Parliamo di eGovernment!
di Francesco
Cotroneo
ASMTEL
Area eGovernment
Standard comuni ed architetture condivise per la Pubblica
Amministrazione:
8 agosto 2003
In quest'ultimo scritto, prima della opportuna pausa
estiva, cercherò di completare il discorso, avviato con i precedenti articoli,
sugli standard comuni e sull'architettura condivisa della futura
teleamministrazione italiana. Mi propongo di approfondire con maggior
dettaglio questo tema, inclusi i servizi web XML/SOAP, nei prossimi articoli a
partire dal prossimo Settembre.
Riprendiamo la parte destra della slide di Elena Tabet (presentazione
pdf, 440 k) relativa all'architettura prevista dal Piano di eGovernment,
alla quale abbiamo fatto una leggera modifica per indicare che anche le Pubbliche
Amministrazioni, così come i cittadini e le imprese, devono poter accedere ai
servizi erogati potenzialmente da ogni ente pubblico, anche attraverso interfaccia
specializzate.
In questa architettura, ben descritta dal punto di
vista organizzativo nell'allegato
uno e da quello tecnico nell'allegato
due al primo avviso del Piano di eGovernment, possiamo quindi individuare tre
attori principali:
-
Gli utenti, che sono tutti quei soggetti che
chiedono servizi alla Pubblica Amministrazione.
-
Il sistema di Front Office, rappresentato
dai canali di accesso a questi servizi
-
Il sistema degli enti erogatori dei servizi
1 - Gli utenti, possono essere classificati
in tre gruppi: cittadini, imprese ed altre Pubbliche Amministrazioni:

2 - Il Front Office unico ed integrato,
è formato da canali telematici e canali fisici. Il Front Office è realizzato sia
da Pubbliche Amministrazioni (di regola i Comuni) sia da altri soggetti
convenzionati (lottomatica, banche, tabaccai, gestori di portali e call center,
ecc.), e fornisce tutti i servizi della Pubblica Amministrazione accessibili per
via elettronica.

Nell'allegato 1 invece di computer si
parla di Portale. Noi abbiamo preferito definire l'oggetto a cui l'utente si
rivolge per accedere al servizio, in quanto l'accesso tramite portale è un
elemento costante del Front Office.
Da notare che la differenza tra Front
Office telematico e fisico riguarda il lato utente. Questo può essere per un
computer da casa o dall'ufficio, il cellulare, un chiosco o ogni altro strumento
telematico. L'ente erogatore del servizio dovrebbe invece relazionare con
il front office telematico o fisico, solo per via telematica, attraverso
documenti elettronici.
3 - Il terzo componente fondamentale è costituito
dagli Enti della Pubblica Amministrazione erogatori dei servizi, e
nello specifico dalle Aree Organizzative Omogenee (AOO) di riferimento, che dovranno fornirli per via telematica, secondo degli standard definiti.

I diagrammi che stiamo usando sono UML standard
(diagrammi delle classi), e, come vedete, sono molto semplici da comprendere.
Potete comunque trovare materiali e tutorial sull'UML in italiano su internet, ad esempio nel sito di
analisi-disegno.com.
Questi tre attori principali nello scenario di
eGovernment, interagiscono principalmente attraverso la richiesta/erogazione di
servizio (tralasciamo per il momento il meccanismo della notifica di evento):

E' evidente che per far funzionare questa
architettura occorre garantire l'interoperabilità di tutti i sistemi
informatici, non solo di quelli degli enti della Pubblica Amministrazione, ma
anche quelli dei cittadini, delle imprese e di eventuali soggetti terzi
coinvolti nell'erogazione dei servizi. Da qui la centralità degli standard
internet, che garantiscono l'interoperabilità dei sistemi tecnologici a livello
mondiale.
Se isoliamo gli utenti come attori esterni, e
chiamiamo sistema "Pubblica Amministrazione elettronica" il sistema
integrato costituito dal Front Office e dagli Enti erogatori dei servizi,
possiamo definire il caso d'uso "l'utente accede ad un servizio" come
la funzionalità principale del sistema di eGovernment:

La cui realizzazione può essere
schematizzata come segue:

E' evidente come il sistema informativo del Front
Office ha bisogno di un sistema per cercare, trovare e cooperare con il sistema
informativo che gestisce il servizio richiesto dall'utente.
Da qui la centralità del registro o indice dei
servizi, che sarà fornito dall'indice
delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), già avviato dal Centro Tecnico e
previsto dalle regole tecniche sul protocollo informatico (DPCM
31/10/2000).
Inserendo quest'oggetto nel nostro diagramma delle
classi, otteniamo:

Ogni ente dovrebbe pubblicare i propri servizi su
un registro standard (UDDI), rendendoli così accessibili alle applicazioni
(portali) dei soggetti che andranno a formare il front office (portali
nazionali, locali, applicazioni varie di Pubbliche Amministrazioni, call
center, ecc.).
Possiamo quindi disegnare il diagramma di sequenza
che realizza il caso d'uso "accede ad un servizio" inserendo il ruolo
del registro:

Il diagramma modella lo scenario principale ad alto
livello, per evidenziare solo le interazioni principali, che possono essere così
descritte:
-
L'utente richiede il servizio ad un canale di
Front Office, utilizzando un sistema di autenticazione (identificazione del
soggetto che crea, visiona, modifica o invia dati elettronici) e i dati richiesti per l'erogazione del servizio. L'utente può disporre della firma digitale o della CIE/CNS per l'accesso
diretto per via telematica, oppure anche solo della carta di identità cartacea, per
l'accesso indiretto, attraverso lo Sportello Unico di Front Office, uno
sportello realizzato da reti terze (ad esempio la rete lottomatica, che ha
già avviato iniziative in tal senso).
-
L'applicazione di Front Office (un portale
dell'utente, sia esso impresa, cittadino, altra PA o operatore dello
sportello unico o del call center), utilizzando parte dei dati ottenuti
dall'utente stesso (ad esempio un identificativo del comune dell'utente e un
identificativo del servizio), ricerca il servizio sul registro, inviando una
specifica richiesta.
-
il registro restituisce le informazioni
necessarie all'accesso da parte del portale, eventualmente consultando altri
registri collegati.
-
Il Front Office, utilizzando le informazioni
ottenute dal registro, richiede i dati specifici del servizio
all'utente.
-
L'utente fornisce i dati richiesti al Front
Office
-
Il sistema di Front office, utilizzando le
informazioni ottenute dal registro ed i dati dell'utente, confeziona i
documenti elettronici, li inserisce in un messaggio XML/SOAP (chiamato busta
di eGovernment nell'allegato
2 al primo avviso), e li invia all'ente erogatore del servizio,
insieme alle credenziali dell'utente (firma digitale dell'utente oppure
firma digitale dello sportellista che ha identificato l'utente e dichiara
che il contenuto dei documenti è stato approvato dall'utente). L'invio
avviene utilizzando un sistema di posta elettronica certificata, che
garantisce l'avvenuta consegna, come previsto dal DPR
445/2000.
-
L'ente erogatore del servizio restituisce al
front office i documenti di risposta firmati elettronicamente dal
responsabile del servizio (ricevute, certificati, dati), sempre utilizzando un servizio di posta
elettronica certificata (in pratica, in caso di Front Office virtuale,
vengono inviati direttamente alla casella di posta certificata dell'utente).
-
Il Front Office invia i documenti elettronici o
direttamente in formato elettronico (se l'utente dispone di una casella di
posta elettronica certificata), oppure lo Sportello di Front Office
predispone una copia conforme cartacea della documentazione, e la consegna
all'utente se presente allo sportello oppure la invia al domicilio di questo
attraverso la posta tradizionale.
Nei precedenti articoli abbiamo iniziato ad
identificare alcuni
dei principali requisiti che questi attori dell'eGovernment devono possedere per poter
essere parte di questa architettura di eGovernment.
-
Gli utenti: per accedere direttamente ai
canali virtuali devono disporre di un idoneo dispositivo (computer, PDA,
ecc), e di una Smart Card dotata di Firma digitale qualificata, o della CNS/CIE
(art.
38, comma 2 del DPR 445/2000: "Le
istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide: a) se
sottoscritte mediante la firma digitale, basata su di un certificato
qualificato, rilasciato da un certificatore accreditato, e generata mediante
un dispositivo per la creazione di una firma sicura; ovvero quando l'autore
e' identificato dal sistema informatico con l'uso della carta d'identita'
elettronica o della carta nazionale dei servizi". Gli stessi
strumenti sono idonei per l'accesso a banche dati che richiedano
l'identificazione dell'utente (art.
59, comma 3 DPR 445/2000). Inoltre per poter
ricevere dei documenti dalla Pubblica Amministrazione, che richiedano la
garanzia dell'avvenuta consegna, deve dotarsi di una casella di Posta
Elettronica Certificata.
-
Il Front Office: deve disporre di
applicazioni web in grado di "consumare" servizi web (web services
consumer), e di interfacciarsi direttamente con i registri UDDI. Le
applicazioni possono essere utilizzate direttamente dagli utenti (portali per gli utenti
finali), oppure da un operatore autorizzato (portali degli sportelli unici, del call
center, delle PA), che agisce come intermediario nella erogazione dei
servizi elettronici, identificando gli utenti che non dispongono di firma
digitale, e
trasformando i documenti cartacei eventualmente forniti dagli utenti, in
documenti elettronici. Il front office è realizzato da un ente
pubblico (principalmente Amministrazioni Comunali), ma anche da enti o aziende private
convenzionate (lottomatica, poste, banche, ecc).
-
Gli enti che erogano i servizi: come
abbiamo visto negli articoli precedenti, per poter partecipare
all'architettura di eGovernment, devono attivare il nuovo servizio di protocollo
informatico, con la casella di posta certificata, per poter ricevere, inviare
protocollare e gestire i documenti elettronici;
devono inoltre trasformare gli attuali servizi di sportello in "servizi elettronici di
interoperabilità" erogati attraverso la porta delegata del proprio
sistema informativo, come servizi web.
-
La Pubblica Amministrazione Centrale, ed
in particolare il Ministero per le Innovazioni e le Tecnologie, dovranno
attivare i "servizi di interoperabilità", a cominciare
dall'indice delle Pubbliche
Amministrazioni, che andrà integrato in un vero e proprio registro
dei servizi di eGovernment, realizzato come servizio web (standard UDDI).
Vediamo più in dettaglio, utilizzando un semplice
diagramma delle attività (UML), il flusso di comunicazione che si stabilisce
tra le applicazioni del Front Office (client), cioè i portali, che danno
accesso agli utenti umani a servizi elettronici distribuiti (web services):

Nell'architettura di eGovernment
l'interoperabilità si ottiene esponendo sul web "servizi applicativi"
in modalità standard (XML/SOAP), e pubblicandoli su un apposito registro, in
modo da poter essere scoperti, compresi e utilizzati da altre applicazioni che
non hanno alcuna conoscenza a priori della loro esistenza.
L'interoperabilità è la condizione indispensabile
per poter attuare il disegno di eGovernment.
Possiamo distinguere una interoperabilità di base,
garantita principalmente dall'aderenza agli standard tecnologici, standard Internet definiti dal consorzio
w3C, dall'IETF e da altre autorità di
normazione riconosciute, ed una interoperabilità specifica, che dovrà essere garantita da
standard definiti da autorità centrali della Pubblica Amministrazione, a
livello nazionale o sovranazionale (in particolare europeo),
A tal proposito, è di questi giorni il documento
della Commissione Europea sull'interoperabilità dei sistemi informativi e dei
servizi delle Pubbliche Amministrazioni, che si occupa
dell'interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e tra queste e le
imprese.
Il documento distingue tre tipi di
interoperabilità:
-
tecnica: per far relazionare fra di loro
i sistemi informativi e far interoperare le applicazioni.
-
semantica: per
assicurare l'univoco e preciso significato delle informazioni
scambiate tra sistemi informativi non noti a priori. Standard di questo tipo
sono, ad esempio, i DTD della segnatura di protocollo o quello di Norme in
Rete, l'indice delle Pubbliche Amministrazioni, gli standard per la CIE e la
CNS. Su questo punto sarà essenziale formalizzare la classificazione dei
servizi delle Pubbliche Amministrazioni, già iniziata con l'allegato
1 al primo avviso con il piano di eGovernemnt, per definire ciascun
servizio in maniera univoca a livello nazionale o europeo.
-
organizzativa: per
attribuire ruoli, doveri e
responsabilità precise ad ogni organizzazione coinvolta in processi
condivisi, come quelli che si aprono nello scenario dell'eGovernment.
E' forse la parte più complessa, perché presuppone la definizione di
un'architettura di eGovernment e che ciascun attore coinvolto la comprenda,
la condivida e modifichi di conseguenza la propria organizzazione ed i
propri processi. Un esempio di regole che possono garantire
l'interoperabilità organizzativa sono date dalle norme sul protocollo
informatico.
Spero di riprendere questi argomenti a
Settembre. Intanto vi auguro buone vacanze. (continua)
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