consultare le statistiche fornite dall'osservatorio ASM "Comuni nel web" sui comuni che hanno registrato il loro indirizzo Internet riservato - TORNA AL TESTO 4) IRC: è il più diffuso sistema di chat e di conferenza testuale su Internet, caratterizzato da una bassissima richiesta di banda, se confrontato con i sistemi di audio e video-conferenza. Dispone di sistemi consolidati per "regolare" le discussioni tra gruppi di partecipanti. - TORNA AL TESTO Segue: 2 - amministrare la società dell'informazione
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