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03 - La società dell'informazione

01 - Introduzione 02 - PA Si cambia 03 - La società dell'informazione 04 - La grande riforma 05 - Il Protocollo Informatico


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Da Internet a Gutemberg
Il Commercio Elettronico

III) Amministrare la società dell'informazione
.

1) Conoscere per deliberare

"Conoscere per deliberare" è la massima che dovrebbe guidare l'agire di ogni decisore, soprattutto se questi rappresenta lo Stato e decide per conto dei cittadini.

"Uno principe prudente" deve circondarsi di "uomini savi, e solo a quelli debbe dare libero arbitrio a parlarli la verità, e di quelle cose sole che lui domanda, e non d'altro; ma debbe domandarli d'ogni cosa, e le opinioni loro udire; di poi deliberare da sé

(Niccolò Macchiavelli, Il Principe, cap. XXIII)

Il principio esposto da Macchiavelli (nella figura) è quello su cui si basa il razionale esercizio del potere e della responsabilità.

Chi ha la responsabilità di decidere col fine di raggiungere determinati obiettivi, deve assumere decisioni basate sulla "verità", cioè su una conoscenza effettiva ed il più possibile completa della realtà. Deve inoltre poter decidere in piena autonomia ("da sé"), cioè senza essere condizionato da esigenze di altri, non correlate agli scopi per i quali è responsabile.

Nei Principati di cui parla Macchiavelli, il "Principe" era il decisore e responsabile unico, e tutti gli altri dovevano ubbidienza. Nella società dell'informazione avremo invece poteri e responsabilità sempre più diffuse, che dovranno coordinarsi e cooperare, per agire però sempre con la "prudenza" raccomandata da Macchiavelli.

Il termine "prudente", nel linguaggio moderno, si assegna ad una persona che agisce cautamente e con "cognizione", in modo da prevedere le conseguenze ed evitare pericoli. Nell'uso che ne fa Macchiavelli ha un significato più generale, che potremmo tradurre con il termine "avvedutezza": agire cautamente e con cognizione non solo per evitare pericoli, ma anche per ottenere il risultato desiderato.

L'attuale processo di Riforma della Pubblica Amministrazione ha un suo punto essenziale nel "decentramento" del potere verso gli Enti Locali, ed all'interno dell'amministrazione sottolinea il principio di responsabilità del decisore/responsabile rispetto al raggiungimento degli obiettivi che giustificano un procedimento, ponendo in  secondo piano il mero rispetto del formalismo normativo, che non è più il fine da perseguire fiscalmente, ma un mezzo da utilizzare razionalmente.

2) Dalla cultura orale a quella telematica

L'uomo si distingue dagli animali per come tratta l'informazione. Nel mondo animale l'informazione è principalmente legata agli istinti biologici ed all'apprendimento di semplici reazioni a stimoli ambientali piacevoli o spiacevoli. 

australopitechijpg.jpg (99072 byte)La specie Homo si è separata dagli altri animali, ed in particolare dalle specie di scimmie antropomorfe cui apparteneva, quando l'evoluzione del proprio patrimonio genetico gli ha fornito gli strumenti per imparare ad immagazzinare le informazioni raccolte dall'ambiente circostante sotto forma di concetti astratti.

I concetti venivano immagazzinati nella memoria , e da qui potevano essere trasmessi agli altri membri della propria specie, con l'emissione di suoni a questi correlati. Un concetto veniva associato ad un suono, in grado di esprimere il nome di un oggetto, una sua proprietà, un evento. Iniziava così a svilupparsi il linguaggio umano.

Il parlare dell'uomo è diverso dai suoni di qualunque altro animale proprio perché può contenere informazioni complesse, che rappresentano la realtà esteriore e la spiegazione che ne viene fatta, che si tramuta in realtà interiore. 

Spiegare la realtà significa dare una struttura ed un ordine alle informazioni immagazzinate, in modo da costruirsi un insieme di concetti coerenti, da utilizzare per prevedere e quando possibile progettare gli eventi, ed affrontare l'esistenza attraverso decisioni. 

La spiegazione è tanto più "vera" quanto più utile a prevedere il più esattamente possibile le conseguenze delle decisioni o i rapporti tra gli accadimenti esterni. 

Con la memoria ed i concetti, l'Homo Sapiens poteva effettuare previsioni complesse degli effetti delle proprie azioni, inclusa la possibilità di progettare e costruire utensili, ed organizzare in maniera efficace la vita di gruppo. Pensate che questo cambiamento è iniziato circa 5 milioni di anni fa ed ha portato alla nascita dell'Homo Sapiens solo 300.000 anni fa. 

Il definitivo affermarsi nell'Homo Sapiens della capacità di pensare e di parlare, lo hanno reso il padrone della terra, senza possibilità di rivali. 

Da allora, sul nostro pianeta, all'evoluzione biologica si è affiancata l'evoluzione culturale e tecnologica, conseguente alla capacità umana di progettare le trasformazioni dell'ambiente circostante.

All'inizio  i cambiamenti tecnologici dell'uomo hanno avuto un andamento lentissimo, principalmente perché questi era costretto a passare le giornate a cercare il cibo e proteggere la prole. L'arco della vita di un uomo e i tempi necessari a sfruttare in maniera utile le poche informazioni raccolte non  potevano certo favorire i rapidi cambiamenti.

Ma a partire da circa 10.000 anni fa, in alcuni gruppi umani succede qualcosa di particolare, che farà cambiare tutto in tempi relativamente brevi. 

L'uomo, ad un certo punto, grazie alle conoscenze accumulate e tramandate oralmente,  inizia ad utilizzare in maniera sempre più diffusa una tecnologia nuova e potente, grazie alla quale può coltivare la terra ed allevare gli animali.  

I gruppi di umani non sono più costretti a muoversi continuamente alla ricerca del cibo. Possono occupare stabilmente un unico territorio, e vivere grazie all'agricoltura e all'allevamento. 

Nasce una organizzazione sociale, ed all'interno di questa emergono i primi "uomini savi", come li chiama Macchiavelli, persone che liberate dall'incombenza della ricerca quotidiana del cibo, passano il tempo ad apprendere e sperimentare, e a trasmettere oralmente l'informazione, o a "consigliare" sulle decisioni da prendere sulla base delle loro conoscenze. Si arriva rapidamente alla suddivisione del lavoro, ed alla nascita delle grandi civiltà del passato.

La crescita della complessità dell'organizzazione sociale sviluppa il bisogno di accumulare il maniera stabile il sapere, documentando ed archiviando le conoscenze. 

Nasce così la scrittura. L'uomo può immagazzinare le informazioni in maniera permanente e riutilizzabile, e trasmetterle non solo oralmente, ma anche su supporti riproducibili e  trasportabili (documenti manoscritti). Un bel salto tecnologico.

Macchiavelli scrisse le sue opere a mano (nella figura a fianco una foto di un suo manoscritto). Lo stesso fecero tutti i pensatori prima di lui. 

Il sistema di stampa fu inventato proprio in quel periodo (intorno al 1450) da Gutemberg (nell'immagine a destra). 

Fino ad allora la diffusione delle conoscenze scritte dipendeva da volenterosi "amanuensi", che ricopiavano i manoscritti, in modo da renderli disponibili in più di una copia. 

Con la diffusione della stampa un numero sempre crescente di persone  poté accedere all'informazione ed alla cultura. Ecco perché i Principi persero i Principati, ed iniziò il cammino verso le democrazie. 

Con la diffusione della memorizzazione dell'informazione e del sapere umano in documenti, nasce l'esigenza di organizzare opportunamente questi documenti, in modo da consentirne la fruizione da parte di un numero crescente di persone. Nasce e si sviluppa l'archivistica, con al centro il sistema di classificazione e di registrazione dei documenti, denominato protocollo.

La parola protocollo deriva dal greco, e significa essenzialmente "primo foglio". Con questo nome nel periodo greco e romano, si indicava appunto il primo foglio del rotolo di papiro, sul quale venivano scritte informazioni sul documento stesso, come la data di creazione, il nome del responsabile o dell'autore. Il protocollo divenne poi un documento a se stante, come oggi, contenente le informazioni idonee ad identificare in maniera univoca il documento (un numero o codice), la data, il tipo di documento, il nominativo della persona a cui il documento è destinato e quello della persona che lo ha prodotto o inviato.

Con il crescere dell'immagazzinamento dell''informazione, cresce di pari passo l'esigenza di classificare ed archiviare i documenti, cioè di organizzare in maniera opportuna la propria memoria. 

Anche qui si passa da un'esigenza riservata a pochi Principi, ad un'esigenza diffusa, che oggi riguarda potenzialmente ogni singolo individuo che voglia poter ordinare, conservare e quindi poter beneficiare dell'oceano di informazioni che entrano ed escono quotidianamente dalla sua coscienza. 

Nel secolo che sta finendo è nato un nuovo modo di immagazzinare e trasmettere l'informazione, basato sulle nuove tecnologie informatiche e telematiche (nella foto uno dei primi modelli di "libro elettronico", con un display che consente una visione paragonabile a quella di un libro ben stampato, con capacità ipertestuali, la possibilità di incorporare materiale multimediale, funzioni di ricerca e di comunicazione telematica)

Il salto tecnologico è di gran lunga superiore a quello che segnò il passaggio dalla cultura orale a quella scritta. 

La trasmissione delle informazioni su supporto cartaceo "simula" in qualche modo la trasmissione orale. Leggere il testo scritto è un processo lineare, come ascoltare qualcuno che parla, senza poter fare domande.

Le informazioni trasmesse per via telematica su supporti informatici (computer e simili) non sono più necessariamente "lineari", formate da "un documento alla volta", ma possono essere "ipertestuali" ed "ipermediali", a più dimensioni, in quanto consentono l'immediata disponibilità di ogni riferimento presente all'interno delle informazioni.

Ad esempio, io esprimo un parere su una certa legge che cito, voi potete verificare immediatamente la mia opinione leggendo il testo originale. Potete inoltre trovare facilmente altre opinioni, "navigando" nelle informazioni in maniera libera oppure scambiandovi opinioni con altri mentre usufruite delle informazioni.  

Le informazioni sono inoltre ipermediali in quanto io posso navigare non solo in informazioni testuali, ma anche multimediali (immagini, audio, video, programmi interattivi che elaborano le informazioni sulla base di scelte dell'utente). 

Un'altra differenza fondamentale tra documento cartaceo e documento informatico riguarda il tipo di legame tra informazione e supporto. 

Con il documento cartaceo è possibile stabilire un legame forte fra segni che trasportano le informazioni e supporto che li contiene. 

Su questa base si fonda la validità dei documenti manoscritti o dotati di firma autografa. Apporre su un supporto fisico (di regola la carta) dei segni caratteristici ed attribuibili univocamente ad una persona, certificano che la persona stessa ha visionato e convalidato l'intero contenuto del supporto (autenticazione). Da questa tecnica derivano i concetto di documento originale e di copia conforme.

Questa metodologia di autenticazione dei documenti non è realizzabile nei documenti informatici, dove manca del tutto un supporto fisico.

Un documento informatico non è altro che un enorme numero binario (bit), una sequenza di uni e di zeri (dati), che codificano delle informazioni. Fornendo questi dati numerici ad un elaboratore elettronico su cui sono installati gli opportuni programmi, si ottengono le informazioni, in vari possibili formati (a video o stampati su carta, di tipo testuale, grafico, audio o multimediale).

I dati numerici possono essere memorizzati su diversi supporti fisici (di regola dischi magnetici o ottici) in modo da conservarli nel tempo. 

Una differenza importante rispetto ai dati memorizzati su supporto cartaceo è data dal fatto che i bit, per essere trasportati, sono di regola separati dal loro supporto di memorizzazione, e trasferiti attraverso diversi supporti fisici (vari tipi di circuiti di memoria, onde, altri supporti magnetici o ottici, ecc.). 

Nella società dell'informazione, i "documenti" che gli uomini creano, non sono scambiati attraverso oggetti materiali. Ciò che viene trasferito sono i dati, che si muovono passando su molti supporti diversi, fino ad arrivare su un sistema informatico interfacciato con gli utenti che dovranno accedere al documento. 

In realtà ciò che viene trasferito è l'informazione, non i dati . 

Possiamo considerare l'informazione come il frutto del dato binario più un opportuno sistema di codifica. Viaggiando l'informazione può essere gestita da un diverso sistema di codifica, e quindi occorre tradurre i dati in modo da garantire che l'informazione rimanga costante.

Per fortuna tutte queste operazioni sono  realizzate automaticamente dai sistemi informativi (grazie alla diffusione di standard), che provvedono a tradurre i dati in modo da garantire la costanza dell'informazione a secondo del sistema di codifica utilizzato. 

Ciò che è importante sottolineare e che l'avvento del documento elettronico produce una informatizzazione spinta dei processi e delle attività umane, anche in considerazione dell'inefficenza e dell'alto costo della doppia gestione, documento cartaceo  ed elettronico. 

Un 'altra problematica importante riguarda la tecnica di autenticazione delle informazioni, ciò la loro attribuzione sicura (possibilmente non ripudiabile) ad un determinato soggetto, che non può più dipendere dal supporto fisico di memorizzazione.

3) Dalla firma autografa alla firma elettronica

E' stato quindi necessario sviluppare un nuovo sistema di autenticazione delle informazioni che, per analogia con il mondo cartaceo, viene chiamato "firma" elettronica o digitale.

Questa non è altro che una informazione digitale, anch'essa un numero binario o sequenza di bit, che è in grado di dirci che un'altra sequenza di bit è autentica, cioè attribuibile con certezza ad un determinato soggetto.

Così come la firma autografa si basa sull'assunto che una determinata persona possa scrivere il proprio nome e cognome su un supporto che contiene informazioni, utilizzando segni caratteristici, non realizzabili da nessun altro; la firma elettronica si basa sull'assunto che un determinato sistema di elaborazione dei dati (dispositivo di firma) sia sotto il controllo di una determinata persona.

Questo dispositivo di firma deve essere in grado di elaborare  le informazioni da autenticare in maniera caratteristica (univoca), non realizzabile da nessun altro dispositivo e quindi da nessun altra persona.

1001101010010101001010101
1010101010101010000110110
0100010101010100110010010
1100101010010100101110001
0101010101100110101001010
0101010100101010101010101
00110110000100011110 ecc.

0101010100101010101010101
1100101010010100101110001
1010101010101010000110110
0100010101010100110010010
0101010101100110101001010
1001101010010101001010101
010101001100100101110 ecc.

L'informazione da autenticare 

La firma che autentica 
l'informazione 
e la attribuisce 
ad un determinato soggetto

Vedremo rapidamente in successivi capitoli come funziona in concreto la fima elettronica, ma possiamo già ora trarre una conclusione importante. 

I processi  di creazione, gestione, trasmissione, utilizzo ed archiviazione dei documenti elettronici sono del tutto diversi da quelli necessari per il documento cartaceo. 

Ciò significa che, di regola, il passaggio al documento elettronico presuppone il ridisegno dei processi delle organizzazioni che utilizzano documenti e la profonda integrazione dei processi con i sistemi informatici e telematici idonei a gestire i dati elettronici.

Questi cambiamenti rappresenteranno dunque un salto culturale e tecnologico che cambierà profondamente la storia e la vita dell'uomo. 

La differenza rispetto al passato è data dal fatto che la velocità dei cambiamenti ha raggiunto un punto tale da poter essere colta dalle generazioni nel corso della loro vita. 

Non è mai stato così prima, e dovrebbe esserlo molto di più per le generazioni future. 

4) Introduzione all'XML,  il nuovo linguaggio comune uomo-computer 

MEL-EX.GIF (25669 byte)Nel linguaggio umano l'uomo esprime concetti indicandoli con un nome. 

Se io dico "mela" mi riferisco chiaramente ad una tipologia o classe di oggetti che ha determinate proprietà, sufficienti a distinguerla da altre classi di oggetti, ad esempio da quella chiamata "pera". 

Se poi mi riferisco ad una ben determinata mela, questa avrà delle proprietà ben precise, ad esempio colore giallo.

Abbiamo visto come una caratteristica della società dell'informazione sarà l'immediata disponibilità di ogni dato che ci serve, grazie alla connessione globale e a dei linguaggi standard condivisi.

Ammettiamo che a me serva sapere, ad esempio, quanti grammi di proteine vi sono in 100 grammi di mela. Sicuramente sono pubblicati su Internet moltissimi documenti che contengono questa informazione, ma con i meccanismi attuali di ricerca può essere difficile e lungo ottenere il dato desiderato, e si è costretti a visionare risposte relative all'Hotel "Santa Lucia del Mela", alla mela di Adamo ed Eva, a vari Signor Mela, o citazioni letterarie che ne contengono il termine.

Gli esseri umani comprendono il contesto entro il quale si usa il nome "mela", ma non le macchine e i motori di ricerca. 

La diffusione dei database è dovuta principalmente al fatto che questi definiscono i dati entro determinati campi, dando loro una struttura comprensibile dalle applicazioni. 

Ma nella società dell'informazione questo non basta. Se io pubblico dei dati interessanti e inediti sulle proprietà delle mele, voglio che siano disponibili immediatamente a chiunque li cerchi. E soprattutto se io vendo un prodotto con caratteristiche che ritengo interessanti per una classe di persone, voglio che sia trovato da coloro che cercano quella data tipologia di beni economici.

Nella società connessa, l'uomo deve poter "parlare" alla rete, soprattutto quando intende inserire informazioni rilevanti. 

Per far questo deve utilizzare un linguaggio che sia universale  e comprensibile non solo dall'uomo, ma anche dalle "macchine", cioè dai programmi che sulla rete girano (motori di ricerca, ma non solo).

Questo linguaggio standard è l'XML, che vedremo meglio nei prossimi capitoli, parlando del formato della segnatura del protocollo.

Si tratta di un linguaggio per marcatori, che consente di dare un significato ai dati semplicemente marcandoli con dei segni universalmente accettati.

Ad esempio in XML la nostra mela potrebbe essere marcata in questo modo:

<frutto> <nome>mela</nome> </frutto>

mentre il signor Mela sarà marcato in quest'altro:

<persona> <cognome>Mela</cognome> </persona>

Grazie alle tacche o marcatori ("tag"), e ad eventuali attributi che possono contenere, io posso chiedere ed ottenere i dati sul frutto chiamato mela, e non avrò il disturbo di quelli sulla persona o sull'hotel, e nemmeno dei numerosi dati ulteriori che possono coesistere nei documenti che contengono l'informazione che desidero. 

Vediamo come può essere parte di un simile documento XML:

<frutto> 
  <nome>mela</nome>
  <ComposizioneChimica>
    <Acqua Unità="g/100g">85,6</Acqua>
    <Proteine Unità="g/100g">0,2</Proteine>
    <Lipidi Unità="g/100g">0,3</Lipidi>
  </ComposizioneChimica>
</frutto>

Si capisce come "la rete" potrà facilmente trovare il frutto dal nome mela, la sua composizione chimica, ed entro questa la quantità di proteine.

Io posso utilizzare dei marcatori personali, decisi da me e non comunicati a nessun altro,  oppure posso utilizzare marcatori definiti entro un DTD (iniziali di Document Type Definition, un documento che definisce i marcatori), che potrà dare all'agente (programma) che dovrà trattare le informazioni tutti i significati utili al processo di elaborazione.

L'XML è un linguaggio semplice ed intuitivo, in quanto pensato per essere compreso facilmente sia degli uomini che dalle macchine. 

La connessione globale in standard web con le informazioni strutturate in XML consentirà di realizzare pienamente il presupposto della società dell'informazione: l'immediata disponibilità di ogni dato a cui si è autorizzati ad accedere in tempo reale rispetto alla sua formazione, sia questo grezzo o il risultato di una serie di elaborazioni eseguite da applicazioni in grado di stabilire il significato delle informazioni ricevute.

5) Conoscenza, potere e responsabilità

Il possesso e l'efficace utilizzo dell'informazione è la base di ogni potere ed è anche il presupposto per ogni responsabilità, che implica la cognizione delle conseguenze legate all'utilizzo del proprio potere.

scheletro.jpg (52921 byte)Si potrebbe pensare che il potere dipenda dalla forza (fisica, militare, economica). Ma in ultima analisi il potere della forza è secondario e dipendente da quello della conoscenza. 

Per questo l'Homo Sapiens ha potuto fare estinguere la più massiccia e forte specie dell'Homo di Neandertal (nella foto) e può facilmente rinchiudere i possenti leoni in uno zoo.

Anche la forza economica e militare si costruisce grazie al  controllo dell'informazione.

Tanto più  disponibili sono le informazioni, tanto più distribuito sarà il potere. Seguendo questa regola, nella storia si passa dal potere quasi assoluto dei Faraoni ed imperatori delle antiche civiltà, alle aristocrazie nobiliari, alla borghesia produttiva, fino alla più diffusa distribuzione che si ha nelle democrazie moderne.

La disponibilità delle informazioni dipende da due fattori principali.

  1. Il primo è il "supporto" su cui sono immagazzinate. 
    Tanto più questo è duraturo e facilmente riproducibile, tanto maggiore sarà la disponibilità delle informazioni.
    Nella storia dell'umanità, si è passati dall'uso della semplice e labile memoria umana, alla più stabile e permanente scrittura su supporti via via sempre più stabili e riproducibili. Oggi si passa ai supporti di tipo informatico (magnetici e ottici), sui quali è possibile riprodurre l'intera enciclopedia Treccani nel giro di minuti o addirittura di secondi.
     

  2. Il secondo è il modo in cui le informazioni vengono trasmesse.
    Tanto più la trasmissione è rapida, diffusa e personalizzata, tanto maggiore sarà la disponibilità delle informazioni. 
    Si è passati dalla trasmissione orale, a quella attraverso manoscritti, a quella più moderna seguita all'invenzione della stampa. 
    In questo secolo abbiamo avuto la trasmissione analogica prima (onde: televisione e telefono tradizionale), rapida e diffusa, ma scarsamente personalizzabile, e quella digitale o telematica poi, che introduce un salto di qualità sia nella velocità della trasmissione (recupero di ogni informazione in tempo reale), sia nella sua capillarità (ogni individuo potrà facilmente accedervi), sia nella personalizzazione (ognuno potrà avere esattamente le informazioni di cui ha bisogno).

Con la maggiore disponibilità delle informazioni che deriva dallo sviluppo delle nuove tecnologie, aumenterà il potere e la cultura dei cittadini, che potranno esercitarlo nei modi più vari, sia come consumatori che come detentori dei diritti politici. 

Le imprese, ma anche la Pubblica Amministrazione, tenderanno in misura crescente ad adottare funzionalità cosiddette "customer-oriented", orientate al cliente (o all'utente).

Ma il passaggio dalla gestione cartacea delle informazioni a quella telematica, creerà cambiamenti strutturali in tutti gli aspetti della vita sociale.

 

6) Un mondo che cambia sotto i nostri occhi

Il mondo sta correndo a grandi passi verso un profondo cambiamento, che viene comunemente designato con il termine "società dell'Informazione".

Noi oggi sappiamo che nei prossimi dieci anni vi saranno cambiamenti nella struttura economica e sociale del mondo, non minori rispetto a quelli che si sono verificati nell'intero secolo che ci lasciamo alle spalle.

Può sembrare un'affermazione azzardata, ma vi sono fatti e cifre a sostenerla, e tutte le previsioni dei cosiddetti "esperti" sono concordi. 

Il solo commercio elettronico cambierà "il modo in cui lavoriamo, acquistiamo, ci informiamo, facciamo affari". 

In pochi anni, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, gran parte del commercio elettronico cosiddetto  "business-to-business" (tra aziende) si è  trasferito sulla rete telematica mondiale Internet. 

Anche il commercio elettronico al dettaglio si sta diffondendo più gradualmente, ma interesserà quasi tutti i settori (a sinistra un grafico del 1998 con le previsioni della Forrester Research, uno dei più autorevoli Istituti di ricerca americani su questo settore).

Queste previsioni sono state state ampiemente superate dai dati reali. 

Sempre secondo la Forrester Research, nel 2.002  la spesa per transazioni elettroniche nei soli Stati Uniti ha raggiunto la cifra di 1.411,3 miliardi di dollari ed entro il 2004 supererà i 3.000 miliardi di dollari e, a livello mondiale, passerà dai 2.230 miliardi di dollari del 2002, a 6.800 miliardi di dollari entro il 2004.

Di seguito le previsioni di crescita per Paese (dati espressi in miliardi di dollari USA):

Paese 2002 2004

% e-commerce (2004)

Stati Uniti 1.411,3 3.189,0 47,0%
Regno Unito 83,2 288,8 4,2%
Australia 36,9 207,6 3,0%
Canada 68,0 160,3 2,3%
Tot. Paesi Anglofoni 1.599,4 3.845,7 56,6%
Giappone 146,8 880,3 13,0%
Germania 102,0 386,5 5,7%
Cina e asia 63,6 356,2 5,2%
Francia 49,1 206,4 3,0%
Corea 39,3 205,7 3,0%
Italia 33,8 142,4 2,1%
Messico 15,9 107,0 1,6%
Olanda 30,7 98,3 1,4%
America Latina 13,7 81,8 1,2%
Altri Paesi 133,9 479,5 7,0%
Totale paesi non anglofoni 628,8 2.944,1 43,4%
TOTALE 2228,2 6789,8 100,0%

 

7) Il recupero dell'Europa e dell'Italia

L'Europa ed il resto del mondo in generale sono ancora in ritardo rispetto agli Stati Uniti nella diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione. 

Questo divario si sta riducendo gradualmente, soprattutto se le politiche e le legislazioni degli Stati Europei saranno coerenti con questo obiettivo. 

Più in generale è prevista una crescita notevole per i paesi non anglofoni, a cominciare dal Giappone. 

In Europa l'Italia passerebbe dai 33 miliardi di dollari del 2002 ad oltre 140 miliardi di dollari del 2004, accentuando però il proprio ritardo su paesi come la Germania (che si avvicinerà ai 400 miliardi di dollari) e la Francia (che supererà i 200 miliardi di dollari).

Il rapporto di ottobre 2002 del Comitato eBusiness dell'IPI, Istituto per la Promozione Industriale, "nello scenario europeo l'Italia si pone in settima posizione in una graduatoria stilata dall'Ice che prende in esame i volumi dei ricavi derivanti dall'e-commerce B2B del 2000".


Fonte: Elaborazione Ipi su dati Ice

"In termini di volume di ricavi da e-commerce B2B (grafico in alto), il peso del nostro paese (5%) si discosta significativamente dal 27% della Germania e del Regno Unito e dal 10% della Francia e l'Italia è preceduta dai Paesi Bassi (7%), dalla Svezia (7%) e Finlandia (6%)."


Fonte: Elaborazione Ipi su dati Ice

Dai dati di previsione risulta per l'Italia  "un tendenziale allontanamento dalla media europea con un conseguente allargamento del divario tecnologico esistente".

Il ritardo dell'Italia è confermato anche da altri indicatori, quali:

  1. la % di uso del computer nelle imprese (Italia 86%, contro una media europea del 92%)

  2. Accesso al web delle imprese (Italia 66% contro una media europea del 68%)

  3. Presenza delle imprese del web con un sito proprio (Italia 9% contro una media europea del 46%)


Le imprese Europee con un sito web (Elaborazioni IPI su dati Eurostat)

  1. Imprese che fanno acquisti sul web (Italia 10% contro una media Europea del 26%)


Le imprese Europee con un fanno acquisti via web (Elaborazioni IPI su dati Eurostat)

  1. Imprese che vendono via web (Italia 3% contro una media Europea del 18%) 


Le imprese Europee con un vendono via web (Elaborazioni IPI su dati Eurostat)

Infine secondo una previsione dell’Ice (Suvey 2001 – eMarketplaces in Italia, e ruolo degli eMarketplaces nel commercio internazionale),  "i ricavi generati dall’ e-commerce B2B in Italia avranno un incremento di ben oltre il 100% annuo, raggiungendo i 28,2 miliardi di $ nel 2004.

 


Evoluzione dei ricavi B2B in Italia - Fonte: Elaborazione Ipi su dati Ice

Per quanto riguarda il commercio elettronico B2C (Business to Consumer), la posizione italiana è del tutto marginale ed anomala rispetto a Paesi quali gli Stati Uniti o il Giappone ed in Europa a paesi quali la Gran Bretagna o la Germania.

 Secondo uno studio dell'OCSE relativo all'anno 2.000 (Business-to-Consumer E-Commerce Statistics Studi OCSE presentato a Berlino il 13-14 marzo 2001), il giro d'affari del commercio elettronico B2C nei principali paesi è il seguente:

Paesi Valore (anno 2.000)
Stati Uniti 25.845
Giappone 7.644
Germania 1.199
Francia 345
Italia 194
Gran Bretagna 1.040
Canada 774
TOTALE OCSE 37.041



Fonte: Elaborazione Ipi di dati OCSE

8) Le dimensioni di Internet

Quanti sono gli utenti Internet? A questa domanda si può rispondere con delle stime che si possono effettuare in vari modi. 

  1. Un primo modo è quello di effettuare indagini statistiche a campione. 

  2. Un secondo modo è quello di contare il numero "host" (in sostanza computer connessi ad Internet).

a) Indagini statistiche

Secondo una ricerca di eMarketer riportata dal Ministero per le Innovazioni e le Tecnologie, la popolazione mondiale di Internet si attesterà, entro il 2004, su 725 milioni di utenze. La distribuzione geografica prevista per il 2003 sarà così divisa: Europa 30,5%, Asia-Area Pacifico 32,5%, Nord America 28,7%, America Latina (incluso Messico) 8,3%.

La NUA pubblica una stima aggiornata degli utenti Internet in tutto il mondo, elaborando ricerche effettuate nei vari paesi, e rapportandola alla popolazione totale dello Stato considerato, in modo da poter fare confronti significativi. Nei dettagli per Stato pubblica la fonte e la data della ricerca.

Secondo la NUA gli utenti Internet in tutto il mondo (dati settembre 2002) sono 605.600.000.

Più del 90% di questi si trovano quasi equamente suddivisi in tre continenti: Europa, Asia (soprattutto Giappone, Australia, Cina e Corea) e America del Nord (USA e Canada).

E' evidente come il predominio USA della rete, almeno dal punto di vista del numero di persone connesse, è superato. Internet è diventato un fenomeno di massa mondiale, anche se permangono vaste aree del mondo in forte ritardo, come l'Africa, il Medio Oriente, l'America Latina ma anche varie parti dell'Asia.

N Area geografica Numero %
1 Europa 190.910.000 31,52%
2 Asia e Pacifico 187.240.000 30,92%
3 USA e Canada 182.670.000 30,16%
4 America Latina 33.350.000 5,51%
5 Africa 6.310.000 1,04%
6 Medio Oriente 5.120.000 0,85%
  TOTALE 605.600.000 100,00%

Tra i paesi Europei, in l'Italia vi sarebbero, ad Agosto 2001, oltre 19 milioni di persone che utilizzano Internet (circa un terzo della popolazione), in significativo recupero sul ritardo rispetto a paesi come l'Inghilterra, la Svezia, la Norvegia, l'Olanda e la Danimarca, che hanno (con dati aggiornati a metà 2002) più di metà della popolazione con connessione ad Internet. 

Nella seguente tabella sono riassunti i dati dei principali paesi Europei.

Paese Data
rilevamento
Istituto di
Ricerca
Utenti rilevati % sulla pop. totale
Regno Unito Settembre 2002 Nielsen-Netratings 34.300.000 57,24%
Svezia Settembre 2002 Nielsen-Netratings 6.200.000 67,81%
Spagna Maggio 2002 AIMC 7.890.000 19,69%
Norvegia Luglio 2002 Norsk Gallup 2.680.000 59,2%
Olanda Settembre 2002 Nielsen NetRatings 9.730.000 60,83%
Italia Agosto 2001 Nielsen NetRatings 19.250.000 33,37%
Germania Agosto 2002 SevenOne Interactive 32.100.000 38,91%
Francia Maggio 2002 Mediangles 16.970.000 28,39%
Finlandia Maggio 2002 Taloustukimus Oy 2.690.000 51,89%
Danimarca Luglio 2002 Nielsen NetRatings 3.370.000 62,73%
Belgio Agosto 2002 Nielsen-Netratings 3.760.000 36,72%
Austria Giugno 2002 Media Research 3.700.000 45,20%
Irlanda Settembre 2002 Nielsen NetRatings 1.310.000 33,72%
Russia Dicembre 2001 ROCIT 18.000.000 12,42%
Svizzera Giugno 2002 Nielsen NetRatings 3.850.000 52,70%

b) Conteggio degli host

E' anche possibile stimare le "dimensioni" di Internet contando tutti gli host (indirizzo IP attivi, con relativo nome di dominio. Per semplificare possiamo considerarli come singoli computer collegati, siano client o server). Sugli Host vengono ospitati i siti (server) e possono collegarsi uno o più utenti contemporaneamente (con un proxy) e spesso tanti utenti in tempi diversi, telefonando al loro fornitore di accesso.

E' spesso difficile paragonare i dati forniti, in quanto le ricerche sono fatte in tempi diversi, di cui bisogna tener conto, data la velocità con cui i dati si modificano.

Per quanto riguarda il numero degli Host, la NISC (Internet Software Consortium) (ex Net Wizard) fa un censimento il più possibile completo (ma sempre per difetto) ogni 6 mesi. Ecco il grafico dei dati raccolti fino a gennaio 2003, con la relativa tabella:

I nodi (Host) su Internet da agosto 1981 a gennaio 2003 (ISC)

Data
Host
Data
Host
08/81
213
10/92
1.136.000
05/82
235
01/93
1.313.000
08/83
562
04/93
1.486.000
10/84
1.024
07/93
1.776.000
10/85
1.961
10/93
2.056.000
02/86
2.308
01/94
2.217.000
11/86
5.089
07/94
3.212.000
12/87
28.174
10/94
3.864.000
07/88
33.000
01/95
5.846.000
10/88
56.000
07/95
8.200.000
01/89
80.000
01/96
14.352.000
07/89
130.000
07/96
16.729.000
10/89
159.000
01/97
21.819.000
10/90
313.000
07/97
26.053.000
01/91
376.000
01/98
29.670.000
07/91
535.000
07/98
36.739.000
10/91
617.000
01/99
43.230.000
01/92
727.000
07/99
56.218.000
04/92
890.000
01/00
72.398.092
07/92
992.000
 
 

Anche i conteggi dei nodi su Internet segnalano un forte recupero dell'Italia. Ecco la tabella del numero degli host raggruppati per dominio di primo livello, comparando i dati ISC del gennaio 2000 con quelli del gennaio 2003.

N dom. Significato Numero Host 2003 Numero Host 2000 Modifica %
1 net  Network 61.945.611 16.853.665 268%
2 com   Commerciali  40.555.072 24.863.331 63%
3 jp  Giappone 9.260.117 2.636.541 251%
4 edu  Università (USA) 7.459.219 6.085.137 23%
5 it Italia 3.864.315 658.307 487%
6 ca Canada 2.993.982 1.669.664 79%
7 de Germania 2.891.407 1.702.486 70%
8 uk Regno Unito 2.583.753 1.901.812 36%
9 au Australia 2.564.339 1.090.468 135%
10 nl Olanda 2.415.286 820.944 194%
11 br Brasile 2.237.527 446.444 401%
12 tw Taiwan 2.170.233 597.036 264%
13 fr Francia 2.157.628 779.879 177%
14 mil militari (USA) 1.880.903 1.751.866 7%
15 us Stati Uniti 1.735.734 1.875.663 -7%
16 es Spagna 1.694.691 415.641 308%
17 se Svezia 1.209.266 594.627 103%
18 dk Danimarca 1.154.053 336.928 243%
19 fi Finlandia 1.140.838 631.248 81%
20 org Associazioni senza fini di lucro (USA) 1.116.311 959.827 16%
21 mx Messico 1.107.795 404.873 174%
22 be Belgio 1.052.706 320.840 228%

Come si vedei in soli due anni i domini .it sono quasi quintuplicati, e l'Italia è diventato il paese con il maggior numero di nodi su Internet (vedi grafico sottostante). 

crescita
Numero di Host nei paesi europei: dati ISC 2003

    Numero di host
febbraio 2003
% su
Europa
Per 1000
abitanti
1 Italia 3.864.315 14,0 68,6
2 Olanda 3.336.422 12,1 207,9
3 Gran Bretagna 3.058.155 11,1 51,0
4 Germania 2.923.327 10,6 35,5
5 Francia 2.157.628 7,8 36,7
6 Spagna 1.694.601 6,1 41,2
7 Finlandia 1.220.062 4,4 234,9
8 Svezia 1.209.266 4,4 136,1
9 Danimarca 1.154.053 4,2 215,8
10 Belgio 1.052.706 3,8 102,6
11 Polonia 843.475 3,1 21,8
12 Austria 838.026 3,1 103,9
13 Russia 800.277 2,9 5,5
14 Svizzera 723.243 2,7 99,1
15 Norvegia 634.098 2,3 140,3
16 Repubblica Ceca 362.083 1,3 35,2
17 Portogallo 291.355 1,1 28,1
18 Ungheria 254.462 0,9 25,0
19 Israele 232.300 0,9 36,5
20 Turchia 220.895 0,8 3,3
21 Grecia 202.525 0,7 18,5
22 Irlanda 139.470 0,5 36,4
23 Ucraina 130.569 0,5 2,6
24 Estonia 109.643 0,4 80,2
25 Romania 91.670 0,3 4,1
26 Islanda 91.171 0,3 323,3
27 Slovacchia 88.784 0,3 16,5
28 Emirati Arabi 81.414 0,3 26,8
29 Lituania 54.605 0,2 15,2
30 Croazia 40.933 0,2 9,3
31 Slovenia 37.651 0,1 19,3
32 Lettonia 35.429 0,1 14,9
33 Bulgaria 32.986 0,1 4,1
  Unione Europea 23.159.753 84,4 62,0
  Europa 27.568.091   39,3

Queste cifre ci dicono che, in pochissimi anni,  il mondo si è trasformato, e, almeno nei paesi più avanzati, la maggior parte dei cittadini e delle aziende sono connessi in rete, dove possono effettuare un numero crescente di funzioni che prima avvenivano solo nei rapporti reali (non solo il dialogo e gli scambi culturali, ma anche le transazioni commerciali, lo scambio di servizi, il telelavoro, il lavoro di gruppo, ecc.). 

Occorre anche avere chiaro che  Internet sta cambiando, grazie a nuove tecnologie (larga banda, wireless) e a sempre più efficaci applicazioni web (in particolare con l'utilizzo dell'XML come formato standard per i dati e le smart card con la firma elettronica). 

Grazie a questi cambiamenti il commercio in rete potrà diventare davvero di massa e molte funzioni della società dell'informazione saranno eseguite automaticamente da computer interoperanti in rete.  Non ci vorrà molto, e per chi avrà gli occhi per guardare, le sorprese non mancheranno

Qualcuno si sarà chiesto cosa centra tutto ciò con il protocollo informatico. 

In realtà è proprio con questi dati che è possibile comprendere sia le motivazioni che spingono la Pubblica Amministrazione ad avviare rapidamente una profonda trasformazione, sia la direzione che questa assumerà, sia infine la velocità che i cambiamenti dovrebbero avere. 

Il protocollo informatico, insieme al documento elettronico con firma digitale, è la condizione preliminare per consentire alla Pubblica Amministrazione di stare al passo con i rapidi cambiamenti che avvengono intorno ad essa, per non diventare obsoleta e quindi essere esclusa dalle dinamiche di un mondo che trasferisce le relazioni tra gli uomini in uno spazio virtuale nel quale dovremo tutti imparare a vivere e lavorare..

Per approfondire

Da Internet a Gutemberg, testo della conferenza tenuta da Umberto Eco presso "The Italian Academy for Advanced Studies in America"

Il Commercio Elettronico in Italia, documento a cura del Comitato e-Business dell'IPI - Area Politiche e Studi - Dipartimento Politiche per il Commercio e i Servizi

 


Segue: 4 - la grande riforma

 


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