Ci siamo. Inizia un nuovo
millennio che si preannuncia ricco di novità per tutti.
Il mondo sta correndo a grandi passi verso la società
dell'Informazione e nei prossimi dieci anni vi saranno cambiamenti nella
struttura economica e sociale non minori di quelli che si sono verificati
nell'intero secolo che ci lasciamo alle spalle.
Anche la Pubblica Amministrazione cambierà profondamente
e per farlo dovrà trasformarsi in un gigantesco laboratorio. Preparatevi
quindi a sperimentare nuovi modi di lavorare, nuove mansioni, nuove tecnologie.
Sono in primo luogo le
riforme legislative che spingono in questa direzione.
Le leggi che governano la
Pubblica Amministrazione hanno subito modifiche radicali, soprattutto negli
ultimi anni. Queste riforme disegnano una nuova
struttura della Pubblica Amministrazione, la cui operatività si baserà su una
stretta integrazione con le nuove tecnologie
informatiche e telematiche.
Questa integrazione
determinerà il graduale passaggio
da una amministrazione che crea, elabora, e produce documenti cartacei, e
attraverso questi dialoga con altre amministrazioni e con i cittadini e le
imprese, ad una vera e propria "tele- amministrazione",
che cioè crea, elabora e produce documenti digitali, e dialoga
principalmente per via telematica con i cittadini e con le imprese,
affidandosi, per un numero crescente di funzioni, ad operazioni automatizzate.
Il "collante" di
questa riforma è rappresentato dalla Rete
Unitaria della Pubblica Amministrazione (RUPA),
i cui servizi saranno disponibili a partire dal prossimo anno.
La RUPA dovrà garantire che qualsiasi utente
operante su un sistema ad essa connesso possa accedere, se autorizzato, ai dati
e alle procedure residenti su qualsiasi altro sistema connesso.
Ciò significa che, nella Pubblica Amministrazione,
dovranno essere operative banche dati sicure, ma aperte, e programmi
accessibili da qualunque punto della rete, come accade per le banche dati e
per i programmi in tecnologia Internet. Molte di queste applicazioni dovranno
essere accessibili ai cittadini ed alle imprese.
Nella volontà dei legislatori, la riforma dovrà
attuarsi, nelle sue parti più sostanziali, nel corso del prossimo
quinquennio. Sono stati infatti emanati i regolamenti attuativi (e,
nella maggior parte dei casi, anche quelli tecnici) di riforme che incidono su punti delicati
del funzionamento della Pubblica Amministrazione, nei rapporti tra le sue
varie parti e tra queste e la società.
Per ognuna di queste riforme sono definite scadenze,
alcune delle quali sono di fatto obbligate, poiché
incidono su funzioni critiche ed essenziali delle amministrazioni. Ovviamente sono sempre possibili proroghe, che però sono
sempre più difficili da sostenere dal punto di vista politico.
E' sufficiente
ricordare tre riforme di questo tipo, per capire la profondità dei
cambiamenti che avverranno nella Pubblica Amministrazione entro i
prossimi 3-5 anni.
1) Firma digitale: la legge prevede che entro il
31 dicembre 2002 tutti i comuni
dovranno utilizzare la firma digitale e creare i documenti originali in formato
elettronico (art. 20, comma 2 DPR 513/97: vedi
la sezione relativa su ASM Tutor).
2) Protocollo Informatico: entro il
31 dicembre 2003 per certificare i documenti
in ingresso e in uscita nella Pubblica Amministrazione, bisognerà utilizzare il
nuovo sistema di Protocollo Informatico (art. 21, comma 3 del DPR 428/98: vedi
la sezione relativa su ASM Tutor),
che, fra l'altro, presuppone la connessione alla Rete Unitaria della Pubblica
Amministrazione.
3) Carta di identità elettronica: unaltra scadenza importante si
avrà nel corso del 2005, quando la carta di identità dovrà essere
rilasciata solo su supporto informatico (art. 11, comma 2 DPCM
437/99: vedi la
sezione relativa su ASM Tutor).
Queste riforme agiscono su punti critici del
funzionamento della Pubblica Amministrazione, quali il formato degli atti
originali, lo scambio di documenti entro la Pubblica Amministrazione e con
lesterno, la certificazione dellidentità personale. Si tratta, fra
l'altro, di funzioni che hanno rilevanti risvolti legali da considerare, e vanno
quindi affrontate
nel modo più efficace e preciso, con criteri e tempi uniformi in tutta la
Pubblica Amministrazione interessata, a cominciare dai comuni.
Ma quasi tutte le riforme
previste, per essere pienamente efficaci, presuppongono un utilizzo avanzato
delle nuove tecnologie informatiche e telematiche. E' il caso, ad esempio, dello
Sportello Unico per le attività produttive, che potrà garantire il massimo
dell'efficienza solo quando tutte le numerose amministrazioni coinvolte nel
nuovo procedimento unico potranno interoperare tramite applicazioni condivise e
dialogare per via telematica.
Il percorso non sarà certo semplice, ma la strada è
stata ormai imboccata con decisione, e non è più possibile tirarsi indietro o
rallentare troppo. Gli ostacoli non saranno principalmente di tipo
tecnologico. Le tecnologie sono ormai definite e collaudate, anche se
in continua evoluzione.
Le maggiori difficoltà saranno legate, da un lato, alla
necessità di rivedere in maniera generalizzata i processi amministrativi
e dallaltro allimpatto che queste trasformazioni avranno sullintera
struttura organizzativa ed operativa dellente pubblico.
Per non essere sopraffatti dalle difficoltà, è quindi
importante programmare in maniera razionale ed efficiente le
iniziative, che dovranno essere coordinate fra di loro.
Come è scritto nel
rapporto Bangemann, redatto per l'Unione Europea, "al vento dell'innovazione non si comanda, e
questo ha una forza che pervade tutta la vita economica e sociale: non bisogna
lasciarsi sfuggire l'occasione. È una rivoluzione che consente all'intelligenza
umana di acquisire nuove capacità e cambia il nostro modo di lavorare e vivere
insieme.
La Pubblica
Amministrazione ha l'occasione di conquistarsi un ruolo positivo ed
importante nella società dell'informazione. Sarebbe un peccato
sprecarla, perché non si ripeterà, e le conseguenze sarebbero
negative per tutti.
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