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10/12/99 - Il laboratorio tecnologico della Pubblica Amministrazione

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Pensieri ad alta voce
Il laboratorio tecnologico della Pubblica Amministrazione
di Maurizio Corrado
Responsabile Servizi Informatici ASM Settimo Torinese


 

10 dicembre 1999 

Ci siamo. Inizia un nuovo millennio che si preannuncia ricco di novità per tutti.

Il mondo sta correndo a grandi passi verso la società dell'Informazione e nei prossimi dieci anni vi saranno cambiamenti nella struttura economica e sociale non minori di quelli che si sono verificati nell'intero secolo che ci lasciamo alle spalle. 

Anche la Pubblica Amministrazione cambierà profondamente e per farlo dovrà trasformarsi in un gigantesco laboratorio. Preparatevi quindi a sperimentare nuovi modi di lavorare, nuove mansioni, nuove tecnologie.

Sono in primo luogo le riforme legislative che spingono in questa direzione. 

Le leggi che governano la Pubblica Amministrazione hanno subito modifiche radicali, soprattutto negli ultimi anni. Queste riforme disegnano una nuova struttura della Pubblica Amministrazione, la cui operatività si baserà su una stretta integrazione con le nuove tecnologie informatiche e telematiche.

Questa “integrazione” determinerà il graduale passaggio da una amministrazione che crea, elabora, e produce documenti cartacei, e attraverso questi dialoga con altre amministrazioni e con i cittadini e le imprese, ad una vera e propria "tele- amministrazione", che cioè crea, elabora e produce documenti digitali, e dialoga principalmente per via telematica con i cittadini e con le imprese, affidandosi, per un numero crescente di funzioni, ad operazioni automatizzate.

Il "collante" di questa riforma è rappresentato dalla Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione (RUPA), i cui servizi saranno disponibili a partire dal prossimo anno.

La RUPA dovrà garantire che “qualsiasi utente operante su un sistema ad essa connesso possa accedere, se autorizzato, ai dati e alle procedure residenti su qualsiasi altro sistema connesso”.

Ciò significa che, nella Pubblica Amministrazione, dovranno essere operative banche dati sicure, ma aperte, e programmi accessibili da qualunque punto della rete, come accade per le banche dati e per i programmi in tecnologia Internet. Molte di queste applicazioni dovranno essere accessibili ai cittadini ed alle imprese.

Nella volontà dei legislatori, la riforma dovrà attuarsi, nelle sue parti più sostanziali, nel corso del prossimo quinquennio. Sono stati infatti emanati i regolamenti attuativi (e, nella maggior parte dei casi, anche quelli tecnici) di riforme che incidono su punti delicati del funzionamento della Pubblica Amministrazione, nei rapporti tra le sue varie parti e tra queste e la società. 

Per ognuna di queste riforme sono definite scadenze, alcune delle quali sono di fatto obbligate, poiché incidono su funzioni critiche ed essenziali delle amministrazioni. Ovviamente sono sempre possibili proroghe, che però sono sempre più difficili da sostenere dal punto di vista politico.

E' sufficiente ricordare tre riforme di questo tipo, per capire la profondità dei cambiamenti che avverranno nella Pubblica Amministrazione entro i prossimi 3-5 anni.

1) Firma digitale: la legge prevede che entro il 31 dicembre 2002 tutti i comuni dovranno utilizzare la firma digitale e creare i documenti originali in formato elettronico (art. 20, comma 2 DPR 513/97: vedi la sezione relativa su ASM Tutor).

2) Protocollo Informatico: entro il 31 dicembre 2003 per certificare i documenti in ingresso e in uscita nella Pubblica Amministrazione, bisognerà utilizzare il nuovo sistema di Protocollo Informatico (art. 21, comma 3 del DPR 428/98: vedi la sezione relativa su ASM Tutor), che, fra l'altro, presuppone la connessione alla Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione.

3) Carta di identità elettronica: un’altra scadenza importante si avrà nel corso del 2005, quando la carta di identità dovrà essere rilasciata “solo su supporto informatico” (art. 11, comma 2 DPCM 437/99: vedi la sezione relativa su ASM Tutor).

Queste riforme agiscono su punti critici del funzionamento della Pubblica Amministrazione, quali il formato degli atti originali, lo scambio di documenti entro la Pubblica Amministrazione e con l’esterno, la certificazione dell’identità personale. Si tratta, fra l'altro, di funzioni che hanno rilevanti risvolti legali da considerare, e vanno quindi affrontate nel modo più efficace e preciso, con criteri e tempi uniformi in tutta la Pubblica Amministrazione interessata, a cominciare dai comuni.

Ma quasi tutte le riforme previste, per essere pienamente efficaci, presuppongono un utilizzo avanzato delle nuove tecnologie informatiche e telematiche. E' il caso, ad esempio, dello Sportello Unico per le attività produttive, che potrà garantire il massimo dell'efficienza solo quando tutte le numerose amministrazioni coinvolte nel nuovo procedimento unico potranno interoperare tramite applicazioni condivise e dialogare per via telematica.

Il percorso non sarà certo semplice, ma la strada è stata ormai imboccata con decisione, e non è più possibile tirarsi indietro o rallentare troppo. Gli ostacoli non saranno principalmente di tipo tecnologico. Le tecnologie sono ormai definite e collaudate, anche se in continua evoluzione.

Le maggiori difficoltà saranno legate, da un lato, alla necessità di rivedere in maniera generalizzata i processi amministrativi e dall’altro all’impatto che queste trasformazioni avranno sull’intera struttura organizzativa ed operativa dell’ente pubblico.

Per non essere sopraffatti dalle difficoltà, è quindi importante programmare in maniera razionale ed efficiente le iniziative, che dovranno essere coordinate fra di loro.

Come è scritto nel rapporto Bangemann, redatto per l'Unione Europea, "al vento dell'innovazione non si comanda, e questo ha una forza che pervade tutta la vita economica e sociale: non bisogna lasciarsi sfuggire l'occasione. È una rivoluzione che consente all'intelligenza umana di acquisire nuove capacità e cambia il nostro modo di lavorare e vivere insieme.

La Pubblica Amministrazione ha l'occasione di conquistarsi un ruolo positivo ed importante nella società dell'informazione. Sarebbe un peccato sprecarla, perché non si ripeterà, e le conseguenze sarebbero negative per tutti.


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