Parliamo di eGovernment!
di Francesco
Cotroneo
ASMTEL
Area eGovernment
Primo gennaio 2004: una data da
prendere sul serio
30 settembre 2003
Avrete senz'altro notato sulla pagina
principale del nostro sito un contatore, che scandisce il tempo che manca al primo gennaio 2004.

Sono rimasti solo 92
giorni e qualche ora per l'appuntamento della Pubblica Amministrazione italiana con la storia,
che potrebbe ricordare proprio questa quale data-simbolo dell'avvento del
documento elettronico nel nostro paese.
Il primo gennaio 2004 è stato fissato dalla
normativa fin dal 1998, con il DPR
428/98 ( art.
21, comma 3), poi confermato dal Testo Unico per la documentazione
amministrativa (DPR
445/2000 - art
50, comma 3).
Più di cinque anni son passati, e fra pochi mesi
vedremo quanti enti hanno ben utilizzato questo tempo, per riuscire a
presentarsi puntuali all'appuntamento. Potremo anzi seguire la situazione in
tempo reale, grazie all'Indice
delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), presso il quale sono tenute ad
accreditarsi tutte le Pubbliche Amministrazioni che hanno attivato il nuovo
servizio.
Oggi possiamo solo rilevare che, al 30 settembre
2003, sono solo tre
gli
enti che hanno compiuto l'atto formale finale previsto dalle
disposizioni ministeriali, cioè l'accreditamento e la pubblicazione sull'IPA delle informazioni sulle
proprie Aree Organizzative Omogenee, con i relativi indirizzi di posta elettronica
istituzionale, dove
poter inviare validamente documenti elettronici ufficiali.
Si tratta del Comune
di Lugo, in provincia di Ravenna, del Centro
Tecnico della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell'Ordine
Mauriziano.
Il Comune di Lugo è il primo ed unico comune che
ha pubblicato due Aree Organizzative Omogenee con i relativi indirizzi di Posta
Elettronica Istituzionale.
Abbiamo provato ad inviare una lettera di posta elettronica a
questi indirizzi, per segnalare al comune questo fatto importante. Purtroppo non
abbiamo ricevuto, come ci saremmo aspettati, una ricevuta di presa in carico della
missiva da parte del sistema di posta certificata, e nemmeno le ricevute di avvenuta consegna, accettazione
oppure di ripudio, fatto che sembrerebbe indicare che gli indirizzi pubblicati non
corrispondono a caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC), come previsto
dalle norme.
Se così fosse sarebbe preoccupante che il Centro
Tecnico, che verifica
e certifica la conformità alle norme dei sistemi e dei servizi di PEC,
non si accerti della conformità degli indirizzi delle caselle istituzionali
indicati dagli enti che si accreditano.
E' difficile sfuggire alla sensazione che ancora
manchi in gran parte dei protagonisti di questa importante iniziativa la
necessaria chiarezza degli obiettivi da raggiungere e delle coerenti azioni da
intraprendere.
Eppure la normativa prescrive in maniera chiara
l'attivazione almeno di un servizio minimo, che deve essere operativo a partire dal primo gennaio 2004, quando
ogni ente potrà produrre documenti elettronici firmati digitalmente e
registrati su un archivio informatico.
Questi documenti dovranno necessariamente poter
essere trasmessi ad ogni pubblica amministrazione, che allo scopo dovrà utilizzare caselle di posta elettronica certificata, e sistemi informatici
idonei a verificare, protocollare, firmare ed archiviare i documenti elettronici
ricevuti.
Queste funzioni devono essere garantite
dall'attivazione di un nuovo servizio, chiamato per brevità di "Protocollo
Informatico", e per esteso "servizio per la tenuta del protocollo
informatico, della gestione dei flussi documentali e degli archivi" (art.
61,comma 1 DPR 445/2000), organizzato per grandi Aree Organizzative
Omogenee.
Ogni ente deve infine pubblicare su un registro (l'Indice delle Pubbliche
Amministrazioni)
l'indirizzo della casella di Posta Elettronica Istituzionale, dove gli altri enti e gli
utenti, cittadini ed imprese, possono inviare validamente documenti elettronici
firmati digitalmente.
Tutto qui. Credo che sarebbe saggio concentrarsi su questo
obiettivo minimale ma essenziale, che, come ho
cercato di sostenere in precedenti articoli, non
solo è condizione indispensabile per l'attivazione di qualunque servizio di
eGovernment, ma realizza da solo il fondamento dell'eGovernment, che
consiste nell'abilitare l'ente alla ricezione/invio, firma, verifica, gestione ed
archiviazione di documenti
elettronici firmati digitalmente.
Le tecnologie
ed i servizi informatici necessari sono disponibili, possono ormai essere facilmente reperiti sul mercato e sono perfino forniti dal Ministero per
l'Innovazione e le Tecnologie, che già distribuisce servizi di Posta
Certificata e firma digitale e presto fornirà
un sistema per la gestione documentale e del protocollo.
Serve la volontà politica insieme alla consapevolezza che
non sono possibili rinvii di lunga durata.
Il ritmo dei cambiamenti e l'impatto
delle tecnologie sugli uomini e sulle organizzazioni sociali sono tali da non lasciare troppe speranze a chi
vorrebbe restare fermo. Forse un conto alla rovescia è iniziato
davvero anche per la vecchia ed immobile Pubblica Amministrazione Italiana.
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